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Massimo Volume, la recensione de Il Nuotatore


Potrebbero bastare poche parole per consigliare il nuovo disco dei Massimo Volume, poche indicazioni vi farebbero capire che Il nuotatore è un album speciale che nel mare di noia a cui assistiamo quotidianamente, brilla come un gioiello nella notte.

Purtroppo devo argomentare e quindi lo farò, vi spiegherò perché vi auguro la fortuna di potervi dedicare all’ascolto di un album davvero eccezionale.

Partiamo dalla cartella stampa, una citazione di Gilles Deleuze “Che facciamo se non sappiamo nuotare? Sguazziamo cercando disperatamente di stare a galla! Esistere nel primo genere di conoscenza significa appunto questo: Sguazzare tra i flutti delle variazioni cercando di stare a galla”.

Bene tutto chiaro ora? I Massimo volume vanno a cercare l’esistenza tra i rivoli della vita moderna, dove tutto si incontra: politica, amore, lavoro, sopravvivenza appunto.

Sei anni dopo Aspettando i barbari, il panorama intorno quella strana cosa che chiamiamo musica italiana è cambiato totalmente, ma i Massimo Volume ci sono ancora.Il nuotatore di sicuro non è un album che vuole sconvolgere dal punto di vista musicale, anzi diciamo che se ne batte amabilmente le palle, col suo suono duro e compatto. Basso, batteria e chitarre incedono in un percorso senza scorciatoie per 9 tracce che lasciano poco e nulla ai fronzoli.

L’album si apre con una canzone densa e immediatamente evocativa Una voce a Orlando, canzone che racconta di un video amatoriale girato durante un attacco terroristico in un night club di Orlando e di un poliziotto che cerca di calmare i clienti, li protegge col proprio corpo.

La prima frase della canzone già di per sé racconta tutto l’album:

Scusami amore, ma lo sai, non sono io

l’uomo che studia la strada

prima di mettersi in cammino

scusami amore se non era mia

la voce ad Orlando, nel buio

sicura, che grida:

“avanti signori,

il corpo dietro al mio

se un colpo parte,

tranquilli,

me lo becco io”

Poi arriva  La ditta di acqua minerale, ricordo famigliare di una sventura accaduta allo zio di Clementi a causa del gioco d’azzardo. Chitarre acide, voce sguainata in molti punti. Canzone epica sui sogni di gloria infranti.Amica prudenza è una canzone esistenziale che racconta la difficoltà di mettersi in gioco

Con Il nuotatore, title track omaggio al racconto di si arriva al racconto post-moderno con una base ritmica sognatrice e rotonda. Poi arrivano Nostra Signora del caso e L’ultima notte del mondo canzone paradossale sul senso del bene e del male nella vita. Fred è una splendida camminata con Nietzsche a Venezia, nel giugno 1884. Personalmente la mia preferita.

Quindi troviamo Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo e Vedremo domani a chiudere l’album. Quest’ultima è sicuramente la canzone più pensata del disco, ma risulta nonostante questo fresca ed emotiva come molti altri momenti dischi. Nata da una storpiatura di una poesia di Milo De Angelis., parla di quello che tutti noi sappiamo fare meglio, giustificare noi stessi.

Io direi che questo album non deve mancare nella collezione di chi ha ascoltato questo suono e questo modo di intendere la musica come tappeto per dei racconti, ma soprattutto non perdetevelo se siete smarriti nella boria della musica “nuova”.

Massimo Volume, la recensione de Il Nuotatore ultima modifica: 2019-01-31T13:29:57+02:00 da Piggy the pig

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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