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Le streghe - Roald Dahl

Le streghe – Roald Dahl

Le streghe di Roald Dahl ci porta a ragionare sulle apparenze che spesso ingannano, ossia sulla tendenza a promuovere un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà ma che, al contrario, si rivela ben diversa.

Le streghe di Roald Dahl

Uno dei magistrali racconti nati dall’inconfondibile penna di Roald Dahl è Le streghe, testo del 1983, pubblicato da Salani nel 1987 per la collana Gl’istrici. Anche in questo libro, come spesso accade nelle opere di Dahl, vi sono le illustrazioni di Quentin Blake.

Le streghe è un classico della letteratura per l’infanzia scritto con la sensibilità che contraddistingue l’autore. Un testo a tratti spaventoso, ma che spesso strappa un sorriso e, soprattutto, apre a una profonda riflessione sul ruolo, ahimè centrale, che assumono l’esteriorità e l’apparenza nel quotidiano

Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope. Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo. Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò.1

Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque.

L’eterno conflitto tra bambini e adulti

Il protagonista di questa storia è un bambino inglese di 7 anni con origini norvegesi che, rimasto orfano, viene affidato alle cure della nonna. Grazie ai racconti dell’anziana nonnina, egli viene a conoscenza di un grave pericolo che riguarda tutti i bambini, causato dall’esistenza delle streghe. Queste donne, dall’aspetto inoffensivo, hanno come unico scopo nella vita quello di distruggere ed eliminare dalla faccia della Terra tutti, ma proprio tutti, i bambini del Mondo! Una delle costanti che ritroviamo nelle opere di Dahl è l’eterno conflitto tra bambini e adulti, «due universi che sembrano non poter entrare in contatto, come fossero razze differenti»2.  Lo scrittore, senza usare mezzi termini, dice ai suoi lettori che dagli adulti non bisogna aspettarsi nulla di buono.

«Ecco» disse la nonna. «Questo è tutto ciò che so. Non ti sarà di grande aiuto. Non si può indovinare con certezza se una donna è o no una strega semplicemente guardandola, ma se porta i guanti e la parrucca, se ha le narici larghe, strani occhi, i denti sfumati di blu… Allora scappa più svelto che puoi!»3

L’autore, per dare un maggior senso di realtà, ci tiene a sottolineare che questo racconto non è una fiaba, ma, come in ogni fiaba che si rispetti, egli descrive le antagoniste, ossia le streghe, come degli esseri ripugnanti, la cui bruttezza è proporzionata alla crudeltà, che si nascondono dietro un’apparenza gentile, confortante ma soprattutto rassicurante. Inutile dire che fidarsi di queste donnine è l’errore più grande che un bambino possa commettere.

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Un’amara vittoria

Nonostante ciò, nei suoi racconti Dahl inserisce sempre un adulto positivo che, seppur fragile e fuori dal coro, diviene complice dei bambini nella lotta contro i grandi privi di umanità. In questa storia in aiuto del protagonista giungerà l’anziana nonna esperta di streghe. Infatti i due, sostenendosi reciprocamente, riusciranno a mettere a punto un piano geniale per eliminare la temibile presenza delle streghe.

Quello che è certo è che da questo racconto emerge lo straordinario coraggio mostrato dal piccolo eroe che sfocia in un’amara vittoria, ma pur sempre una vittoria, importante per tutti i bambini.

Il libro permette di ragionare sulle apparenze che spesso ingannano, ossia sulla tendenza a promuovere un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà ma che, al contrario, si rivela ben diversa. Nel caso specifico, infatti, dietro a queste signore miti e gentili, si nascondono delle streghe spietate e ambiziose. Il protagonista, nonostante i legittimi timori iniziali determinati dal dover affrontare una situazione non nota, si rivela il portabandiera dell’intraprendenza e della voglia di rivalsa propria dell’età infantile.

Spunti didattici:
I libri sono uno strumento didattico fondamentale e non leggere le opere di Roald Dahl è una scelta estremamente errata.  Le streghe può essere inserito all’interno di un percorso didattico interdisciplinare negli ultimi due anni di scuola primaria. Questo testo consente ai piccoli e ai grandi lettori di avviare alcune riflessioni toccando diverse tematiche: la vita, la morte, i cambiamenti esteriori e quelli interiori, il coraggio, la voglia di rischiare e il desiderio di percorrere una strada ignota ma che può concludersi con una conquista. Il protagonista trova dentro di sé una forza che non sapeva di avere, utile a salvare se stesso e non solo, senza abbandonarsi a una realtà che non è come sembra.

Lo consigliamo a… tutti i lettori coraggiosi che hanno voglia di confrontarsi con classici di rara intensità!

1  R. Dahl, Le streghe, Milano, Salani, 1987, p.7
2  Hamelin (a cura di), I libri per ragazzi che hanno fatto l’Italia, Bologna, Hamelin Associazione Culturale, 2011, p. 196
3   R. Dahl, Le streghe, Milano, Salani, 1987, p. 31.

Roald Dahl – Le streghe – Salani
Traduzione:
Francesca Lazzarato, Lorenza Manzi
Illustrazioni: Quentin Blake

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Le streghe – Roald Dahl ultima modifica: 2019-09-26T10:00:46+02:00 da Francesca Izzo

Su Francesca Izzo

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Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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