Un regalo diverso - M. Azcona e R

Un regalo diverso – M. Azcona e R. Osuna

Un regalo diverso di M. Azcona e R. Osuna ci mostra come siano i bambini a insegnare a noi adulti quanto sia necessario trarre opportunità dal quotidiano: non si parla di accontentarsi, ma di come un piccolo gesto possa farci cambiare la prospettiva sia sugli oggetti, sia sugli amici.

Un regalo diverso di M. Azcona e R. Osuna

Dite la verità: quante volte durante una festa di compleanno, un pranzo natalizio o una sbornia di laurea avete aperto il regalo di un vostro amico o amica sperando in cuor vostro che ci fosse un libro atteso, un biglietto aereo o una bottiglia di un vino pregiato dell’annata buona (chissà poi, qual è questa annata così buona)? Scartando il pacco, con la stessa ansia con cui un artificiere disinnesca una bomba, nella scelta tra filo rosso e filo blu, accade poi una cosa terribile: la bomba, esplosa, mostra una tazza rosa – parlo di quel rosa in pieno stile prima Comunione – a forma di gatto e un paio di ciabatte (abbinate alla tazza, si capisce) con vari pon pon arcobaleno; il tutto chiaramente accompagnato dalla frase “spero ti piaccia”.

A quel punto resta una sola cosa da fare: SORRIDERE AMABILMENTE. “Wow! Grazie! Ma non dovevi!”. No, acciderbolina, non dovevi proprio donarmi ‘sta roba che mi toccherà utilizzare quando vieni a trovarmi a casa. Ovviamente, tutto questo repertorio teatrale avviene nel momento in cui sei abbastanza grande da maturare il fatto che dire a un tuo amico “ma perché mi hai regalato una cosa tanto brutta” non è gentile e potrebbe in qualche modo ferire l’altro. Tutto ciò, però, non accade se sei un bambino. Se vivi nel mondo infantile, col cavolo (si può dire cavolo in internet? Fatemelo passare, dai) che approvi un regalo di poco conto, ma giustamente affermi:

Be’, preferivo una trottola[1] 

Così, risponde Marcel all’amico Tristàn, di fronte al piccolo pacchetto appena scartato.

Nel libro a figure dal titolo Un regalo diverso di Marta Azcona e Rosa Osuna, edito da Kalandraka nel 2008, vediamo in questo scambio – fin troppo onesto – di battute esprimere la verità più pura di ogni bambino.

Misurare l’amicizia in due

Ma, ci è dato sapere cosa mai il povero Tristàn ha regalato a Marcel? Sì, certo:

È un ritaglio di stoffa che mi è avanzato dalle tende – spiegò Tristàn – .[2]

Forse, preferivate la tazza rosa, eh?

Eppure, questo pezzo di stoffa acquisisce un valore importante, il benchmark per la misurazione di un’amicizia speciale. Infatti, per non sporcarsi si può usare il telo come un fazzoletto per 2, un tipico 2 x 1 dell’Esselunga; per non scottarsi al sole, si può costruire un copricapo, sempre ed esclusivamente per 2, ma si può anche usare come vela per la propria zattera, ancora una volta, per due.

Anche oggi, come sempre, sono i bambini a insegnare a noi adulti quanto sia necessario trarre opportunità dal quotidiano: non si parla dell’accontentarsi, ma di come un piccolo gesto possa farci cambiare la prospettiva sia sugli oggetti, sia sugli amici.

Infatti, Marcel ammette:

Grazie del regalo; lo preferisco alla trottola! [3]

Anche perchè insomma, la trottola, non è un 2 x 1, è piuttosto un 1 x 1 e, si sa, il miglior cliente dei supermercati, non se ne curerebbe certamente.

Ce lo insegna anche Pippi Calzelunghe quando vuole intraprendere la strada della ricercatrice, assieme ai suoi fidati compagni d’avventura, Tommy ed Annika:

«Il mondo è pieno zeppo di cose, e ci vuole pure qualcuno che si dia da fare per sapere di che razza di cose siano. Questo è appunto il compito dei cerca – cose». [4]

Compito dunque di chi, in particolare in questo tempo alieno chiuso in casa, volesse cercare delle cose e nelle cose di ogni giorno un valore aggiunto ai regali non troppo apprezzati, per andare a ricercarne il messaggio nascosto (o il bicchiere mezzo pieno) .

Il libro, ci permette di ribaltare la nostra prospettiva. In fondo, la tazza e le ciabatte color rosa pallido non saranno esteticamente gradevoli, ma possono essere usate per una serata davanti alla TV, godendosi la saga di Harry Potter su Italia Uno, dove la pubblicità può ospitare una tisana (magari corretta) tra amici.

Spunti didattici: Un regalo diverso è un albo illustrato che può essere letto sia alla scuola dell’infanzia, sia alla scuola primaria; il testo può essere inserito in percorsi interdisciplinari che mirino a migliorare la relazione tra pari e a insegnare ai bambini l’importanza di un’amicizia basata sui rapporti, e non sugli oggetti.

Risulta importante insegnare ai propri studenti o figli il dovere di apprezzare ogni singolo regalo, ma soprattutto ogni singolo momento condiviso, rispetto a quello passato con un gioco 1 x 1.

Lo consigliamo a… chi cerca nomi, cose, città e animali per passare del tempo di qualità con i propri amici.


[1] Cfr. M. Azcona e R. Osuna, Un regalo diverso, Kalandraka, Firenze, 2008.[2] Cfr. Ivi.
[3] Cfr. Ivi.
[4] A. Lindgren, Pippi Calzelunghe [1988], Salani Editore, Firenze, 1999, p. 18. 

M. Azcona e R. Osuna – Un regalo diversoKalandraka
Traduzione: E. Rolla

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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