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Intervista a Clara Usón autrice de L’assassino timido

Intervista a Clara Usón, autrice de L’assassino timido

Abbiamo incontrato Clara Usón, autrice de L’assassino timido. Non so se in questo libro mi colpisce di più il racconto di una ragazza che si mette a nudo durante un regime che la utilizza come sacrificio di redenzione sexy, o la delicata pesantezza delle parole con cui si descrivono esistenze fragili che attraversano il mondo.

Le storie hanno sempre la faccia e le mani di chi le ha scritte. Sembrerà una banalità, ma ogni tanto sento il bisogno di dover guardare in faccia chi ha scritto un libro, di chiedergli perché ha detto e pensato alcune cose. Con L’assassino timido questa sensazione di voler incontrare chi ha scritto quelle parole l’ho avuta dalla prima pagina, dalla prima citazione, ma non vi dirò perché, non subito almeno.
Fortunatamente lo staff di Sellerio ed una splendida Silvia Sichel, traduttrice del libro ed elegante animatrice culturale, hanno assecondato questo mio bisogno organizzando un incontro con Clara Usón. La scusa era un’intervista.

Arrivo con qualche minuto di ritardo (n.d.r. noi che lo conosciamo sono anni che dobbiamo affrontare i suoi ritardi cronici, ma non avremmo mai pensato che se ne bullasse in pubblico, l’avessimo saputo avremmo posto rimedio per tempo) in una brulicante Fabbrica del Vapore a Milano, dove si tiene un fortunatissimo BookPride che ha chiuso con ben 35.000 presenze l’edizione di quest’anno e che fa ben sperare, in generale, per le sorti del paese. Dopo le scuse d’obbligo e qualche sorriso, rimango con Clara Usón ed un’interprete nella sala stampa, divisi dalla folla curiosa.

“Perché Pavese? Perché Pavese apre il tuo libro con una citazione?” La domanda è apparentemente semplice, ma Clara capisce subito dove voglio andare a parare e mi risponde a tono.
“Pavese è lo scrittore più internazionale fra gli italiani, io lo amo molto e poi lui è morto suicida e io sono molto interessata a questo tema. Lui però definì il suicidio un assassino timido, io lo definisco un assassino e basta.”

Arrivati al punto, senza neanche troppi giri di parole, da qui partiamo per un altro viaggio e solo io e Clara Usón abbiamo capito dove andrà. Infatti L’assassino timido affronta un tema scabroso e violento come il suicidio di una adolescente bella e di successo, Sandra Mozarowsky, star sexy ed eterea nella giovane Spagna franchista di metà anni Ottanta. Impossibile non rimanere colpiti dall’atmosfera del libro, un misto di pop e collant seducenti, graffiati da macchie di sangue torbido proveniente dai tanti morti causati dal regime iberico.

“Quando sei giovane le cose non le capisci subito, col tempo, crescendo, capisci molte cose del tuo passato. Quando ho iniziato ad investigare la vita di Sandra Mozarowsky, sono andata a ripercorrere la vicenda del destape, ovvero la volontà di mostrare il corpo nudo della donna da parte del regime come sinonimo di libertà, di democrazia. Ma questo fenomeno era molto banale, in realtà non c’era nessuna libertà, era puro sfruttamento del corpo di queste ragazze.”

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In effetti nel libro si respira questa strana area pornografia, inquietante ma che all’inizio sembra aria di libertà, vento nuovo. “Ho scritto il libro immaginando Sandra Mozarowsky, come un mio alter ego, senza un giudizio, senza anticipare nulla di quello che potrebbe accadere dopo, non volevo scrivere un libro politico”

Non so cosa mi colpisca di più in questo libro: la scelta di raccontare una ragazza che si mette a nudo durante un regime brutale che la utilizza come sacrificio di redenzione sexy, o la delicata pesantezza delle parole con cui si descrivono esistenze fragili che attraversano il mondo.
Non lo so, ma rimane il fatto che L’assassino timido mi fa rimanere impigliato per alcuni giorni in uno stato meditativo su molti temi.

Non posso fare a meno di far notare a Clara Usón di quanta delicatezza e pudore sia capace la sua scrittura nonostante il tema torpido.
“Io non credo in Dio ma credo in Čechov, e lui dice che quando parli di cose serie non farlo suonando i violini ma fallo con grande pudore.”

Saranno le citazioni di Wittgenstein o il fatto che tutti abbiamo dovuto confrontarci personalmente con questo killer che vive nel buio e si nutre dei nostri dubbi, ma rimane il fatto che L’assassino timido è un libro emozionante e commovente che non ha paura di confrontarsi con due tabù fondamentali della nostra società: il suicidio e il potere.

A volte i libri si leggono per imparare, altre volte per svagarsi, in qualche caso per piangere e costruire fortezze sulle lacrime.

Clara Usón – L’assassino timido – Sellerio
Traduzione Silvia Sichel

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Intervista a Clara Usón, autrice de L’assassino timido ultima modifica: 2019-03-25T10:00:04+02:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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