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I dieci dischi più belli del 2017

Il 2017 è stato davvero buono per la musica internazionale. Qualche ritorno eccezionale e alcune novità davvero interessanti. Per la musica italiana sicuramente un’annata eccellente dove le classifiche hanno portato alla ribalta band e artisti fino a pochi mesi fa considerati di nicchia. Ecco i dieci lavori migliori dell’anno, a mio insidancabile giudizio, s’intende

Damage and Joy  – The Jesus and Mary Chain

I  The Jesus and Mary Chain o li ami o lo odi, sono troppo stronzi per non essere giudicati in modo violento. Massacrati anche dalla stampa italiana per i loro live dello scorso anno i The Jesus and Mary Chain sembravano seppelliti come tante band legati alla trasgressione adolescenziali ed invece a marzo hanno svoltato chiamando Martin Glover per la produzione. Chi è Martin Glover? Uno tipo che ha una band con Sir Paul McCarteney e che ha prodotto dischi a Verve, U2 e molti altri. Detto questo le canzoni di questo album sono proprio belle. Su tutto l’album spicca All thing pass, inno punk alla scazzattagine. Lo trovi cliccando qui

A casa tutto bene  – Brunori Sas

Album pubblicato il 20 Gennaio 2017, A casa tutto bene è sicuramente l’opera piu’ riuscita del cantautore calabrese. La voce sempre calda e melodica, incede sulle belle arie come da copione ma questa volta la sensazione è che Brunori abbia in almeno quattro o cinque pezzi beccato canzoni che finiranno nella memoria collettiva italiana. Bravo Brunori, soprattutto perché uscire con un singolo come La Verità trasformandolo in un successo (anche radiofonico) non era un’operazione scontata. Lo trovi cliccando quiLa “non” recensione invece la trovi qui

Graziosa utopia  – Edda

Per il quarto album in studio Edda ha scelto una veste più acustica e da songwriter. Poco cambia, la potenza delle parole di Edda e le belle melodie aprono squarci sulla pelle “costringendoti a sanguinare”, come direbbe Marco Philopat altro grande animatore della scena underground milanese. Forse non un disco da tutte le ore, ma comunque da tenere presente tra le cose più belle uscite in questo 2017. Lo trovi cliccando qui.

H3+  – Paolo Benvegnù

Ultimamente insignito del premio speciale Musiche contro le Mafie, Paolo Benvegnù nel marzo 2017 ha presentato H3+, album che spicca per poesia ma anche per arrangiamento. La qualità delle canzoni di Benvegnù non è mai stata in discussione, già negli Scisma la scrittura era originale e sicura ma in questo album una maturità maggiore ha accompagnato il cantautore toscano in tutte le tracce. Le visioni cosmiche, interplanetari si accompagnano a dichiarazioni di amore e solidarietà che tanta bellezza ci donano in questo pericoloso 2017. Disco da tenere con cura di fianco al cuore. Lo trovi cliccando qui.

Hug of Thunder – Broken Social Scene

Collettivo canadese i Broken Social Scene fanno quello che gli pare senza troppo preoccuparsi di dare un nome o una spiegazione alla loro creatività. Così nascono dischi molto belli tra i quali citiamo il meraviglioso “You forgot it the people” del 2003, album in cui caos e giocosità la fanno da padroni, donando all’ascoltatore la piacevole sensazione di essere di fronte a gente che fa musica per godere e non per timbrare il cartellino. Hug of Thunder se possibile è ancora piu’ caotico ed emotivo dei precedenti album, segno ormai che l’originalità di questa band non è una posa passeggera. Lo trovi cliccando qui.

 A Deeper Understanding – The war on drugs

Di questo disco ne abbiamo già parlato in questo sito ma merita ancora una segnalazione per la capacità che ha avuto di riportare il dibattito musicale sul rock piu’ puro. Certo Black Keys e Jack White non hanno mai mollato il corpo del rock rianimandolo e riportandolo in classifica quando ormai era dato per spacciato (soprattutto in America) ma i The war on drugs hanno dalla loro un’età e una sete di successo che si incontra in maniera davvero pregevole con l’attuale scena musicale. I suoni caldi e la scrittura efficace e profonda hanno permesso a questo bel collettivo di pubblicare un album straordinario. Ne parleremo ancora. Intanto godetevi Pain come ballad a Capodanno, ovviamente a tutto volume. Lo trovi cliccando qui.

Un nuovo giorno – Sick Tamburo

I Sick Tamburo vogliono dire soprattutto Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio, ovvero due dei tre Prozac+. Dire che la band non pensa al passato è riduttivo, i Sick Tamburo sono una congrega davvero unica nella scena italiana col loro mix di poesia punk e batterie potenti. A tratti malinconico, questo album spiega che il punk si può fare anche da grandi, l’importante è l’indole. L’anima non si può truccare. Lo trovi cliccando qui.

In mind – Real estate

La band americana, acclamata in patria ma amata molto anche in Italia da tutta una serie di persone che guidano Volvo e mangiano biologico, ha pubblicato un album tranquillamente spettacolare. Le chitarre leggere ma sempre efficaci giocano sulle aritmicità della batteria mentre la voce vola a disegnare splendidi cieli di melodia. Forse segnalare un album dei Real Estate è una presa di posizione, ma me ne faccio carico volentieri vista la leggerezza e semplicità con cui questa band sa coccolare tante domeniche pomeriggio altrimenti vuote. Lo trovi cliccando qui.

Album – Ghali

Ampiamente anticipato da tante canzoni che navigavano sul web da mesi nel maggio di questo anno è uscito Album di italo-tunisino Ghali. Io la butto li: Album è il disco piu’ importante della musica italiana degli ultimi cinque-sei anni. Perché? Perché Ghali è l’artista che meglio rappresenta il futuro della musica italiana e soprattutto questo ragazzo cresciuto nei quartieri male della periferia milanese è consapevole del proprio valore e del proprio ruolo e, ne siamo certi, non ci deluderà. Happy Days che passa da Radio Deejay a Radio Popolare passando per le macchine scassate dei ragazzi nelle periferie è il simbolo che qualcosa è successo. Habibi è già un classico. Lo trovi cliccando qui.

As You Were – Liam Gallagher

Anche di questo album avevamo già parlato qualche mese fa, ma vale la pena di risegnalarlo. Liam Gallagher per colpa della sua bellezza è sempre passato come il piu’ scemo tra i due fratelli, ma negli ultimi mesi di questo 2017 il ragazzo ha dimostrato l’esatto contrario. Sempre sincero quando c’è da ammettere che vorrebbe invecchiare e morire seduto a gustare droghe allucinogene, ha dimostrato però un grande senso civico quando la città di Manchester ha avuto bisogno del cuore dei suoi artisti per uscire da una situazione cupa. In tutto questo, tanto per sbeffeggiare Noel ancora di più, Liam ha pubblicato un album bello e intenso, in cui magia e potenza giocano a trovare la forma canzone fino ad arrivare a pezzi struggenti come For What It’s Worth. Lo trovi cliccando qui.

Disco meraviglioso.

 

I dieci dischi più belli del 2017 ultima modifica: 2017-12-28T16:20:14+00:00 da Piggy the pig

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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