La campagna del mese – Natale 2014: regaliamo un libro inaspettato, proponiamo parole insolite

Regali di Natale 2014. Cos’altro avrebbe potuto riguardare la campagna del mese di dicembre? Per l’occasione vi invitiamo caldamente a regalare un libro. Già così riterremmo la nostra iniziativa meritevole, giusto per cantarcela e suonarcela da soli

Donare un libro ad una persona non è mai banale. Partiamo dal presupposto che, salvo richieste esplicite, si regalano libri letti. Quando si decide di regalare un libro ad un’altra persona, a meno di un torto di cui vendicarsi, si opta per un libro che si è apprezzato. Apprezzare un libro è conseguenza di attenzione dedicatagli ed emozioni scaturitene: dunque, in qualche modo, stiamo comunicando all’altro qualcosa di noi, desideriamo che venga a conoscenza della nostra parte che è venuta a contatto con quelle parole. Ma anche comunichiamo qualcosa dell’altro: se voglio farti conoscere qualcosa di me significa che mi sto aprendo, perché in te vedo una possibile sponda. Dunque, come può essere banale?
Ma vorremmo fare un passo in più. In Italia si legge poco e, di solito, tutti leggono le stesse cose. Non siamo editori, e non saremmo in grado di esserlo (per ora), ma il nostro ragionamento pensiamo possa avere una sua logica non troppo esplorata. Non sarà che le persone leggono poco perché quello che leggono non li ispira a leggere ulteriormente? La moda letteraria segue generi: se ha venduto molto un giallo, ecco uscire alle stampe una marea indistinguibile di gialli. Allora perché non provare a cambiare, ad intraprendere un percorso diverso: leggiamo un libro che non va per la maggiore e poi regaliamolo. Non stiamo mica dicendo di spaccarsi la testa a trovare il libro più ostico che si riesca, che utilità avrebbe? Semplicemente proponiamoci e poi proponiamo un libro che non si aspetta, sorprendiamoci e sorprendiamo. Possono essere grandi classici, giovani emergenti, autori che vendono altrove ma non qui da noi, insomma non è necessario buttarsi su chissà che, basta che non sia la solita solfa, che non sia il libro del momento.
Da un’insegnante insegnante delle superiori, bravissima, abbiamo sentito che spesso per iniziare a leggere è necessario trovare il libro che faccia scoccare la scintilla. Se ha ragione, perché insistere sulla pista più battuta, una piccola deviazione potrebbe tornare utile. In fondo cosa c’è da perdere?
Vi proponiamo 10 libri che ci sono piaciuti e che non ci sembrano inflazionati, giusto qualche spunto, pronti a riceverne da voi.

Jean-Claude Izzo – Il sole dei morenti
Di solito si arriva a conoscere Izzo partendo dai suoi tre romanzi più famosi, ossia la trilogia su Fabio Montale. Io, invece, consiglio di partire dal Sole dei Morenti, innamorarvi delle pene del senzatetto Titì, della sua disperata corsa verso Marsiglia e verso un vecchio amore di gioventù. Dopo esservi innamorati di lui, dello stile noir di Izzo e dopo aver interiorizzato un bisogno quasi fisico di scoprire Marsiglia, allora sarà automatico apprezzare anche Casino Totale, Chourmo e Solea. E così fanno 4 libri in un consiglio solo.

Isaac Asimov – La fine dell’eternità
La fantascienza può piacere o meno, ma questo libro ha due pregi da non sottovalutare: è scritto da un maestro del genere e il tema trattato non riguarda solo gli appassionati. Davvero scorrevole ed il titolo non può non suonare come un invito alla lettura.

Gabriel Garcia Marquez – Memoria delle mie puttane tristi
Dimentichiamoci per un attimo di “quell’altro”, ossia di quel “Cent’anni di solitudine” considerato pietra miliare della letteratura e, dalla morte di Marquez in poi, una delle bibbie più usate per scovare citazioni da facebook. Adesso, proviamo a immergerci nella vita di questo giornalista 90enne che scopre l’amore in un’età dove tutto, inesorabilmente, porta a pensare solo ed esclusivamente al camposanto. Ironia, delicatezza, gioia e malinconia, tutte condensate in poche ma dense pagine. Sarà anche una bestemmia, ma a me son piaciute più le puttane di Marquez che la sua solitudine.

Mario Pomilio – La compromissione
Qui il rischio di annoiarvi esiste, ma io l’ho adorato e quindi lo segnalo per chi non teme la lentezza. È un libro di pensieri, di sbagli e del costante rimuginìo su di essi. Il protagonista è sostanzialmente un perdente che scende a compromessi con la vita, il percorso che intraprende non è lineare con nulla, né con i suoi sogni di ragazzo né con le sue scelte di uomo. Essendo fuori catalogo lo trovate solo usato.

Stefano Benni – Saltatempo
Al contrario del più celebre Bar Sport, Saltatempo non è una descrizione scacciapensieri di italici personaggi, o meglio, non è solo questo. Saltatempo è un delicatissimo racconto sulla progressiva scomparsa di un’Italia per la quale non possiamo che nutrire nostalgia. È un invito alla lentezza, all’etica e all’amore, una storia che ci tocca da vicino e con la quale è difficile non immedesimarsi.

Sebastiano Vassalli – La chimera
Davvero il libro che può piacere a tutti, e non sia considerato un difetto bensì un pregio. La ricostruzione storica non è mai noiosa, la vicenda è coinvolgente, la scrittura semplice ma non banale. Personalmente lo considero un libro da regalo, perché sa farsi facilmente voler bene.

Nick Cave – La morte di Bunny Munro
A chi conosce il genio devastato di Nick Cave verrebbe da pensare che “La morte di Bunny Munro” è un libro quasi autobiografico, anche se non è ambientato in Australia, la sua terra natale, ma in Inghilterra. Si legge tutto d’un fiato e la nausea non tarda ad arrivare, anche se è piacevole perché accade ad un altro e non a te. Da leggere, anche se non conoscete “Do You Love Me?”.

Vasco Pratolini – Cronaca familiare
Io Pratolini lo adoro, quindi lo propongo. Il testo in questione è breve, ma intenso. La scoperta, da parte dello scrittore, di un fratello mai conosciuto, un rapporto da costruire saltando l’infanzia, la malattia del fratello come ostacolo ulteriore. Delicato e prezioso. Non è strappalacrime, ma sa toccare corde profonde.

Marco Cassini – Refusi, diario di un editore incorreggibile
Amare il proprio lavoro tanto da confondere la passione col fanatismo. Un outing convinto di un editore “incorreggibile”, così pervaso dal sacro fuoco da non rendersi minimamente conto che sta deviando verso un’abnegazione malsana, al limite dell’orticaria. Vi ci ritrovate? Ritrovate qualcuno che conoscete? Da leggere soprattutto se state provando a realizzare un sogno: capirete con chiarezza cosa non dovete fare per riuscire nel vostro scopo.

Alfred Kubin – L’altra parte
Dato che la psicologia è di moda, che chiunque, poco o molto, nella vita se ne è interessato, perché non leggere allora il libro folle scritto da un folle? Sta sempre per succedere qualcosa ma quel che viene descritto va interpretato. Una continua sensazione di incompiutezza e di questione in sospeso, un’atmosfera onirica da cui è difficile prendere le distanze, per il protagonista e per il lettore.

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.