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Start - Ligabue

Start – Ligabue

Start di Luciano Ligabue è un album riuscito, che forse non segna una rinascita dell’artista come molti hanno scritto, ma di sicuro un ritorno alle origini sincero, considerando anche l’esperienza maturata in questi anni dal rocker di Correggio.

Start di Ligabue

L’uscita di un disco di Ligabue è pur sempre una notizia, qualche volta per il bombardamento mediatico dell’unico cantautore rock italiano ad aver mantenuto il colpo, qualche volta perché, come in questo caso, da parlare ce n’è e così anche io voglio raccontarvi qualcosa di questo disco.

Uscito più in sordina rispetto ai precedenti album, Start si sta conquistando una bella visibilità tra social network e commentatori a vario titolo perché è un album che per sua natura deve far discutere. Blogger e semplici amanti della musica si sono scatenati a cercare la ragione di qualcosa che a molti sfugge: perché quest’album di Ligabue è bello?  E soprattutto si può dirlo senza vergogna?

Le ragioni sono molteplici. Ligabue è in evoluzione, ormai prossimo alla quota cento, Luciano ha smesso i panni del rocker che deve per forza essere contro e si è dedicato con più passione ai suoi grandi amori, riassumibili come: amicizia, amore, solidarietà e letteratura.

Un Ligabue meno patinato e più sereno, che dall’alto dei suoi numeri può permettersi anche di essere pacato e al di fuori della mischia mediatica. L’album precedente, forse il peggiore della carriera di Ligabue, Made in Italy aveva toccato il suo picco di incomprensibilità (per citare Checco Zalone) nel pezzo È venerdì. Una racconto mal riuscito che portava ad un ritornello inutilmente volgare che gridava sostanzialmente “Non mi rompete i coglioni”. Passo falso perché Ligabue non rappresenta più il medio. Ahimè per lui la media si è di molto abbassata e lui, per caratura e profondità, ormai risulta essere un Vate in un paese culturalmente alla deriva.

Le canzoni di Start

Così Ligabue è tornato a quello che sa fare: guardare il mondo e cercarci il bello, cercare dei valori che mettano in moto la voglia di esistere e far esistere gli altri.

Non è un caso che il singolo, Luci d’America, abbia un testo importante in cui l’uomo è al centro mentre guarda il mondo e i suoi fenomeni. Nessuno mi toglie dalla testa che quell’accostamento fra “le stelle sull’Africa, le luci dell’America” sia un bel modo di raccontare la geografia non solo come limes, ma soprattutto come movimento di uomini e vita.

Quello che mi fa la guerra è forse il pezzo più intenso del disco, anche il meglio riuscito probabilmente: è una riflessione importante di un uomo sincero che si osserva nel mezzo dello scorrere del tempo.

Luciano Ligabue

Non a caso come penultimo pezzo di Start troviamo Io in mezzo al mondo, un pezzo bello e fresco, al netto di qualche uduismo di troppo, che racconta un’esistenza passata ad interrogarsi e giocare col significato della parola altri.

Ma non c’è solo spazio per la politica, anche se quando c’è a me piace tanto, c’è anche l’amore e l’amicizia in mezzo, con bellissime canzoni quali Polvere di Stelle e Ancora Noi, meno accattivante ma un ottimo singolo Certe donne brillano. Mai dire mai e Il tempo davanti svelano il Ligabue più intimo e sincero, il Luciano di Ho messo via e Non è tempo per noi, insomma il grande songwriter che abbiamo sempre amato.

Le scelte musicali

Un’ultima considerazione, non da poco, è quella sulle scelte musicali compiute da Luciano Ligabue. Il cambio di produttore per un cantautore come Ligabue è difficilissimo, tra il rischio di trovare uno yes man e quello di incontrare un pazzo che voglia dimostrare cosa sa fare la scelta è ardua e va ponderata con grande attenzione.

La scelta questa volta è ricaduta su Federico Nardelli, produttore decisamente in voga in questo periodo, che ha saputo lavorare sul materiale fornitogli da Luciano Ligabue con freschezza ma, anche e soprattutto, con rispetto, senza strafare ma portando comunque buone idee.
I suoni sono compatti ma giovani, la voce di Ligabue non si nasconde, non diventa fragile ma prova anche cose nuove, senza però sembrare appiccicata addosso e non sincera.
Sicuramente un lavoro non facile quello di Nardelli, ma da ragazzo intelligente e discreto il produttore romano ha saputo valorizzare e rendere contemporaneo il suono di Ligabue senza travolgerlo e sconvolgerlo.

Start è un album riuscito, che forse non segna una rinascita di Ligabue come molti hanno scritto, ma di sicuro un ritorno alle origini sincero, considerando anche l’esperienza maturata in questi anni dal rocker di Correggio.

Start – Ligabue ultima modifica: 2019-03-14T10:00:55+02:00 da Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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