The intergalactic connection (exploring the sideral remote hyperspace) – Giöbia and The Cosmic Dead

L’ultimo giovedì del mese di Gennaio nell’alta Brianza, nelle provincia di Varese, Novare e molti altri centri del Nord, sin dal medioevo ci riunisce nelle piazze delle città per bruciare la Giubiana, ovvero dei grossi fantocci rappresentati soggetti più o meno sinistri. 

La leggenda vuole che in origine fossero fantocci rappresentanti streghe o essere maligni, altri fanno risalire la tradizione alla semplice scansione del tempo agricolo. Una sorta di rito propiziatorio dell’estate.

Da qui il nome Giöbia per la festa pagana, a qui anche il nome della band milanese che ormai da anni incanta col proprio sound poco riconducibile a nulla le orecchi di pubblici di tutta Europa.

L’origine del nome non è scontata, come la musica della band: una straordinaria capacità di associare tradizioni locali ad atmosfere psichedeliche del nord Europa. Non è un caso quindi che a guardare i tour in continuo aggiornamento dei Giöbia si rimanga piacevolmente colpiti dalle centinaia di concerti in prevalenza in terre del Nord quali Germania, Svezia, Belgio. In Italia i Giöbia trastullano i neuroni e le orecchie di tanti italiani dal Nord a Sud, anche se il loro sound poco si adatta al fighettismo di molti circuiti o peggio al non circuito delle cover band e simili.

Rimane il fatto piacevole che questa band senza clamori ha raggiunto palchi veri, inimmaginabili per il pop-rock nazionale proposto fino ad oggi. 

Complice un’estetica curata e creativa che avviluppa e cattura chiunque sia vittima del fascino dello psichedelica; un incrocio di morte e paganesimo diluito con classe e attenzione per i particolari. 

Ma ovviamente non c’è solo estrica nel progetto, soprattutto ci sono tanti live potenti e tanta musica registrata con passione e intelligenza. 

Prova ne è l’ultimo lavoro della band The intergalactic connection, un album che non solo coniuga psichedelia e carnalità, ma che aggiunge spazio siderale alle possibilità dell’anima, allargandola oltre il concetto di morte e di spazio sulla terra. Tutto questo si evince non soltanto leggendo il titolo dell’album, ma se avrete la fortuna di poter approfondire con un ascolto, scoprirete qualcosa di molto più coinvolgente. 

The intergalactic connection si compone di “soli” cinque brani, cinque vie di arrivare alla purificazione o all’inferno: a voi la scelta. Cinque brani della durata totale di più di 40 minuti, un viaggio né troppo lungo né troppo corto, perfetto per perdersi e ritornare.

Cayon Mood che apre The Cosmic Dead è forse il brano più vicino ai vecchi lavori della band, una batteria lanciata e scandita da tamburi precisi si incollano ad un tappeto di sinth trapuntato dal basso. Un crescendo forte e sicuro a cui la chitarra da apertura e spazio. 

Julia Dream invece ha un’aria seventies che ricorda vagamente alcuni lavori degli Osanna, dove i cori femminili giocano con l’atmosfera eterea e sinistra. Una sorta di rito di iniziazione dove i tamburi sembrano annunciare il peggio, come in una processione ineluttabile.

Meshes of the Afternoon invece parte lenta e dilatata, lasciando spazio al respiro. Respiro che servirà per entrare nel Crater Creator brano ambizioso ma che mantiene le promesse iniziali coi suoi 14 minuti di sbudellamento cosmico. Fra dentro e fuori, si può solo immaginare cosa si possa provare a sentirlo eseguito dal vivo. 

Di Crater Cosmic esiste anche una versione Radio Edit (ci piacerebbe sapere per quali radio italiane) altrettanto riuscita anche se più breve.

Un disco dei Giöbia è un’esperienza e un viaggio che possiamo fare dentro e fuori da noi anche solo seduti su un comodo divano. Viva il ritorno di Giöbia!

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.