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thom yorke, copertina Anima

Anima – Thom Yorke

Se durante l’estate anche voi, magari di notte, magari durante un temporale estivo, vedete fantasmi aggirarsi tra i palazzi e i grattacieli, se anche voi provate la voglia di metter in crisi la società dei consumi da dentro il cuore della macchina, bene, abbiamo il disco per voi.

Per la precisione Anima,  il delirio visionario di Thom Yorke un ragazzotto salito agli onori delle cronache mondiali con una rock’n’roll band ad inizio anni ‘90, si chiamavano Radiohead. Cosa ne è stato della band? È rimasta, per carità, è rimasta, solo in forma più liquida pronta a ricostituirsi per produrre musica di grande qualità. Da questa mastodontica band ricordiamo non solo Thom Yorke che ha divagato per i campi della sperimentazione, ma anche Jhonny Greenwood che ormai vanta diverse colonne sonore di grande successo tra cui quella de Il Petroliere, Vizio di forma e The master.

Tornando aThom York, possiamo sicuramente affermare che lui ha rappresentato l’anima più inquieta del quintetto, con le sue performance vocali al limite dello straziante e dello sbudellamento, oltre ad una fisicità che incarna plasticamente il concetto di disagio. Il cantante e autore di Oxford oltre a progetti di vario genere, tra cui ricordiamo gli Atom4Peace, band che annoverava lui e Flea dei Red Hot Chili Peppers (vacci a capire), ha collezionato tra le sue produzioni anche una bella colonna sonora  come quella di Suspiria, remake del mitico film di Dario Argento fatto da Luca Guadagnino.

Se in quel caso i suoni e le lacerazioni erano rarefatte e ologrammatiche in onore di un mondo sospeso tra il dormiveglia e l’allucinazione, in questo Anima di Thom Yorke troviamo qualcosa di differente, l’allucinazione non scompare ma si trasforma in visione lucida della catastrofe. 

Yorke se la prende con le macchine e con lo spazio. Nella grande confusione, nella paura per lo sconfinamento della realtà in catastrofe, c’è ancora uno spazio, un piccolo scorcio, in quello si infila Thom Yorke, in quello trova la sua anima.
Traffic apre il disco e con un titolo così è difficile non capire dove si vada a parare. Rumori scomposti e voci lancinanti, sotto ritmi tribali a sottolineare la tensione di una giornata tipica di una grande città. Nascosti qua e là urla e sospiri, spesso armonizzati dalla cantato di Thom Yorke.

Last I Heard in realtà non è così lontana dalla produzione dei Radiohead, solo la tensione è più elettronica e l’angoscia e questa volta ben scandita dalle parole lente e senza inflessione di Yorke.

Con Twist il ritmo la fa da padrone, un piccolo riff vocale gioca e attraversa l’intera canzone tra piccoli campionamenti che aprono seconde vie al pezzo, ma con Daws Chorus si ripiomba nel meditativo tipico della produzione di Yorke, anche se come in altri brani del disco ormai l’angoscia è sedotta dal pensiero e si è fatta appunto riflessione compassata, quasi algida. I am a very rude person e Not the news rientrano probabilmente nel concetto iniziale da cui Thom Yorke è partito a comporre questo album, musica concreta e aleatoria, in cui il frazionamento, la piccolissima traccia sonora fosse vissuta come inizio della ricerca, infatti difficile non immaginare questi due brani come puri episodi all’interno dell’album. Anche in The Axe la solfa non cambia, ma qui c’è un traccia vocale al centro del brano che fa davvero viaggiare e riattacca il corpo alla testa.

Impossible Knots invece è un raggio di sole, una traccia certo metropolitana e con una pluralità all’interno, ma che dona una pace molto forte, forse solo raggiungibile appunto dopo tanta riflessione.

Runwayaway continua un po’ il discorso di Impossbile Knots, qui c’è un’atmosfera cosmopolita e fresca che gioca tra cori appena accennati e riff di tastiera quasi a richiamare un reggae 19.0.

Anima è un progetto interessante e affascinante da ascoltare per godersi dei momenti di riflessione e viaggio. Viene da dire che se non fosse a nome del famoso cantante dei Radiohead, questo progetto avrebbe avuto ben altra visibilità, ma resta il fatto che sia come sia, siamo di fronte ad un’opera sincera e profonda che merita certamente attenzione.

Anima – Thom Yorke ultima modifica: 2019-07-29T11:36:01+02:00 da Piggy the pig

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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