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Perché iniziare a praticare Yoga

Se avete deciso di provare, siete già sulla strada giusta. Ogni volta che racconto di essere un insegnante di yoga, la risposta è quasi sempre di due tipi: “Bello, mi piacerebbe farlo. Sono sempre stato tentato, ma non so se fa per me”, oppure “Ah, no.Rilassa troppo e poi, non arrivo a toccarmi le punte dei piedi con le mani”. Sappiate che non c’è nulla di più vero e nulla di più falso in entrambi i casi.

Partiamo dicendo subito che lo yoga è una disciplina, non uno sport, adatta a tutti. La possono praticare i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani e tutte le categorie varie e variegate di sedentari cronici e sportivi con la smania da performance, gli unici limiti che potremmo incontrare, riguardano importanti patologie o handicap fisici gravi, per il resto, tutti possono prendere un tappetino e iniziare a stare meglio.

Anche io, se tre anni fa mi avessero detto che avrei intrapreso questa professione, non ci avrei mai creduto.

Ho sempre pensato, erroneamente lo ammetto, che fosse quel genere di attività in cui si stava sdraiati troppo a lungo, dove il corpo non lavorava abbastanza e che avrei potuto considerarla solo in caso estremo, tipo l’eremitaggio in Tibet o uno stato di trance temporanea in una comunità hippie gestita da me su una spiaggia ad Ibiza.

Sbagliavo tantissimo.

Dovete sapere che il mio incontro con lo yoga è avvenuto in un periodo di grandi cambiamenti, uno di quelli in cui una notizia ti cambia la vita, dove ci sono scelte importanti da fare, prendere una nuova consapevolezza di se stessi e cercare di uscirne illesi. Un amico all’epoca mi propose di provare a fare una lezione, così, “tanto non ti costa nulla”, disse.

Cosa avevo da perdere? Al massimo avrei dato ragione a me stessa e sarei uscita tronfia dalla sala convalidando la mia idea di yoga=ginnastica per la terza età.

Ero tentata, ma non ci pensai. I giorni passavano, le cose accadevano e non avevo più il controllo di niente. Ero triste, stanca e non mi piaceva sentirmi sopraffatta dal corso degli eventi. Continuai a non pensarci fino a che un giorno facendo una ricerca su internet, per un gioco di parole, venne fuori il nome dell’accademia di cui oggi faccio parte. Una cosa che non sapete è che ballo da quando ho cinque anni, danza classica per la precisione; ecco, in quel periodo anche una grande passione come quella era passata non in secondo piano, direi più che altro in cantina, chiusa in una di quelle scatole che sai già che faranno muffa e forse avrai paura a riaprire per non fare i conti con una sconfitta.

Sentimentalismi a parte, il caso, il fato, il destino, l’allineamento dei pianeti e Saturno che per una volta non era contro, fecero si che decisi che quello era un segno.

Era IL SEGNO. Non poteva non esserlo. Quindi prenotai la mia prima lezione e mi presentai con un paio di leggings nuovi e lo scetticismo in borsa.

Da quel giorno non me ne sono più andata. Srotolo quotidianamente il mio tappetino, che sia per dieci minuti o due ore. Decido quando il corpo ha bisogno di una pausa e riprendo il giorno dopo, non sforzo nulla, non mi sforzo in niente, lascio che le cose avvengano naturalmente.

Lo yoga è strabiliante anche per questo: ti insegna ad avere pazienza.

È una perfetta metafora di vita, se oggi non arrivi toccarti le punte dei piedi, potrebbe darsi che ci arriverai con il tempo. Non serve farsi male o accorciare i tempi rischiando dei danni, il corpo sa perfettamente quello che è o non è ancora in grado di affrontare.

E la mente anche.

Dunque che voi abbiate quindici anni come sessanta, nulla vi rende la pratica impossibile, serve solo un adeguato allenamento e la voglia di perseguire degli obiettivi, qualunque essi siano. Fosse anche la rilassatezza dopo un’ora di pratica o la verticale sulla testa, se il risultato è positivo e ci fa stare bene, abbiamo trovato la chiave giusta per la serenità

E poi vi garantisco che il corpo lavora, eccome se lavora. Non avrete macchine a supportarvi, sarete voi e voi soltanto a farvi da peso e attrezzo, scoprirete di far lavorare muscoli che non pensate nemmeno di avere e i risultati arriveranno, così come la flessibilità e la forza nel non sentire più la fatica.

Potrebbe succedere che siate addirittura più felici, quindi perché non rischiare? La prossima settimana vedremo quali tipi di yoga esistono e come iniziare a praticare, intanto, se avete domande o richieste, scrivetemi.

Tra una asana e l’altra cercherò di approfondire le vostre curiosità.

Namastè.

Perché iniziare a praticare Yoga ultima modifica: 2018-06-12T15:44:20+00:00 da Clara

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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