Megan Nolan – Atti di sottomissione – NN Editore

“L’amore, la coppia sono già di per sé una protezione contro i mali del mondo. Anche in una relazione tossica, anche se vivi una storia con dei problemi, comunque ti senti dentro qualcosa che ti protegge da tutto il resto.” Con queste parole Megan Nolan racconta il suo Atti di sottomissione appena edito da NN e presentato a Milano nella cornice retrò del Après Coup

Parole chiare che investigano bene il tema del libro, a cui forse si dà eccessivamente peso per alcuni aspetti “trasgressivi” in prima lettura, ma che in realtà racconta una delle tante declinazioni dell’amore, del bisogno dell’altro.

Megan Nolan in quasi trecento pagine racconta la vita sentimentale di una ventenne in Irlanda, con problemi di alcolismo, di autodistruzione, di autostima, comune a molte altre coetanee.

Nelle prime pagine oltre ad alcuni flash back su brevi amori o rapporti promiscui, troviamo l’incontro con l’uomo Ciaran, la persona con cui la protagonista avrà una relazione turbante e da cui nascerà la necessità di raccogliere in un diario l’esperienza per poterla poi  analizzare.

“Per la protagonista tenere un diario sarà anche la possibilità di cogliere e cambiare la propria vita, la scrittura in effetti per lei ha un potere anche guaritore” aggiunge Megan Nolan, ed in effetti lo scopriamo bene nel proseguo nel libro, dove gli uomini si sfocano e quello rimane centrale è la figura di una donna che cerca la propria identità al di là dei rapporti.

Un’indagine che ovviamente non può prescindere dall’incontro con l’altro, con l’altro sesso, perché in quello si cerca l’affermazione della propria identità. Quello che sconvolge infatti di Atti di sottomissione è la “normalità” della ricerca del bisogno di amore, di condivisione, che però si traduce in sofferenza e rapporti frugali e senza intimità. E come se in molte pagine apparisse un pendolo che oscilla tra bisogno di amore e rispetto del proprio percorso, della propria persona a cui solo la scrittura riesce a mettere dei margini ad ogni capitolo. 

Forse però è proprio il rapporto di coppia a dover essere messo in discussione, suggerisce ancora Megan Nolan. “Ci viene costantemente detto che una relazione deve poggiare su una base solida, deve essere positiva, ma le donne tendono spesso a reagire drammaticamente anche perché spesso ci viene detto che senza un uomo, senza una relazione, non abbiamo valore”. In questo senso Atti di sottomissione si potrebbe descrivere meglio come la ricerca dell’identità di una donna al di là dei rapporti che vive. Ancora, la sottomissione si inserisce in un sistema sociale in cui le relazioni sono un modo di affermare la propria identità in maniera più comoda, meno rischiosa.

Quello che traspare dal diario della protagonista di questo romanzo è come sia difficile trovare con lucidità un equilibrio tra relazioni e rispetto della propria singolarità, in un contesto sociale che vuole chiarezza sui ruoli.

Rimarrà deluso chi cerca tra le pagine del libro quella trasgressione che spesso viene esasperata in questo genere di romanzi, la Nolan compone una canzone spirituale, una ricerca della serenità che passa però attraverso esperienze buie e traumatizzanti. In fondo un pò come nella vita dei mistici.

Anche l’eccesso, quello alcolico soprattutto, è vissuto non come una lecita fuga, ma come la ricerca dell’estraniazione, la rottura da ogni laccio inibitorio, l’abbandono di sé. In queste modalità di raccontare anche l’abuso di alcol in chiave esistenziale e non come mero sfoggio, troviamo una voce intima, sincera, che a volte si fatica a ritrovare nella letteratura maschile su tali argomenti.

La costruzione del romanzo stessa giustifica questa sensazione di esperienza dolorosa come catarsi emotiva ed esistenziale, infatti Megan Nolan racconta di aver cercato “l’isolamento anche attraverso il rumore bianco nelle cuffie, per rivivere alcune esperienze”, come in una sorta di tranche. La scrittura è prima persona perché il libro l’ho scritto per me, non avevo un editore” chiosa la scrittrice irlandese e noi non possiamo che dire grazie a questa freschezza nelle intenzioni, perché ci ha regalato un libro che spiazza piacevolmente e lancia molti quesiti nella nostra quotidianità.

Pic by Instagram dell’autrice

Autore:Megan Nolan
Traduttore:Tiziana Lo Porto
Editore:NN Editore
Anno edizione:2021
In commercio dal:30 settembre 2021
Pagine:288 p., Brossura
EAN:9791280284204

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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