Tutto quello che vorrei - Pawel Mildner

Tutto quello che vorrei – Pawel Mildner

Tutto quello che vorrei di Pawel Mildner è un elenco poetico di desideri, in cerca di un denominatore comune. Matteo e Matilde anelano, pur distanti, a qualcosa di comune che dà il la a un ping pong di “cosechevorrebbero” declinate al modo infinito, tempo presente.

Tutto quello che vorrei di Pawel Mildner

Tutto quello che vorrei

Qualche giorno fa, avvicinandomi a un bambino e chiedendogli se avesse qualche pensiero, ho avuto come risposta, sussurrata all’orecchio,  “Voglio volare!”.

Solo loro non possono aver dubbi su tutto quello che vorrebbero e, badate bene, non questo o quello, ma tutto… tuttissimo!

Non a caso il superlativo assoluto credo sia un grado che in generale ai fanciulli calzi alla perfezione, ma ancor più se si pensa al loro volere, sempre in tensione, anche alle 8.00 del mattino appena entrati in classe; “Voglio volare!”. “Ah”.

Tutto quello che vorrei, libro a figure scritto e illustrato da Pawel Mildner e edito dalla casa editrice Terre di Mezzo nel febbraio 2021, è un elenco poetico di desideri, in cerca di un denominatore comune.

Matteo.
Matilde.
Uno abita vicino a una grande fabbrica.
L’altra in una casa azzurra fuori città.
“Ah, come vorrei…”.
“Vorrei tanto…”.

Anelano, pur distanti, a qualcosa di comune che dà il la a un ping pong di “cosechevorrebbero” declinate al modo infinito, tempo presente.

Tutto quello che vorrei

Lavorare in un negozio, essere bellissimo, avere una famiglia numerosa, essere tutto a pallini, o assaggiare tutti i gusti di gelato: un vagheggiare sconfinato, tra il possibile e l’impossibile, tra la parte e il tutto, tra il grandissimo e il piccolissimo, tra il pubblico e il privato, ci ricorda la bellezza, senza giorni e senza tempo, della forza creativa combinata alla purezza dell’intenzione.

Le illustrazioni di P. Mildner sono forme di colore senza margini tracciati di nero, essenziali ma esatte, che risuonano nella purezza di una pagina bianca e che amplificano la sinteticità della parola.

Tutto quello che vorrei

Il “vorrei” under 10 è tanto metafisico, quanto spirituale perché slegato dalle tribolazioni della vita e saldamente ancorato alla dimensione dell’immaginario che risulta così essere più reale che il suono della sveglia il lunedì mattina.

Matteo e Matilde, separati nello spazio della doppia pagina, ognuno con i propri voleri, si ritroveranno però, nell’ultima tavola del libro, a condividere un desiderio, quale sarà?

Spunti didattici:

Le liste sono una delle cose che più mi diverte e affascina: pur essendo essenziali, ragionate, e immediate sanno essere esaustive, ricche e sofisticate. Tutto quello che vorrei è un libro a figure che può accompagnare i bambini a scoprirsi attraverso un elenco delle cose che vorrebbero. Oppure a scoprire l’altro. Come? Un esercizio immaginativo potrebbe essere quello di partire da delle liste e supporre com’è un compagno, o un amico, o  uno sconosciuto; ad esempio davanti a ogni supermercato ci sono decine di liste della spesa, abbandonate o scivolate fuori dalle tasche: come sarà stato quel tale che voleva comprare una crema antirughe? E quello dei surgelati? Ogni lista (di prodotti o meno) è una storia, una puntuale biografia lontana da ogni retorica e da curate sintassi, dilettarsi nello scriverle è un buon esercizio di empatia e di introspezione che può essere proposto negli ultimi anni della scuola primaria o alla secondaria di primo grado.

Lo consigliamo a… chi non ha mai visitato il guscio di una lumaca, a chi ha sempre pensato che il numero massimo di palline sul cono fosse tre e a chi crede che volare sia prendere un aereo o buttarsi con il parapendio.

Pawel Mildner – Tutto quello che vorreiTerre di mezzo

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Su Linda Geninazza

Linda Geninazza
Non vi dirò, almeno subito, cosa faccio, ma da dove arrivo; credo le radici contino più della chioma che a volte, almeno la mia, è dritta, a volte mista, a volte curva, mentre laggiù, agli inizi, poco cambia, tutto si irrobustisce. Cusino, non cercatelo su Google Maps perché non vedrete altro che un rosso segnaposto abbandonato nel più fitto verde, lì sono cresciuta e lì ci tornerò. Ora abito il grigio-perla di Milano, altra spina nel cuore, qui vivo e ci resterò. Dimezzata tra due terre non di mezzo, questa sono io.

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