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Ciao Cuore, la recensione del nuovo disco di Riccardo Sinigallia

Riccardo Sinigallia è attualmente una degli artisti italiani più importanti, pochi se lo ricordano, anzi diciamo che pochi se lo ricordano spesso, ma di fatto il cantautore romano è una delle isole felici della musica italiana dagli anni novanta ad oggi

La recensione di ciao Cuore

Per quanto mi riguarda ho sempre avuto un debole per la sua scrittura ed interpretazione, fosse essa in condivisione con Frankie Hi-NRG (la meravigliosa Quelli che ben pensano) o Tiromancino, o fosse in solo come nello splendido disco d’esordio Bellamore del 2003.

Ho amato Sinigallia come produttore, di Niccolò Fabi soprattutto, ma anche del fenomeno Motta, e ho rispettato la sua coerente assenza quando vorresti proprio vederlo. Con questa premessa quando ascolto un disco di Riccardo Sinigallia mi preparo ad essere sorpreso e felicemente spiazzato. Cosa che puntualmente è successa anche questa volta.

Mi sarei aspettato un disco riflessivo e un po’ cupo ed invece Ciao cuore è un disco in bilico tra ironia, gioco, provocazione e l’immancabile denuncia politica che caratterizza i lavori del cantautore romano.

L’apertura del disco è affidata a So cose che so un pezzo con un arpeggio di sinth cupo e doloroso che non si risolve per tutto il brano, anzi ti cammina addosso come certi ragni dei film horror. Niente mi fa come mi fai tu è una canzone fragile ma dal corpo pesante, resistente. Si insinua piano nella testa, conquistando lentamente.

Bella quando vuoi ha intro rubato agli anni ottanta e un attacco tipico della produzione di Sinigallia, un testo intelligente e autocritico fino ad arrivare ad un ritornello aperto e quasi alla Bowie. La frase “Chi dice niente paura intende niente coraggio” spicca per bellezza e profondità sopratutto vista la contemporaneità.

Sarà il basso cupo e teso, sarà la prima parola “Partigiano”, sarà la linea vocale appena afferrata, saranno le aperture dopo qualche secondo ma comunque Backlinear è un pezzo che travolge e conquista al primo ascolto, mentre al secondo stende. L’ironia che si finge cinismo di questo pezzo lascia la pelle accapponata per parecchi minuti finito l’ascolto del pezzo.

Non ti aspetti la quinta traccia di Ciao Cuore, Le donne di destra. Pezzo dal testo delirante che ricorda in alcuni momenti il primissimo Luca Carboni, mentre musicalmente corrono dei rumori paralleli al testo trasformando Le donne di destra in uno spunto per parlare dei valori plastificati di un mondo che forse non esiste. “Mi piacciono le donne di destra anche quelle che non ci si sentono più”, appunto.

La titletrack, Ciao Cuore, apre con un gioco splendido di sinth fino ad arrivare ad un ritornello squisitamente pop che però volutamente Sinigallia blocca sul più bello,  un gesto per mostrare a tutti che lui fa quello che gli pare. Ciao Cuore potrebbe essere un buon pezzo per le radio ma nessuna avrà il coraggio di mettere un pezzo così bello.

Dudù è un pezzo poetico e violento in cui si incrociano ricordi e suoni sintetici fino ad arrivare ad un climax di disperazione post-adolescenziale.

Una ballata rotonda e sognante per la penultima traccia Che male c’è, pezzo con delle belle frasi che fanno un pò nostalgia e un po’ danno serenità. Chiude il disco A cuore leggero, brano leggero e spiritoso che chiosa perfettamente questo album  che vuole giocare con tanti sentimenti senza cadere troppo profondamente in nulla. La poesia di A cuor leggero è rilassata e volutamente soave perché, al di là delle polemiche, questi sono tempi in cui bisogna cercare un metodo davvero efficace nel dire le cose per non sembrare dei tromboni.

Sinigallia non è famoso per la sua fortuna, ha visto passare amici e collaboratori molto velocemente verso l’empireo del successo (qualcuno anche caderne in fretta a dir il vero), ma quello che nessuno può negare a questo cantautore è la coerenza nel ricercare la qualità e la purezza nelle sue opere. Ciao cuore è un album sincero e profondo, c’è tanta ironia ma c’è anche tanta voglia di passare oltre su cose che ti hanno tormentato per troppo tempo.

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Ciao Cuore, la recensione del nuovo disco di Riccardo Sinigallia ultima modifica: 2018-10-10T07:02:14+00:00 da Piggy the pig

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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