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Fiori di Kant – Contro la depressione del compleanno

Fiori di Kant. Fino ad una certa età , variabile per ognuno di noi, il compleanno è un evento da festeggiare, ubriacandosi con ostentazione e mettendo in mostra la voglia di stare al mondo. Poi, ad un certo punto…

… ci si accorge che non ci piace più celebrare il passare del tempo, l’approssimarsi della fine (a prescindere più vicina dell’anno precedente), i soprusi degli inverni sul nostro fisico, l’illogicità di una decadenza inevitabile e non richiesta, la presa di coscienza che il meglio è passato e non potrà più tornare, l’inaccettabile consapevolezza che i sogni si sono trasformati in illusioni, il sentirsi fuori tempo massimo su qualcosa che non siamo mai riusciti ad afferrare, l’impronta indelebile che la rassegnazione lascia sulle nostre espressioni.
Ad aggravare la situazione, di cui abbiamo fornito una rappresentazione molto parziale, ci sono quelli che insistono a volerti festeggiare perché: il meglio deve ancora venire, il futuro riserva ancora grandi occasioni, non tornerebbero mai indietro, ora sono più maturiconsapevoliesperti, deprimersi non serve a nulla, la vita deve essere vissuta fino in fondo e altre molteplici ragioni accampate con irritante euforia.
Sappiamo che la quotidianità fornisce il palcoscenico allo spettacolo, ma inevitabilmente e convenzionalmente il giorno del compleanno si viene a trovare all’apice della progressione degli atti. Quindi è lì che sentiamo la maggiore necessità di agire.

Ricetta (somministrazione soprattutto, ma non solo, maschile):
Non c’è un unico modo per affrontare tale disagio, elenchiamo piuttosto una serie di rimedi che possono essere selezionati sia singolarmente che sommando, ma sconsigliamo vivamente di attuarli tutti:

Esiste un’infinità di altri rimedi, che ognuno può ritagliare su se stesso, il consiglio che possiamo dare è: non ascoltate i consigli degli altri, sapete voi cosa vi farà girare di meno i coglioni.

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