L’altro Paolo - Mandana Sadat

L’altro Paolo – Mandana Sadat

L’altro Paolo di Mandana Sadat narra di un incontro/scontro tra due Paolo, due vicini di casa o due facce della stessa medaglia, due volti diversi dello stesso protagonista. Come nel domino, un malinteso sarà la tesserina designata per dare inizio a una serie di eventi significativi che li porterà a conoscersi, riconoscersi e crescere.

L’altro Paolo di Mandana Sadat

Giorno di quarantena numero… ehm, che giorno è? Ebbene sì, ormai da qualche settimana stiamo vivendo un periodo tutt’altro che semplice, in cui vi è un solo denominatore comune che ci avvicina l’un l’altro: il tempo, per fare, per pensare, per scoprire e riscoprire. C’è chi si destreggia tra Smart working e pulizie di primavera ossessive, chi gioca con il forno tentando di diventare il nuovo Iginio Massari, chi fa attività fisica fino allo sfinimento e chi si lascia catturare dalle storie, sul piccolo schermo o tra le pagine di un libro.

Poi un giorno, tra una videochiamata su Skype e la preparazione dell’ennesima torta, ti capita di scrutare gli albi illustrati ordinati sulla tua piccola libreria, parti alla ricerca di qualcosa, nemmeno tu sai di cosa e, dopo una scrupolosa esplorazione, ti ritrovi tra le mani il primo picture book letto da “adulta” durante un corso universitario. Un piccolo oggetto letterario che,  anche a distanza di tempo, ha il potere di risvegliare ricordi, scatenare pensieri e avviare ragionamenti non banali.

Il responsabile del fattaccio è l’albo illustrato L’altro Paolo di Mandana Sadat del 2006, titolo originale L’autre M. Paul, tradotto da Paolo Cesari e pubblicato in Italia da Orecchio Acerbo nello stesso anno.

La storia narra di un incontro/scontro tra due Paolo, due vicini di casa o due facce della stessa medaglia, due volti diversi dello stesso protagonista. L’incontro tra i due poli opposti avverrà a causa di un piccolo disguido iniziale. Come nel gioco del domino, il malinteso sarà la tesserina designata per dare inizio a una serie di eventi significativi che li porterà a conoscersi, riconoscersi e crescere.

L’incontro con l’altro

In tutte le tavole che compongono il libro, la trama, i colori e la disposizione degli elementi nello spazio della doppia pagina mettono in risalto il contrasto tra i due personaggi agendo su due fronti distinti. Infatti, da una parte abbiamo colori decisamente più nitidi e netti, un ordine quasi maniacale e precisione nelle linee, mentre dall’altra vi sono colori tenui e sfumati, incertezza, confusione e disordine.

La netta differenza che si compie tra i due estremi è rintracciabile anche nella contrapposizione che vi è tra la materialità dell’albo illustrato e il textum, ossia il rapporto tra testo e immagine: il formato è assai discreto ed essenziale, mentre la storia e le illustrazioni, intense e potenti, si impongono e agiscono all’unisono sulla sfera emotiva del lettore. In questo modo le semplici vicende dal sapore quotidiano che vengono raccontate non fanno altro che avvicinare il pubblico ai due Paolo.

In questo libro si racconta l’incontro con l’altro, con il diverso da sé, giocando, però, sulla somiglianza tra i due personaggi principali della storia. L’autrice ha voluto raccontare gli effetti positivi che possono nascere dall’incontro con ciò che non si conosce, rintracciabili fuori e/o dentro di noi.

Spunti didattici:
La letteratura per l’infanzia è la miglior strada da percorrere se si vuole mostrare al pubblico uno scenario ricco di sfumature, con visioni più o meno complesse. A tal proposito, la lettura e la fruizione de L’altro Paolo sia nella scuola dell’infanzia sia alla primaria è assai utile, in quanto spinge il lettore verso una riflessione profonda che risulta ancora più incisiva se accompagnata da esercizi di empatia.

Come riportato nell’enciclopedia Treccani il termine empatia indica la «capacità di porsi nella situazione di un’altra persona»[1]. Questa abilità può essere sviluppata a scuola grazie alla realizzazione di percorsi che richiedono la connessione emotiva con l’altro, in modo da poter comprendere le differenti prospettive che provengono da ogni individuo. Come fanno gli attori professionisti, mettersi nei panni dell’altro è un esercizio che stimola il sentire altrui e prospetticamente può condurci verso la formazione di una società migliore. Martha Nussbaum sottolinea che:

l’empatia non coincide col senso morale, a cui però può fornire ingredienti importanti. La crescente attenzione per l’altro conduce a un maggior desiderio di controllare la propria aggressività: i bambini riconoscono che gli altri non sono i loro schiavi bensì esseri distinti, con pieno diritto di vivere la propria vita.[2]

Lo consigliamo a… ai lettori che si mettono in viaggio alla ricerca di altro, e che sia bello, brutto, vicino, lontano, dentro, fuori, non importa, importa però ricercare (e ricercar-si) in continuazione.


[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/empatia/

[2] M.C. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Bologna, il Mulino, 2013, p. 54.

Mandana Sadat – L’altro PaoloOrecchio Acerbo
Traduzione: P. Cesari

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Su Francesca Izzo

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Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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