La natura - Emma Adbåge

La natura – Emma Adbåge

La natura di Emma Adbåge ci racconta l’intricata relazione uomo/natura, questa eterna contesa che l’illustratrice e autrice si diverte ad inscenare, giro pagina dopo giro pagina, con fare provocatorio, ben lontano da idealizzazioni o qualunquismi di facciata.

La natura di Emma Adbåge

La natura

Villette a schiera circoscritte in un lembo di terra ben delimitato da salde recinzioni, box auto cadauna e piscine o piscinette adornate da qualche sparuto vaso di tageti arancioni; in effetti i soli a ricordarci che là fuori «[…] ci sono altre cose, chiamate la Natura»[1], eppure La natura è il titolo che abbonda tronfio in copertina… l’accorto lettore, a questo punto, perplesso da suggestioni così contrastanti, non potrà che abbandonare i suoi legittimi dubbi a un libro a figure, edito in Italia dalla casa editrice Camelozampa nell’aprile 2021, che con audace eloquenza ci racconta l’intricata relazione uomo/natura.

“Odi et amo”, incipit di un celebre carme di Catullo, incarna perfettamente l’essenza di questa eterna contesa che l’illustratrice e autrice Emma Adbåge si diverte ad inscenare, giro pagina dopo giro pagina, con fare provocatorio, ben lontano da idealizzazioni o qualunquismi di facciata.

La Natura « […] lei si limita a stare lì come al solito a crescere e cinguettare e frusciare e schizzare» nel suo fluire stagionale e materno resta ai margini e presta servizio a quel paesino lì, o a quello là: fa nevicare, fa sbocciare le gemme delle piante, fa profumare l’aria di terra e uccellini appena nati, fa frusciare il vento e annaffia i tageti.

A tutti piace, ma non troppo, a volte serve tagliare, buttare, ricoprire, costruire, piazzare… educarla, zittirla, adombrarla e quella Matrigna dispettosa prende a far sbattere e schiumare le onde, far alzare il vento, cadere fulmini, aumentare il caldo e bruciare le aiuole di tageti, è proprio una «cretina di una natura!».

Il testo rincorre le stagioni, l’umano desiderio le attraversata rimanendo però puntualmente insoddisfatto e facendosi sempre più esigente, nonché urgente: le foglie che d’autunno all’improvviso si tingono di rosso? «CHE BELLEZZA!», peccato che poi tocchi spazzarle quando diventano marroni, ma niente paura una motosega non può che mettere fine a questo strazio. La primavera? «WOWOWOW! Che magnificenza!», «INCREDIBILE!», ma tocca togliere le erbacce, zappare, tagliare, mal di schiena, ma niente paura un po’ d’asfalto e si risolve tutto!

La natura
La natura

Le pagine stanno l’una all’altra in un rapporto dialettico che progressivamente rovescia il punto di vista di chi racconta da colui che guarda la Natura «Fuori dal nostro paesino» come «più che altro […] fatta di boschi, un lago, un po’ di cespugli e un mare», a colui che guarda il paesino «un po’ fuori dalla natura»… d’altronde «più che altro […] fatto di qualche casa e un po’ d’asfalto e roba del genere». Un rovesciamento completo che, pur non portando ancora a quel miracolo d’amore di cui parlava Hegel (per cui ciò che è due diviene uno, senza per altro implicare l’eliminazione della dualità), ci accompagna senza fronzoli all’impellente necessità e urgenza di un’educazione al pensiero ecologico per un mondo sostenibile.

Spunti didattici

Recentemente Vita, magazine dedicato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità economica/ambientale e al mondo no profit, ha raccontato del progetto EDEN – Educational Environments with Nature, promosso e sperimentato dalla professoressa B. Weyland dell’Università di Bolzano, che prevede, in estrema sintesi, che ciascun alunno porti a scuola una pianta e se ne prenda cura nell’arco di un anno scolastico.

Il libro a figure La natura si inserisce perfettamente in questo orizzonte segnato da progetti, come EDEN, e altre iniziative che costituiscono un innovativo approccio pedagogico e didattico finalizzato a ripensare gli spazi e l’azione educativa in un’ottica di sostenibilità diffusa e al coinvolgimento/ sensibilizzazione di comunità complesse senza peraltro richiedere particolari autorizzazioni o atti amministrativi. La scuola di oggi, di ogni ordine e grado, dovrebbe promuovere la divulgazione di un pensiero ecologico fondato sull’azione concreta e Emma Adbåge con le sue tavole offre innumerevoli spunti di riflessione sul perché questa necessità sia più che mai attuale.

Lo consigliamo a… chi usa pesticidi per avere pomodori cuore di bue senza ammaccature, a chi l’abete a Natale se lo compra vero, a chi sceglie di consumare prodotti animali provenienti da allevamenti intensivi, ma anche a chi si spende per la riforestazione del pianeta, a chi sceglie materiali alternativi alla plastica, a chi in generale ha sempre pronto un gesto d’amore per Madre Natura.


[1] E. Adbåge, La natura, Camelozampa, Monselice, 2021, poco dopo il risguardo svolta leggermente a destra.

Emma Adbåge – La naturaCamelozampa
Traduzione: Samanta K. Milton Knowles

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Su Linda Geninazza

Non vi dirò, almeno subito, cosa faccio, ma da dove arrivo; credo le radici contino più della chioma che a volte, almeno la mia, è dritta, a volte mista, a volte curva, mentre laggiù, agli inizi, poco cambia, tutto si irrobustisce. Cusino, non cercatelo su Google Maps perché non vedrete altro che un rosso segnaposto abbandonato nel più fitto verde, lì sono cresciuta e lì ci tornerò. Ora abito il grigio-perla di Milano, altra spina nel cuore, qui vivo e ci resterò. Dimezzata tra due terre non di mezzo, questa sono io.

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