Maradona, i cinque gol più belli

Diego Armando Maradona – I cinque gol più belli

La morte di Diego Armando Maradona ha sconvolto gli amanti del bel calcio a qualsiasi latitudine e di qualsiasi fede calcistica. Perché Maradona era il calcio, o meglio era una sua sfumatura, probabilmente la più bella. Noi vogliamo ricordarlo con quelli che riteniamo essere i suoi cinque gol più significativi.

Non vogliamo addentrarci in questioni filosofiche sul personaggio Maradona. Non ne saremmo in grado, probabilmente ripeteremmo le stesse cose che tutti stanno dicendo in questi giorni e non aggiungeremmo nulla a quanto di grande, nel bene o nel male, ha fatto questo personaggio. Non lo farò di certo io, che fin da piccolo sono stato addestrato da mio padre a rispondere all’eterna domanda su chi fosse il migliore tra Pelè e Maradona scegliendo sempre e inequivocabilmente il primo. Troppo tifoso mio padre o troppo desideroso io di compiacerlo, non lo so. Fatto sta che Maradona per me è sempre stato un personaggio difficile da inquadrare, che ho imparato ad amare tardi, quando mi sono accorto, crescendo, che sono le debolezze a rendere l’uomo “un” uomo, non certo, o almeno non solo, i punti di forza. È dalle debolezze che scorgi la grandezza. Perché senza la purezza offerta dalla caduta, non puoi scorgere in pieno la misura di un essere umano. Fatto è che oggi di Edson Arantes Do Nascimiento mi è rimasta solo una videocassetta dove o’Rei insegna i fondamentali del calcio (mai recepiti in pieno, direbbero i miei ex compagni di squadra), di Maradona mi è rimasta una grande tenerezza mista a curiosità. Terminata la parentesi romantica, andiamo al sodo: non c’è modo migliore di ricordare un calciatore se non attraverso le sue prodezze, per cui ecco quelli che, senza paura di essere smentito, possono definirsi i più grandi capolavori di Diego Armando Maradona.

22 giugno 1986, Argentina-Inghilterra 2-1: il gol, punto

Una cavalcata solitaria in cui Maradona dribbla mezza Inghilterra e deposita in rete un gol che non è solo prodezza tecnica (e lo è, senza dubbio), ma è la sintesi perfetta di questo personaggio: redenzione (no, nn non metterò la “mano de dios” in questa lista, perché alla fine io sono per Pelè, per la rettitudine sempre e comunque), appartenenza al popolo argentino, politica se volete, follia, talento e tenacia.

20 ottobre 1985, Napoli-Verona 5-0: il colpo del genio

Un esterno sinistro che disegna una parabola geniale, perfetta nella sua totale illogicità.

8 gennaio 1984, Barcellona-Siviglia 2-0: il ritorno

Non è certo il gol più bello di Maradona, ma è tra i più significativi. Rientrato a tempo di record dopo un’operazione alla caviglia sinistra in seguito a un contrasto killer di Goikoetxea, Maradona alla prima partita disponibile piantò una doppietta e tanti saluti al macellaio di Bilbao, ai medici che gli avevano pronosticato sei mesi di stop e una probabile, seppur piccola invalidità.

24 febbraio 1985, Napoli-Lazio 4-0: tripletta con pallonetto impossibile

Ancora un pallonetto, si vede che mi piacciono eh? Questa volta però ricadendo all’indietro, centrando comunque l’incrocio.

 

26 giugno 1983, Barcellona-Real Madrid 2-1: supremazia al Clasico

Scartare portiere e difensore è sempre bello. Farlo contro il Real, se giochi nel Barcellona, probabilmente lo è ancora di più.

3 novembre 1985, Napoli-Juventus 1-0: il gol inspiegabile

Per questo gol, che reputo il suo più bello in assoluto, devo tirare in mezzo ancora mio padre. Ricordo che guardammo questo gol assieme, sul divano della nostra casa, in 90° minuto. Avevo cinque anni, ma ricordo perfettamente la sua faccia sbigottita, non tanto per il fatto che quella rete fece perdere la sua, la nostra Juventus, ma perché proprio non riusciva a spiegarsela. Ricordo che vide quella punizione fisicamente irreale, fece un sorrisetto, si accese una sigaretta e uscì sul balcone a fumare. Per lui 90° minuto era finito lì. Lì per lì non capii, avevo comunque solo cinque anni, ma a riguardarla oggi, ancora adesso faccio fatica a spiegarmi quella punizione in seconda. Se il gol contro l’Inghilterra fu la sintesi perfetta del gioco del calcio, per questo prodigio bisogna mettere in discussione le leggi della fisica. Non c’è trick di Ronaldo/Neymar/Messi che tenga: quella parabola è e resterà un mistero.

 

 

 

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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