Di notte sulla strada di casa - Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo

Di notte sulla strada di casa – Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo

Di notte, sulla strada di casa di Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo è un omeggio alle ore notturne e alle sue domande, che avanzano lungo la strada di casa. La notte fa capolino già in copertina dove due fanali bianchi tagliano il blu di un paesaggio notturno, lasciandosi alle spalle un cielo di stelle.

Di notte, sulla strada di casa di Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo

Da troppo tempo le notti italiane sono costrette a esaurirsi entro le 22.00: coprifuoco, sembrava una parola tanto lontana dalle oscurità contemporanee, occidentali, avvincenti e inesauribili, eppure ci siamo dovuti ricredere.

Intendiamoci, entro le nostre quattro mura, magari abbiamo ballato e pianto con Jimi Hendrix ed Eric Clapton fino ai primi chiarori, ma la Saturday Night Fever l’abbiamo dovuta mettere in soffitta.

A ricordarci di questa bellezza è una storia della notte, datata 2005, scritta e illustrata da Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo per la casa editrice Topipittori: Di notte sulla strada di casa.

Non è un omaggio alla musica degli anni Settanta, ma alle ore notturne e alle sue domande, che avanzano lungo la strada di casa.

La notte fa capolino già in copertina dove due fanali bianchi tagliano il blu di un paesaggio notturno, lasciandosi alle spalle un cielo di stelle.

Il primo risguardo porta il lettore ad assumere il punto di vista dell’osservatore che sta seduto sul sedile posteriore di un’auto: qualcuno alla guida, mangianastri spento, 120 km/h, ore 22 e ?, prossimi alla svolta “Chissà dove”, “Casa”.

Le tavole a doppia pagina iniziano a popolarsi di domande, incorniciate in rettangoli bianchi, a mo’ di cartelli stradali, quasi a ricordarci un codice che il lettore deve osservare e rispettare, cioè quello secondo cui non si può attraversare il libro senza guardarsi attorno, senza pensare: sebbene costretti nello spazio di un abitacolo, dei finestrini, un parabrezza ed un lunotto ci accompagnano a far luce ora su una varietà di mondi possibili ora sulla particolarità della lettura degli stessi che ci offre il nostro piccolo osservatore. La caccia notturna di un bambino esploratore non teme infatti l’oscurità, ma se ne ciba, custodendone i segreti più inconsueti e interrogandoli con la spontaneità, poco retorica, dei fanciulli.

Gli adulti guidano, guardano la strada, probabilmente non vedono l’ora di buttarsi a letto, ma il loro è un procedere sordo alla friabilità degli strati, alle sfumature di un mondo che gli scivola vicino. Le domande non servono sempre le risposte ma ridefiniscono sistemi di significato accettati per consuetudine, accendendo possibilità laddove sembrava esserci rimasto solo un pesce o uno spazzino.

Sedici domande, nessuna risposta: il pensiero può scegliere liberamente dove posarsi, se posarsi, e il lettore, nell’ultima tavola, si trova sulle gambe la copertina del libro che sta sfogliando e l’interrogazione “Quando arriviamo mi leggi una storia?”: un invito a un altro giro pagina, a un nuovo inizio; un eterno ritorno perpetuato da un libro nel libro, da una domanda nella domanda, da uno strato su uno strato, dalle cose che cambiano nella circolarità del loro tornare.

“Quando arriviamo?”.

Spunti didattici:

Di notte sulla strada di casa è un albo illustrato che può essere usato come strumento di esplorazione della notte: che differenze ci sono tra una notte e l’altra? Quali similitudini troviamo con il giorno? Perché dormiamo la notte e non il dì?

Potrebbe accompagnare anche ad una riflessione sull’uso del colore rispetto al tema del notturno, magari divertendosi a trovare scale cromatiche diverse per le nostre notti.

Gli spunti possono essere moltissimi, basta lasciarsi guidare da un pensiero progettuale attento alla poesia che ci circonda e alle potenzialità espressive che fioriscono dall’incontro tra testo scritto e illustrazioni.

Lo consigliamo a… chi crede che ci siano domande giuste e domande sbagliate, a chi sostiene di non vedere al buio, a chi ha un pesce rosso e pensa sia solo un bel soprammobile e a chi si addormenta in auto durante la strada per…

Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo – Di notte, sulla strada di casa Topipittori

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Su Linda Geninazza

Linda Geninazza
Non vi dirò, almeno subito, cosa faccio, ma da dove arrivo; credo le radici contino più della chioma che a volte, almeno la mia, è dritta, a volte mista, a volte curva, mentre laggiù, agli inizi, poco cambia, tutto si irrobustisce. Cusino, non cercatelo su Google Maps perché non vedrete altro che un rosso segnaposto abbandonato nel più fitto verde, lì sono cresciuta e lì ci tornerò. Ora abito il grigio-perla di Milano, altra spina nel cuore, qui vivo e ci resterò. Dimezzata tra due terre non di mezzo, questa sono io.

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