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È il momento che hai sempre sognato. Mesi di preparativi che convergono in quel solo e unico istante, e cioè ammirare l’amore della tua vita, Marta, pronunciare il fatidico sì.
Lei è stupenda, vestita di bianco, trucco leggero e un’acconciatura talmente elaborata da sembrare naturale. Affianco a te, in qualità di testimoni, il tuo amico Matteo e Giordana, tua sorella maggiore. Giordana ti guarda con gli occhi di chi ama incondizionatamente, consapevole che oggi stai per tagliare il traguardo più importante della tua seppur giovane vita. Dall’altro lato dell’altare ci sono i testimoni della tua futura moglie, Roberto, il suo amico di sempre e Sonia, sua sorella minore. Sonia è bellissima: ha lo sguardo teso, si vede che ci tiene ma è normale visto il legame che le unisce. Marta, intanto, si avvicina, accompagnata da Oreste, suo padre, vestito in alta uniforme. Avere un suocero Maresciallo dei Carabinieri era una cosa che non avevi mai considerato, ripensi al tuo passato di giovane teppistello e ti fai una risata. Ormai quei tempi sono andati, il tuo presente e il tuo futuro si chiamano Marta e hanno la forma di un trilocale a pochi chilometri da casa dei suoceri, ché metti che arriva un bambino, bisogna essere preparati. Marta ti guarda e sorride, è raggiante nel suo vestito che accentua il seno e fascia un corpo che ormai conosci a menadito. Ci sono stati degli alti e bassi tra voi, è vero, ma chi non ne ha? La forza di una coppia risiede proprio nella capacità di affrontare le tempeste e uscirne uniti. Cantava De Gregori che due buoni compagni non dovrebbero lasciarsi mai, e tu ne sei fermamente convinto, anche se a volte hai perso la rotta e hai avuto paura. Ma ora tutto è a posto, perché Marta è qui, e tu non vuoi essere in nessun altro posto che qui, affianco a lei. Oreste lascia orgoglioso sua figlia all’altare e va sedersi accanto a Maria, la tua futura suocera, una donna di un’integrità morale unica, e a cui hai imparato a voler bene fin dal primo giorno.
Le parole del prete scorrono quasi ovattate, per quanta è l’emozione. Vi dite sì, vi scambiate l’anello, vi baciate. Tu sei stordito, felice e confuso. Felice e spaventato. Felice e… felice! 
È la volta dei testimoni, hanno preparato un discorso, tu sei rilassato e ascolti. Inizia Matteo, che da coglione qual è, decide di buttarla in vacca, prendendoti un po’ in giro, ricordandoti i tempi in cui andavi a ballare e sembrava ne combinassi una più del diavolo. Tu ridi, anche se sai che la metà dei racconti sono pompati dal quello strano bisogno che hanno certe amicizie di voler a tutti i costi possedere qualcosa di straordinario.  Come se l’unicità, per un’amicizia, fosse davvero una qualità significante.  Ti rigiri l’anello sul dito, scrolli la testa e sorridi.
È il turno di Sonia, la piccola Sonia. Raggiunge il microfono, guarda Marta e inaspettatamente si mette a piangere.
Si alza un ooooh nella Chiesa, qualche risata e poi un piccolo applauso di incoraggiamento. Sonia respira a fondo, sembra essersi calmata. Guarda Marta, i suoi occhi si chiudono un attimo, poi smette di guardare la sorella e si fissa su di te. L’attimo è infinito poi, come a cercare la forza nell’angolo più nascosto del suo corpo grida: “Sono incinta, e il figlio è tuo!”
Silenzio.
L’integrità morale della madre sviene, il maresciallo si alza di scatto.
Fine.

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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