black keys let's rock

Black Keys, Let’s Rock

Come fai a non essere felice quando esce un disco dei Black Keys? Io lo sono per principio prima di ascoltarlo, perché vuol dire che in giro c’è ancora qualche maledetto che suda nelle sale prove per tirar fuori qualche suono da una sei corde. E i Black Keys sono soprattutto questo, due ragazzoni americani che credono ancora nel rock’n’roll. Si prendono anche in giro? Fino a poco tempo fa non molto, erano abbastanza puristi, poi saranno stati i cazzotti di Jack White a far cambiare atteggiamento al duo dell’Ohio, sarà che sono un po’ ingrassati, non si sa cosa sia stato, ma alla fine il duo si sta divertendo di più di un tempo questo è evidente. 
Se i promo (oddio che figo questo col serpente) ne sono una prova…

…Il video che ha annunciato il disco è la dimostrazione del tasso di divertimento!

Vedere Daniel Auerbach Patrick Carney dallo psicologo e dallo sciamano è un tocco di classe e divertimento davvero forte, il pezzo GO del resto è proprio forte, quindi fatta e finita, cotto e mangiato. Grande ritorno dei Black Keys!

Un’altra piccola parentesi sulle influenze prima di scandagliare Let’s Rock. Che i Black Keys essendo una band di rock’n’roll non avessero sin da principio un percorso proprio originale era evidente, eppure il fatto di essere inseriti in un così vecchia e grossa famiglia ha segnato agli inizi dei duemila la loro grande originalità, da cui si faticava ad assimilare il duo ad altre band o artisti. Poi il disco solista di Daniel Auerbach secondo me ha cambiato un po’ le carte in tavola, facendoci conoscere il bisogno del cantante chitarrista di avvicinarsi ai grandi maestri della canzone americana, penso a Robert Wilson e Burt Bacharat.
Comunque di sicuro in Let’s Rock oltre al divertimento e al gioco c’è anche la voglia di essere vicini ai maestri ed infatti si sentono influenze e melodie che nei precedenti dischi dei Black Keys erano più sfumati. 

Let’s rock si apre con Shine a little light (piccola citazione degli Stones?) piccola bomba a mano con atteggiamento rock’n’roll e sound rarefatto. Eagle Birds è una lezione rock’n’roll ballabile e va a comporre una parte importante di Let’s Rock cioè quella dei pezzi pestoni che annovera fra le sue fila anche Lo/Hi e la già citata GO. Discorso a parte vale per Under The gun e Five walk with me, due pezzi che hanno un anima più scura e visionaria, nonostante il ritmo non indietreggi di un centimetro.
L’altra parte del disco è composta da pezzi più melodici e da viaggio, categoria quest’ultima tutto sommato abbastanza nuova per la discografia dei Black Keys. Walk across The Water apre alle tastiere, Tell me Lies è appiccicaticcia proprio come le bugie, Sit Around and Miss You è una bella ballata rilassata che ricorda le fatiche soliste di Auerbach.

Let’s rock secondo me qualcosa aggiunge alla discografia dei Black Keys, in ogni caso di sicuro è talmente potente e compatto, oltre che ben scritto, da poter sicuramente rientrare tra gli ascolti estivi migliori che possiate fare. Magari su una bella decappottabile e su una strada lunga e poco trafficata che costeggia il mare.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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