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L’amore giovanile – Grado di dolore CR7+5


Tu hai sedici anni e sei nel pieno del vortice dei tuoi ormoni, sei fisicamente integro, sessualmente esuberante e voglioso di mettere in pratica tutto quello che hai visto di straforo nei rari giornaletti porno tramandati dagli amici più grandi. Come ogni estate i tuoi genitori per le vacanze estive ti mandano dalla nonna, in un ridente paesello incastonato nelle Alpi. Fi nda quando eri piccolino le tue estati le hai sempre passate lì, conosci tutti, ti hanno visto crescere e tu hai visto crescere loro. Tra i tuoi “amici della montagna” c’è Ramona, una ragazza di quattro anni più grande che fin da quando eravate piccini ti prendeva in giro ripetendoti sempre: “Ah, Marcolino, se solo fossi un po’ più grande”. Lo faceva mordicchiandosi il labbro e tu morivi ogni volta che la scena si ripeteva.
Ramona, ovviamente, essendo tu troppo piccolo, passava sempre l’estate con un altro diverso da te, ma tu nonostante questi tradimenti  l’amavi lo stesso. L’amavi anche quando l’estate scorsa ti ha preferito Michelino, un orrendo butterato autoctono, di un’ignoranza sesquipedale e con l’unico pregio di avere diciott’anni e perciò una macchina, nel suo caso una cafonissima Punto rossa dotata di alettone posticcio e, soprattutto, di cavallino rampante di plastica applicato sul cofano. Ogni sera, Michelino e Ramona, salivano in auto e sparivano per ore. Agli altri dicevano che andavano in valle a giocare a bowling, tu te li immaginavi ridere e scherzare tra palle e birilli e rodevi di gelosia. Eppure non t’importava, perché Ramona tu l’amavi più della tua stessa vita.
Ricordi ancora quando l’hai vista per la prima volta: tu avevi 10 anni, lei 14 e una felpa rossa della Disney e un paio di Levi’s 501 a vita altissima. Ti sembrava un angelo, ti avvicinasti per guardarla meglio, lei stava facendo divertire le amiche facendo versi strani mentre mangiava un Calippo e tu, pur non capendo il senso di quella scenetta, ti sei innamorato di lei. Ogni anno, nei successivi sei anni, passasti l’autunno, l’inverno e la primavera desiderando l’estate, o meglio, il giorno in cui saresti tornato in montagna e l’avresti rivista. Mesi di silenzio -all’epoca non c’erano cellulari, non c’erano i social- di lei non sapevi nulla, potevi solo immaginare come poteva essere diventata, quali mode avrebbe seguito, con quale stratagemma da strega ammaliatrice avrebbe rinnovato per l’ennesima volta il tuo amore.
Ma non quest’statate. Questa sarebbe stata diversa, i tuoi sedici anni sarebbero stati la garanzia di una maturità a cui lei non avrebbe potuto rinunciare. E con questa convinzione sei arrivato alla Sala Giochi del paesino, carico a molla, pronto a goderti, almeno per qualche mese, l’amore della tua vita.
Ramona era lì, proprio come immaginavi, bellissima, con un vestitone largo a fiori e i capelli raccolti in una coda alta.
Ti vede, si alza e ti sorride.
Pensi: “è fatta”. Ti avvicini, forte della tua nuova t-shirt Nike e del taglio di capelli tipo Liam Gallagher, fai per salutarla ma lei ti anticipa, chiedendo di abbassare la voce.
In quel momento non capisci, poi inizi a realizzare.
Affianco a lei c’è un passeggino e scorgi uno stemma della Ferrari applicato sui manici. Inizia a girarti la testa, le gambe ti cedono ma cerchi di farti forza, lei alza il piccolo parasole e ti presenta Gigetto, il figlio di Michelino.
Ti dice che ha tre mesi.
Tu fai un rapido calcolo e capisci: forse quelle sere d’estate, lei e Milchelino non andavano a giocare a bowling.
Fine.    

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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