Questa settimana è andata in scena l’ennesima buffonata firmata Paolo Caputo, in arte Young Singorino. Mega schieramento di polizia tipo Rage again the machine alla borsa di New York e poi solo un centinaio di persone come pubblico pagante. E chi si lamenta? La polizia? No, gli organizzatori.
Premetto solo che davvero qui nessuno ha niente contro Young Singorino e la sua opera. Cioè, a me non interessa, ma questo non vuol dire che qualcuno non abbia il diritto amarlo. Pensate sono talmente democratico che non ho mai inneggiato neanche al ritiro dal mercato delle Hogan, nonostante facciano proprio cagare. Ma al di là di questo, vorrei sapere dagli organizzatori dei concerti Young Signorino quale sia la vera scelta per cui questo artista si ritrova senza un apparente motivo con date in club, spesso ARCI, mentre tanti altri artisti non vengono neanche persi in considerazione? Cioè neanche gli cagano la mail.
Ok, so già la risposta, fa i numeri. Va bene partiamo da questa affermazione e proviamo a ragionarci.
I numeri veri in Italia li fa Sferaebbasta, piaccia o non piaccia, solo quel signore lì è in grado di numeri davvero esorbitanti. Young Signorino conta in un anno di concerti almeno due svuotini e qualche live con “poche decine di persone”. Diciamo che Young Signorino fa 150 persone a concerto? Bene, diciamolo. Adesso per favore mi fate i conti di quanto chiede di cachet? Parliamo di 2000 euro? Bene quindi se il contratto non era a “sbigliettamento” gli organizzatori hanno perso qualche centinaia di euro. Ma li recuperano col bar? Ah si, a consumare cosa? Acqua?
Secondo voi il pubblico di Young Signorino finito il concerto, che dura in media quarantacinque minuti, rimane a parlare di quello che ha visto bevendo e consumando? Vi rispondo io sulla fiducia e senza paura di essere smentito: no. Il pubblico di Young Signorino qualora fosse composto da maggiorenni patentati, dopo aver sentito la Danza dell’Ambulanza scappa a sballarsi da qualche altra parte, se invece si tratta di minorenni, beh, i genitori li trascinano a letto prima che sia troppo tardi.
Non vi è chiaro quello che ho cercato di spiegare? Ve la dico semplice: i concerti di questo genere di artista non creano pubblico, non creano discussione, non creano reti musicali. Arrivo, vedo il fenomeno (se di fenomeno si può parlare), vado a casa. Circo, ma senza arte.
E invece di metterci una pietra sopra e cercare di crescere, gli organizzatori che fanno? Si lamentano che arriva la polizia, come nel caso di venerdì scorso al Karemaski in Toscana, e che il concerto di Young Signorino diventi un caso di “controllo” sociale. Ma scusate che cosa vi aspettavate? La polizia come voi e come i discografici, legge i dati su YouTube e su Facebook, pensando che al concerto di Young Signorino ci possa essere tanta gente e che molta di quella gente non è tutta dentro, così dopo i fattacci capitati a Sferaebbasta organizza ovviamente un servizio d’ordine di grandi capacità per contenere possibili disordini.
Ma davvero vi stupisce? A me stupiscono due cose invece che a voi sfuggono.
La prima è che organizzare un concerto per fare “il botto” è sconvolgente solo se arriva la polizia, la seconda è che il botto non c’è e non vi sentite un po’ pirla a dare credito a progetti che credito non possono avere.
Vogliamo aggiungerne una terza, e aggiungiamola.
Se la polizia fosse venuta a controllare cosa diceva un cantante che esprimeva un messaggio politico eversivo e dissidente, beh avrei scritto un altro articolo, ma non venite a raccontarci che un cretino che minaccia di morte tutti (tutti tranne Gemitaiz perché a quanto pare ne ha paura) sia un ribelle: semplicemente è un cretino e voi pensavate di farci qualche soldo sopra. Molto male.
La musica dal vivo non paga? Non credo, quello che non paga è la cultura del mordi e fuggi, del provare a spolpare la vacca finché è grassa, questo non paga. Ovviamente ognuno è libero di fare quello che gli pare, di ascoltare quello che gli pare e di organizzare quello che gli pare, ma non venite a raccontarci che siete direttori artistici, al massimo siete bravi a far quadrare i conti, tuttalpiù, vista la paccottiglia che spostate ogni sera siete dei magazzinieri, con tutto il rispetto per un nobilissimo lavoro.
La cultura si fa facendo crescere gli artisti, scoprendo gli artisti e lanciandoli, non guardando (in ritardo sui tempi) le visualizzazioni su YouTube e vendendosi la macchina per produrre un concerto.