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Brunori Sas in concerto all'Alcatraz

Brunori Sas, A casa tutto bene Tour @ Alcatraz Milano – Report e scaletta

Un’ora e mezzo di musica che pesca in parti uguali tra il nuovo album e i brani divenuti ormai dei classici. Dario Brunori non tradisce i 3.000 dell’Alcatraz regalando loro cuoricioni, canzoni da gridare a squarciagola-come-se-cinquemila-voci-diventassero-una-sola e tanto bello sciallo. O scialo, come direbbe lui.

 

Dario Brunori e la sua società in Accomandita Semplice piombano all’Alcatraz per celebrare un soldout meritato, figlio non solo della bellezza dell’ultimo disco (qui la “non recensione”), ma anche del suo ultimo tour in cui ha miscelato sapientemente monologhi e musica (Qui la nostra recensione). Giovedì sera, dunque, l’Alcatraz era bello pieno tanto che, mentre Nicolò Carnesi deliziava i presenti con un piacevolissimo set acustico, erano ancora in tanti in fila ad aspettare di entrare. Ad analizzare il pubblico presente, va detto, che i presenti alla data milanese componevano un’umanità eterogenea, le barbe erano di lunghezza variabile, così come il grado di vintage dell’abbiglio delle ragazze presenti, segnali inequivocabile che Dario Brunori e la sua musica sono, per molti versi, uno dei prodotti più trasversali della cosiddetta scena indie. Sociologia spiccia a parte, alle 22 e qualche minuto il cantautore calabrese è salito sul palco e, manco il tempo di salutare, ha sparato una sestina di canzoni presa in maniera precisa e ordinata dalla tracklist dell’ultimo disco. La Verità, L’uomo nero, Canzone Contro la paura, Lamezia Milano (dal vivo ancora più bella), Colpo di Pistola e la Vita Liquida, sono volate veloci e incisive. Poi è stata la volta di un tuffo nel passato con Come Stai, canzone stupenda, dedicata al padre che non c’è più e di Le Quattro Volte, che ci ricorda di come la vita sia ciclica e soprattutto cadenzata da dei bisogni che alla fine della fiera sono solo fittizi. Raggiunta la linea mediana del live, Brunori ha virato il suo repertorio e, dopo aver esorcizzato ben bene la paura, ha iniziato a cantare il secondo motore che muove l’universo assieme alla paura stessa, ossia l’amore. E sono arrivate così Fra Milioni di Stelle, Pornoromanzo, Lei, Lui Firenze, Arrivederci Tristezza e Una Domenica Notte.

Dopo l’amore è stata la volta di uno dei temi più interessanti dell’ultimo disco, quello che a mio parere avvicina di più il Brunori attuale a quel cantautorato che lui prende tanto per il culo bevendo estathè spacciato per wiskhey, e cioè quello dell’impegno sociale,  in cui racconta l’indifferenza dell’uomo qualunque verso i problemi dell’altro, l’ipocrisia e il vociare vuoto di chi s’indigna per l’inutile e si tappa la bocca quando invece servirebbe urlare. E allora ecco Il Costume da Torero, Sabato Bestiale e Don Abbondio a ricordarci che in fin dei conti, se decidiamo di fottercene di tutto, la colpa è solo ed esclusivamente nostra.

E così, dopo una versione ritmatissima di Rosa (mamma che stronza che è Rosa), siamo arrivati alla fine, e il terzetto di canzoni scelto per chiudere una piacevolissima serata è stato di quelli da urlare col cuore in mano: Guardia 82 (se fossi un romanticone adesso direi che gli amori dovrebbero nascere tutti il 31 agosto, ma visto che io mi sono sposato il primo settembre e il mio matrimonio è naufragato in meno di di due anni, è il caso che stia zitto e sorvoli), la bellissima quanto vituperata Kurt Cobain (chissà perché poi) e Secondo Me, chiusa finale perfetta, nonché summa complessiva del Brunori-pensiero. 

Considerazioni a latere:

-Sobrietà. Andare a un concerto quando sei in preparazione per una gara, nel mio caso la Stramilano, è molto difficile. Anche perché cantare a squarciagola e abbeverarsi di sola acqua, oltre che immorale, è pure inutile (non sei soddisfatto come dopo una compilation di medie e in più ti pisci addosso lo stesso).

-Mai mischiare. A un certo punto, nel ringraziarci per essere accorsi numerosi -non tanto per noi, ma quanto per l’incasso- Brunori cita Truce Baldazzi (al posto del sentimento ci metto il pagamento). Ora, ok che  stai studiando da cantautore e vuoi dimostrare di non aver paura di sporcarti le mani con artisti che fanno cose diverse dalle tue, ma così mi sembra un filo  troppo. Ci sono cose che per amore della pace non vanno mischiate. È un po’ come se De Gregori a un certo punto si mettesse a cantare Ligab… Ah no, è successo (sto scherzando, eh).

-A ognuno la sua citazione. Instagram usato durante i concerti ti permette, tra le altre cose, di postare foto demmerda corredate da frasi prese a caso dal repertorio dell’artista che si sta ascoltando. E se io -che si sa, sono un depresso del cazzo- ho scelto una citazione che descrive bene la mia esuberante voglia di vivere (CLICCA QUI), Clara, che era con me al concerto, si è direzionata su ben altro (CLICCA QUI). Maschi in ascolto, fossi in voi ci farei più di un pensierino.

 

SCALETTA

  1.    La verità
  2.    L’uomo nero
  3.    Canzone contro la paura
  4.    Lamezia Milano
  5.    Colpo di pistola
  6.    La vita liquida
  7.    Come stai
  8.    Le quattro volte
  9.    Fra milioni di stelle
  10.    Pornoromanzo
  11.    Lei, lui, Firenze
  12.    Arrivederci tristezza
  13.    Una domenica notte
  14.    Il costume da torero
  15.    Sabato bestiale
  16.    Don Abbondio
  17.    Rosa
  18.    Guardia ‘82
  19.    Kurt Cobain
  20.    Secondo me
Brunori Sas, A casa tutto bene Tour @ Alcatraz Milano – Report e scaletta ultima modifica: 2017-03-04T16:58:38+01:00 da massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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