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Ex-Otago @Magnolia live report – La vittoria dei bravi ragazzi

Gli Ex-Otago fanno doppia data soldout al Magnolia e noi eravamo presenti alla seconda delle due. Quello che abbiamo ascoltato più che un concerto è stata una festa, oltre che una sintesi pressoché perfetta di quello che dovrebbe essere l’indie pop made in Italy: testi validi, buoni sentimenti, cantautorato quando serve, amore in dosi generose e, graziaddio, una voce, quella di Maurizio, che spacca pure dal vivo.


Uno dei regali per i miei 37 anni di fresco compiuti è stato il biglietto per gli Ex-Otago, per la precisione la seconda data in programma al Magnolia, soldout esattamente come la prima.

Ad accompagnarmi c’era la mia socia in affari nonché amica Giorgia, dieci anni più giovane oltre che vestita sempre benissimo, quindi capirete che l’ansia di passare per suo padre era enorme fin dalle prime battute del live.

Per fortuna, il pubblico giunto a riempire il tendone invernale del club milanese era di quelli rassicuranti, un po’ bravi ragazzi, pochissimi poser, età varie, persino un papà con figlio per cui, il mio maglioncino della salute e l’incedere zoppicante di chi è affetto da fascite cronica, si sono ben camuffati nella folla.

Ma veniamo al concerto degli Ex-Otago: bello, solido, divertente.

Questi gli aggettivi che di primo acchito mi sono venuti in mente e che, credetemi, per quanto stia scrivendo in mutande con davanti una Peroni da 66 alle 2 di notte, non sono buttati a caso.

Si vede che sono in giro da tanto, gli Ex-Otago, sul palco ci sanno fare e a parte la simpatia -che comunque serve ma che per quel che mi riguarda non è fondamentale- sono riusciti a portare sul palco tutto il bello della loro produzione, senza perdere nemmeno un grammo del valore di quello che è stato inciso.

Questo, di solito, è merito tanto di chi suona, ma anche tanto di chi canta. Completamente (eheh) ottenebrato dalle Matildi a cui lasciare note vocali, dalle Caterine a cui stanno da schifo i vestiti a righe e dalle Chiare e dalle Sare che sono pulite e accettano la vita come una festa mi ero quasi convinto che, alla fine, una bella voce non fosse così necessaria, almeno nei live. Quindi, lode a Maurizio che pure dal vivo e nonostante l’acustica faticosa del Magnolia, questa sera ha spaccato. Ma torniamo alla scaletta, variegata e ben misurata: c’è tanto Marassi, come ovvio, ma ci sono anche pezzi più vecchi, compresa una vecchia cover di Corona, The Rhytm of The Night che, pur trattandosi di qualcosa di molto diverso dall’originale (emmenomale), mi ha riportato in un attimo alle Buffalo, al Time, a quella figa di Denise la cubista dello Space e, in generale, a quei meravigliosi rincoglionimenti chimici che erano una costante dei miei sabato pomeriggio.

Si lo so, sono ricordi forse di cui non è il caso di andare del tutto fieri, ma che ci vuoi fare, ognuno ha le madeleine che si merita.

Dicevo, è stato un bel concerto, sì, ma soprattutto è stata una bella festa.

Da Amico bianco a Giorni Vacanzieri, da Patrizia fino a Foglie al vento, gli Ex-Otago mi hanno dato quella sensazione di leggerezza e divertimento, che non provavo da un po’, almeno in un live.

La voglia di far casino dei ragazzi sul palco era pari a quella di chi stava sotto, abbiamo ballato, abbiamo urlato, abbiamo lanciato palloncini e ci siamo trascinati l’un l’altro (nel mio caso letteralmente, visti i dolori dell’età) verso il gran finale che non poteva che prevedere nell’ordine Figli degli hamburger, Mare, Quando sono con te e le due bombette I giovani d’oggi e Cinghiali incazzati.

Alla fine, quando si sono accese le luci e la gente scemava sotto le note di I’m Blue degli Eiffel 65 (ma perché mi ricordo di ‘sta roba e non di quello che ho mangiato a pranzo?), non si può non constatare che quella portata in scena da questi ragazzi genovesi è stata una bella festa pop, uno spettacolo qualitativamente alto, in cui gli Otaghi hanno ribadito in maniera netta che si può essere pop e arrivare a tanti (e i loro passaggi in radio ne sono la prova) senza per questo dover rinunciare a se stessi, o peggio ancora alla qualità.

La scaletta

Stai Tranquillo

Non molto Lontano

Amico Bianco

La nostra pelle con (Willie Peyote)

Gli occhi della luna

Giorni vacanzieri

Patrizia

The Rythm of The Night

Foglie al vento

Ricominciamo da tre

Costa Rica

Figli degli hamburger

Mare

Quando sono con te

I giovani d’oggi

Cinghiali incazzati

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Ex-Otago @Magnolia live report – La vittoria dei bravi ragazzi ultima modifica: 2017-04-28T14:11:32+02:00 da massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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