Una giornata no - Charlotte Zolotow e Geneviève Godbout

Una giornata no – Charlotte Zolotow e Geneviève Godbout

Una giornata no di Charlotte Zolotow e Geneviève Godbout è una tessitura di parole e disegni capace di raccontare con semplicità la quotidianità di chiunque -chi non ha mai avuto anche solo una giornata no?- e che ci accompagna, con altrettanto candore, nella riscoperta della gratuità delle piccole attenzioni che curano e risanano le giornate.

Una giornata no di Charlotte Zolotow e Geneviève Godbout

Una giornata no è un libro a figure edito in Italia dalla casa editrice La Margherita, nell’anno 2015. La copertina, incorniciata di bianco, ci presenta alcuni dei protagonisti di queste pagine: la pioggia e un bambino, Edoardo, che rattristato ci guarda.

A risollevarci dalle rovinose premesse del titolo e a guidare la nostra speranza c’è però un fondale giallo estate e un bonario sorriso di cane che ci invita ad entrare fra le pagine a cuore un poco più leggero.

Cosa sarà accaduto? Il racconto è innescato da una sbadataggine: il signor Rossi ha dimenticato di dare un bacio a sua moglie. Va da sé la grigia mattina di pioggia.

Da qui, giro della pagina dopo giro della pagina, si concretizza il cosiddetto effetto domino: da un piccolo cambiamento ne consegue uno analogo e così via, dando origine ad un concatenarsi di giornate no, in un crescendo di dimenticanze, rimproveri, osservazioni poco gentili e desideri delusi, data la pioggia.

Tutto lascia intendere l’imminente compiersi di una catastrofe se non fosse che la tensione viene allentata da Charlie, il cagnolino, a cui non importa della giornata grigia perché pensa solo a giocare.

Nel bel mezzo dell’irreparabile la svolta: uno scodinzolio e una risata danno inizio a un percorso a ritroso di azioni virtuose che fanno sorridere e aggiustano i cuori ristabilendo così l’armonia. Va da sé  che il sole, verso sera, fa capolino tra le nuvole.

Piccole attenzioni

Una narrazione apparentemente disadorna ma arricchita dalle illustrazioni di G. Godbout che, con i suoi tratti di matita immediatamente riconoscibili, porta in scena un viavai di incomprensioni e di sopracciglia aggrottate che improvvisamente si distendono: una gomma nuova, una parola gentile, una camicia messa nel cesto dei panni sporchi, un mazzo di fiori lasciato cadere per recuperare il bacio perso la mattina, diventano tramiti per chiedere scusa senza mai dirlo.

Piccole attenzioni, gesti gratuiti d’amore che allontanano la pioggia e accompagnano l’alba di un nuovo sole.

Questo libro è una tessitura di parole e disegni capace di raccontare con semplicità la quotidianità di chiunque -chi non ha mai avuto anche solo una giornata no?- e che ci accompagna, con altrettanto candore, nella riscoperta della gratuità delle piccole attenzioni che curano e risanano le giornate.

Un’apologia del “basta poco per” o anche solo un leggero sfogliare di belle illustrazioni; si può scegliere come consumarlo, l’importante è riuscire a scorgere il giallo laddove a volte il grigio vuole trionfare.

Spunti didattici
Una giornata no è un racconto, recita il risguardo del libro, adatto ai bambini 3+.

La sua destinazione finale pare dunque essere una lettura da condividere con bambini della scuola dell’infanzia. Queste pagine però, credo, possano dirsi preziose anche per lettori più grandi poiché celano tracce di come anche gli adulti siano spesso arrabbiati senza motivo.

Sì, immotivatamente furenti, ma curabili con un sorriso bambino. O viceversa, di come i bambini siano, a volte, arrabbiati senza motivo. Sì, immotivatamente adirati, ma curabili da un sorriso di mamma o da uno scodinzolio di cane.

Lo consigliamo a… tutti i bambini 3+ e a tutti i metereopatici.

Charlotte Zolotow e Geneviève GodboutUna giornata no La Margherita

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Su Linda Geninazza

Linda Geninazza
Non vi dirò, almeno subito, cosa faccio, ma da dove arrivo; credo le radici contino più della chioma che a volte, almeno la mia, è dritta, a volte mista, a volte curva, mentre laggiù, agli inizi, poco cambia, tutto si irrobustisce. Cusino, non cercatelo su Google Maps perché non vedrete altro che un rosso segnaposto abbandonato nel più fitto verde, lì sono cresciuta e lì ci tornerò. Ora abito il grigio-perla di Milano, altra spina nel cuore, qui vivo e ci resterò. Dimezzata tra due terre non di mezzo, questa sono io.

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