Fiori di Kant. Fino ad una certa età , variabile per ognuno di noi, il compleanno è un evento da festeggiare, ubriacandosi con ostentazione e mettendo in mostra la voglia di stare al mondo. Poi, ad un certo punto…
… ci si accorge che non ci piace più celebrare il passare del tempo, l’approssimarsi della fine (a prescindere più vicina dell’anno precedente), i soprusi degli inverni sul nostro fisico, l’illogicità di una decadenza inevitabile e non richiesta, la presa di coscienza che il meglio è passato e non potrà più tornare, l’inaccettabile consapevolezza che i sogni si sono trasformati in illusioni, il sentirsi fuori tempo massimo su qualcosa che non siamo mai riusciti ad afferrare, l’impronta indelebile che la rassegnazione lascia sulle nostre espressioni.
Ad aggravare la situazione, di cui abbiamo fornito una rappresentazione molto parziale, ci sono quelli che insistono a volerti festeggiare perché: il meglio deve ancora venire, il futuro riserva ancora grandi occasioni, non tornerebbero mai indietro, ora sono più maturiconsapevoliesperti, deprimersi non serve a nulla, la vita deve essere vissuta fino in fondo e altre molteplici ragioni accampate con irritante euforia.
Sappiamo che la quotidianità fornisce il palcoscenico allo spettacolo, ma inevitabilmente e convenzionalmente il giorno del compleanno si viene a trovare all’apice della progressione degli atti. Quindi è lì che sentiamo la maggiore necessità di agire.
Ricetta (somministrazione soprattutto, ma non solo, maschile):
Non c’è un unico modo per affrontare tale disagio, elenchiamo piuttosto una serie di rimedi che possono essere selezionati sia singolarmente che sommando, ma sconsigliamo vivamente di attuarli tutti:
- tagliare le vie di comunicazione, in tutte le sue forme che la tecnologia ci regala
- svegliarsi il più tardi possibile al mattino, in modo da accorciare la giornata
- non comunicare l’evento a chi non ne è già a conoscenza, limitando così gli attacchi ai fronti già aperti
- concedersi una bottiglia di pregio della bevanda alcolica preferita
- concedersi tutti quei cibi che, per dieta o salutismo, non ci si concede durante l’anno
- regalarsi un po’ di tempo con una donna a pagamento
- sbronzarsi come non ci fosse un domani, che ci sarà, ma passerà nella speranza di un sollievo, agognato e mai raggiunto, dalla sbornia
- richiamare una vecchia conoscenza per passare una serata, solo se si ha la certezza matematica che cederà alle nostre proposte indecenti
- lavorando nei giorni precedenti, far intuire un disagio straziante agli amici, con la fondata speranza che ti organizzino un’uscita con annesso regalo costoso, magari suggerito discretamente da voi stessi
- piazzarsi sul divano e, con l’aiuto di THC q.b., immaginarsi in un mondo migliore
- imbottirsi di sonniferi e far passare la giornata nell’oblio
- portare a termine una stagione di Fifa ad un livello bassissimo e con una squadra molto forte, in modo da vincerle praticamente tutte, esultando come un forsennato ad ogni gol
- ruttare il più possibile, aiutandosi con gli strumenti del mestiere
- noleggiare o scaricare un film porno lesbo, credeteci non conviene che in campo entrino attrezzi che ci sminuiscano
Esiste un’infinità di altri rimedi, che ognuno può ritagliare su se stesso, il consiglio che possiamo dare è: non ascoltate i consigli degli altri, sapete voi cosa vi farà girare di meno i coglioni.