Storie della notte - Kitty Crowther

Storie della notte – Kitty Crowther

Storie della notte di Kitty Crowther propone tre narrazioni per nulla banali, tant’è che non sono storie piatte bensì storie avventurose e coraggiose, ma anche romantiche, profonde e in un certo senso malinconiche.

Le storie

Storie della notte

«Mamma, raccontami tre storie», chiede Orsetto.
«Tre storie?!» esclama Mamma Orso.
«Ti prego, ti prego, ti prego! Ho detto tre volte ti prego».

Immaginatevi anche un dolce muso che ti fissa con due grandi occhi mentre pronuncia queste parole: voi, direste di no? O fareste partire “Alexa” [1] in modalità “racconta – favole”? Io ammetto di non ricevere la richiesta di cui sopra con il nomecomunedipersona “mamma” ma, quando me lo chiedono in veste di “maestra”, non posso che dire “Sì, rompini miei, ve le racconto tre storie”.

Sappiamo bene come le storie siano qualcosa di compulsivo a livello psicologico, qualcosa di cui sembriamo «aver bisogno allo stesso modo del cibo e dell’amore»[2]. Infatti, quante ce ne raccontiamo ogni giorno? A noi stessi e agli altri? “Sono in ritardo perché non trovavo le chiavi e una volta trovate il cancello non si apriva”; “Non mi ha chiamato perché forse la cugina stava male e in pronto soccorso il cellulare prende poco”; “Sapevi che la ex di Giorgio ora sta con la cugina di Riccardo che ha un fratello di nome Stefano laureato in Scienze della comunicazione come te?”. Ecc. Ecc. Ecc. Pettegolezzi, film, serie TV, libri, ecc. Storie, ecc.

I bambini, come noi grandi, amano ascoltare queste storie e amano giocarci con l’immaginazione, tanto da avere il gioco di finzione come primo mezzo per comunicare ed emulare le storie di noi adulti. Possono osservare le immagini di un bel libro o – in assenza di queste – costruirsi mondi fantastici nelle proprie teste.

Storie della notte di Kitty Crowther

Nel caso specifico, in Storie della notte di Kitty Crowther, edito da TopiPittori nel 2017, sia l’apparato iconico, sia quello verbale, permettono al lettore bambino (o all’uditore – bambino) di godersi la meraviglia che l’autrice presenta attraverso un’offerta che neanche Esselunga sarebbe in grado di dare: tre storie al prezzo di una. Dopo una dolce preghiera da parte di Orsetto, mamma Orsa inizia la narrazione di tre racconti uno più bello dell’altro che possono dolcemente accompagnare i bambini nel mondo della notte, fatto di stelle e – si spera – dolci sogni.

Si tratta di tre narrazioni per nulla banali, tant’è che non sono storie piatte bensì storie avventurose e coraggiose, ma anche romantiche, profonde e in un certo senso malinconiche.

Come per esempio, la mia preferita, ossia la terza storia, che racconta di un omino di nome Bo che ha perso il sonno e che, solo grazie all’aiuto del suo amico Otto (o dei sassi del suo amico?), ritroverà la pace e di conseguenza il sonno.

Storie della notte

Insieme a Bo, a un bacio della buonanotte e con la scelta di una stella “che lo porterà fino a domani”, anche Orsetto si lascia andare e si fa cullare dalla notte… accompagnato, nel suo letto, dai protagonisti delle storie da lui tanto amate.

Storie della notte

Spunti didattici:

Storie della notte può essere utilizzato a partire dalla scuola dell’infanzia, dove si potrebbe improntare un discorso sulle routines di casa e sul ritmo sonno-veglia, comunicando ai compagni le loro storie preferite che vengono loro lette prima di andare a letto, creando un repertorio di classe delle “storie della buonanotte”. Accanto a questo, si potrebbe fare un discorso sul sonno in generale e su come gli animali dormono: in quali tane, in quali posizioni, ecc. grazie anche all’utilizzo del testo Tutino non ha sonno e del minisito di Minibombo messo da loro a disposizione[3]. Ma non solo: anche alla scuola primaria il testo può essere utilizzato per parlare di storie notturne, della paura di andare a dormire o dei bei sogni che si spera di fare una volta sotto le coperte. Molto bello, della stessa autrice, è il testo Grat Grat Cirp Splash![4] edito da Babalibri, che potrebbe essere utilizzato in parallelo per ampliare il percorso sulla notte e sul rapporto genitori-bambini in questa fase sempre delicata.

Lo consigliamo a… chi si racconta (almeno) tre storie al giorno e a chi, come me, fatica a dormire, per avere un ottimo passatempo nelle notti in cui, come Bo, perde il sonno.


[1] https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/626767-alexa-favole-buonanotte/

[2] J. Gottschall, L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani, Bollati Boringhieri, Torino, 2014, p. 24.

[3] https://www.minibombo.it/libri/tutino-non-ha-sonno/

[4] http://www.babalibri.it/catalogo/libro/grat-grat-cirp-splash

Kitty Crowther – Storie della notteTopipittori
Traduzione: Lisa Topi

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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