Oltre l’albero... - Mandana Sadat

Oltre l’albero… – Mandana Sadat

Oltre l’albero… di Mandana Sadat: semplicità, curiosità, voglia di scoperta, un pizzico di paura e tanto divertimento: questi sono gli ingredienti principali che fanno di questo albo illustrato un piccolo capolavoro.

Oltre l’albero… di Mandana Sadat

Semplicità, curiosità, voglia di scoperta, un pizzico di paura e tanto divertimento: questi sono gli ingredienti principali che fanno di questo albo illustrato un piccolo capolavoro.

Oltre l’albero…, titolo originale De l’autre côté de l’arbre, è uno dei picture book di Mandana Sadat, autrice e illustratrice di libri per bambini, pubblicato in Italia nel 2004 dalla casa editrice bolognese Artebambini.

Questo oggetto libro, in formato quadrato 20×20, incuriosisce il lettore già dalla copertina, nonostante su di essa vi sia il profilo contorto e rugoso di una vecchietta che fa gli onori di casa e schiude le labbra intenta nell’atto di suggerire il titolo del testo al proprio pubblico: Oltre l’albero…, che non a caso termina con tre puntini di sospensione. La punteggiatura mira a incrementare la curiosità e l’attesa rispetto alla storia, ma ad assecondare questi sentimenti vi è lo sguardo intrigante della vecchia signora che, con occhi piccoli ma sorridenti e cordiali, sbircia il viso del fruitore e lo invita a inoltrarsi tra le pagine per iniziare un nuovo viaggio.

Ma chi è questa donna? Una saggia nonnina, un’abile narratrice o una strega?

Salita e crescita

Il bosco fa da sfondo a tutta la trama, ed è proprio qui che la piccola ma coraggiosa protagonista farà un incontro particolare che la porterà a vivere una situazione del tutto inaspettata. Insomma, si sa: il bosco è lo sfondo ideale di ogni buona avventura che si rispetti.

La bambina guiderà il lettore lungo tutto il percorso descritto tra le tavole che compongono il libro e, insieme, verranno travolti in un turbinio di emozioni inattese: sarà proprio questo vortice a rendere il giro pagina sempre più intenso e imprevedibile.

Ci troviamo di fronte a un silent book, un libro silenzioso, fatta eccezione per il “C’era una volta…” che esce dalle labbra della misteriosa donna e che, disattendendo tutte le aspettative, non viene usato come incipit del libro. Al contrario, questa espressione viene collocata a metà della trama e compare sulla scena nel momento in cui ha inizio la narrazione orale che riporta a un clima familiare e consolatorio.

Le illustrazioni e i dettagli visivi presenti indicano un climax crescente che segna tutta la storia, nonostante esso assuma connotazioni differenti nel corso della vicenda. Infatti nella prima parte del libro la bambina, per soddisfare la propria curiosità, deve raggiungere la sommità di una collina e affrontare una salita assai ripida, mentre nella seconda metà della trama, pur non essendoci spostamenti fisici verso l’alto, l’atmosfera acquista intensità grazie a una crescita interiore. Le due parti del testo sono tenute insieme da un accordo di transizione, mascherato da paura e inquietudine.

Ma cosa avrà visto la bambina di così spaventoso da quella finestrella gialla? Beh sicuramente non è né il momento né il luogo adatto per una simile rivelazione, ma è anche vero che dare una risposta universalmente condivisa sarebbe un tantino azzardato.

In ogni modo una lettura approfondita delle immagini ci può aiutare a cogliere qualche particolare in più. Il linguaggio iconico, infatti, si fa carico delle emozioni incatenate tra le pagine e, in questo caso specifico, «sono le trecce della protagonista ad assumersi questa responsabilità»[1]. Inoltre salta all’occhio un forte contrasto stilistico nella presentazione dei personaggi: per indicare la bambina, immatura, leggera e superficiale, vengono usati dei segni grafici essenziali e il bianco e nero, mentre per l’anziana donna e il suo ampio bagaglio esperienziale viene scelta una tecnica utile a far risaltare una grande quantità di dettagli e vengono impiegati colori caldi e autunnali.

Spunti didattici:
Oltre l’albero… è un racconto nel racconto sull’importanza del raccontare, un vero e proprio omaggio alla tradizione orale.

Ad esempio questo albo illustrato può essere usato per un percorso interdisciplinare a scuola, dai 4 anni in su, ma può assumere un ruolo didattico anche tra le mura domestiche. Si può pensare di interpellare i bambini e far raccontare loro la storia con l’aiuto delle preziose immagini a disposizione.

In fondo, la peculiarità del silent book è data proprio dal fatto che si possa spaziare ancor di più con l’immaginazione. Se in un testo scritto siamo noi a pensare alle immagini e a sognare sull’estetica dei personaggi, nei libri senza parole possiamo invece fare il processo inverso: si tratta sempre di un esercizio creativo interessante e stimolante.

Quindi un qualsiasi adulto, genitore, nonno o insegnante, può servirsene e usarlo come supporto per narrare o farsi narrare una storia sulla paura, sull’incontro, sulla crescita. I significati attribuibili a questo libro sono molteplici ed è questo che lo rende estremamente flessibile agli occhi del suo pubblico.

In fondo, come ci ricorda Gottschall «le storie, e tutta una serie di attività analoghe al narrare, dominano la vita umana»[2].

Lo consigliamo a… chiunque non possa fare a meno di leggere, ascoltare o raccontare una storia.


[1] M. Negri, Parole e figure: i binari dell’immaginazione, in Hamelin (a cura di), Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, Roma, Donzelli, 2012, pp. 66-67.
[2]  J. Gottschall, L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani,Torino, Bollati Boringhieri, 2014, p. 26.

Mandana Sadat – Oltre l’albero… – Artebambini

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Su Francesca Izzo

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Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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