Selvaggia---Emily-Hughes

Selvaggia – Emily Hughes

Selvaggia di Emily Hughes con espressione serena accoglie il lettore e, nonostante l’apparente disordine che la circonda, lo invita a entrare tra le pagine di questo albo illustrato per mostrargli un nuovo punto di vista, il suo mondo fatto di cose semplici ma che lei ama terribilmente.

Selvaggia di Emily Hughes

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Nel 2013 nasce a Cagli il primo progetto editoriale italiano interamente dedicato alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere: Settenove. Una realtà che ha deciso di porsi a favore della costruzione di un immaginario privo di stereotipi sessisti. La casa editrice, infatti, pubblica tutt’oggi libri utili a sensibilizzare e prevenire le questioni di genere, destinando i suoi prodotti all’infanzia e all’adolescenza, proponendo la rottura di stereotipi e, di conseguenza, offrendo modelli in cui è possibile ritrovarsi.

Un prezioso testo che può rappresentare Settenove edizioni, e quindi promuovere un’educazione alle differenze, è l’albo illustrato Selvaggia di Emily Hughes edito dalla casa editrice nel 2015.

In copertina, a fare gli onori di casa, troviamo una bambina sorridente, con le gote rosse, grandi occhi e capelli arruffati. È Selvaggia che, con espressione serena, accoglie il lettore e, nonostante l’apparente disordine che la circonda, lo invita a entrare tra le pagine di questo albo illustrato per mostrargli un nuovo punto di vista, il suo mondo fatto di cose semplici ma che lei ama terribilmente.

Selvaggia e la civiltà

“Nessuno ricordava come fosse arrivata nel bosco, ma tutti sapevano che era la cosa giusta”

Con queste poche e semplici parole inizia la storia di una bambina allevata dagli animali, che vive la sua esistenza in modo felice e spensierato fino a quando la sua quotidianità viene bruscamente interrotta: un giorno la piccola viene catturata dagli esseri umani.

Un dottore e sua moglie decidono di portarsi a casa quella strana creatura per insegnarle i comportamenti tipici di una società “civile”. Selvaggia manifesta tutta la sua insofferenza verso le azioni che appartengono alla routine quotidiana: non sopporta di essere vestita, pettinata, educata e rinchiusa in una casa con strani giochi che non trova di nessuna utilità!

La trama contenuta in questo libro non risulta totalmente inedita in quanto ricorda molto il film Il ragazzo selvaggio del regista francese François Truffaut, colui che ha portato sullo schermo la storia del medico e pedagogista Jean Itard e il suo Victor, fanciullo che, dopo aver trascorso l’infanzia in un bosco in Francia in piena solitudine, fu catturato all’età di circa 12 anni, preso in carico e rieducato da Itard. Il tentativo del medico di rieducare il bambino fu solo parziale, in quanto furono registrati solo timidi miglioramenti.

Seppur simili, le due storie mostrano alcune divergenze. Innanzitutto, l’albo illustrato in questione si fa portatore di una componente del tutto nuova che risiede nel personaggio centrale, questa volta femmina. Inoltre, anche l’epilogo mostra alcune differenze rispetto alla vicenda del giovane di Victor: infatti mentre una sceglierà di restare se stessa, l’altro si abbandonerà al proprio destino.

Spunti didattici:
Selvaggia è un piccolo capolavoro che può essere sia letto ai bambini della scuola dell’infanzia sia proposto agli alunni di prima e seconda della scuola primaria, per avviare con loro alcune riflessioni riguardanti il rapporto tra bambini e regole.

La protagonista di questa storia simboleggia l’infanzia intesa come periodo dell’esistenza fatto di mille sfumature e di altrettante scoperte, in cui tutto risulta nuovo, produce curiosità e di conseguenza richiede libertà ma che allo stesso tempo deve imparare a convivere con il mondo adulto e le regole che risiedono in esso. Come ricorda Raffaele Mantegazza il bambino in quanto selvaggio vive in un costante conflitto con l’idea di norma e rappresenta «il paradigma di una illusoria liberazione dalla Norma»[1], in cui disobbedienza e libertà sono due facce della stessa medaglia. In questo senso, Selvaggia rappresenta un valido strumento per parlare di disobbedienza, autonomia e libertà al femminile.

Lo consigliamo a… a chi ama rompere gli schemi e a chi mostra senza alcun timore il proprio lato anticonvenzionale, quella parte selvaggia che alberga in ognuno di noi, indipendentemente dall’età e dal sesso.


[1] M. Negri, Pierino Porcospino. Prima icona della letteratura per l’infanzia, Milano, FrancoAngeli, 2018, p. 80.

Emily HughesSelvaggiaSettenove
Traduzione: M. C. Rioli

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Su Francesca Izzo

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Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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