torso virile colossale

Torso Virile Colossale, Che gli dei ti proteggano Vol.1

Faccio una premessa, ho ascoltato questo disco prima dal vivo e poi su da solo a casa. Premessa importante perché le cose migliori che voi amerete davvero musicalmente saranno sempre quelle che sapranno portarvi in un altra dimensione dal vivo, durante un’esibizione live

Un lavoro “colossale”

Così accade che un giovedì sera mi nascondo nella poltrona di un piccolo club milanese e aspetto silenzioso che arrivi il momento di sentire dal vivo le note di Torso Virile Colossale, progetto che ha dato vita ad un disco bene augurante dal titolo Che gli dei ti proteggano. Tutto è in stile, il banchetto del merchandising, la musica di sottofondo, i piccoli video e foto proiettati dal video del palco. Torso virile colossale nasce dalla mente di Alessandro Grazian, cantautore, pittore e ricercatore di musica e arte, vicentino di origine ma milanese di adozione, con all’attivo quattro dischi da solista.

Che a Grazian stia stretta la sola immagine di cantautore è assai evidente dalle sue incursioni nella pittura ma anche nel tentativo di realizzare video o comunicare attraverso altri linguaggi.Un linguaggio forbito quello espresso nei dischi cantautorali, un’arte sensuale quella espressa nei dipinti, Grazian rappresenta bene la figura dell’artista contemporaneo che cerca di proporre contenuti di spessore al tempo del mordi e fuggi.

Detto ciò Torso Virile Colossale spiazza davvero per la sua inattualità ed originalità. Prima del concerto alcune parole dello stesso Alessandro Grazian che in poche parole, necessarie, racconta cos’è il il cinema peplum, forme di arte cinematografica primordiale che racconta di uomini virili (ma spesso pessimo attori) che sfidano o incarnano gli dei in vicende quasi sempre tratte dalla Gracia classica.

Dopo la breve presentazione parte il concerto vero e proprio, dove troviamo quattro musicisti ad accompagnare Grazian e le immagini sul video, questa volta scelte e quasi sempre a tempo col suonato. Parte un bellissimo viaggio che a fatica riusciamo ad assimilare ad altri progetti italiani, esclusi i Calibro 35 e i mai dimenticati Giardini di Mirò, figli pero quest’ultimi di tutt’altro immaginario e momento storico. I titoli guidano nel percorso l’ascoltatore che come in una abituale colonna sonora, ritrova i passaggi emotivi musicali scanditi dal titolo dei brani eseguiti.

La partenza (ora seguirò il disco, nel live mi sono perso colpevole anche il mirto) è affidata ovviamente all’ Ouverture Colossale, un minuto e venti di pura maestosità musicale, con tamburi e  tromboni a sottolinearci l’entrata (appunto) in un universo parallelo. La lotta ci porta in una sequenze musicali più didascaliche (in senso tecnico, non negativo) dove i forte/ piano servono ad indicare i momenti di scontro/ fuga.Che gli dei ti proteggano è un piacevole divertissment, che apre a Fedeli alla Flaminia, pezzo tra i più esotici e lisergici che ci fa cadere in una grande nostalgia per l’impero romano, ma non ditelo a Casapound potrebbero fraintendere.

Scorrrono gli altri pezzi tra il bel Ciclopico e Le Vestali, pezzo che fra tutti sottolinea un certo ascolto per il Maestro Morricone, figura mastodontica per la musica italiana non solo strumentale.

 Ottima anche la Marcia virile e Le calde notti di Lidia, oltre al Finale Colossale che saluta tutti in modo assolutamente virile.Grazian è riuscito nell’opera non facile di recuperare da un lato la bella strumentalità creata a merà anni ‘00 dal post-rock e una certa poesia frutto appunto del mondo della colonna sonora anni ‘60-‘70 fondendoli in una confezione nuova ed ironica come quella della virilità peplum.

Un album davvero interessante che consiglierei di ascoltare e regale anche la sua versione vinilica, permettermi la battuta. 

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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