Dieta musicale: tre dischi per la vostra giornata a casa, te emozioni per scandire il giorno

Dieta musicale: tre dischi per la vostra giornata a casa, tre emozioni per scandire il giorno

Ormai le abbiamo dette tutte sull’isolamento impostoci e auto impostoci a causa del virus che sta correndo per la terra. Ma se c’è una cosa che dobbiamo salvaguardare prima di tutto è la nostra salute mentale, la nostra lucidità, e quindi ovviamente il nostro umore.

E cosa influisce di più sul nostro umore  della musica? Nulla, la risposta è semplice. Del resto anche il vino senza musica rischia di essere un semplice accelleratore. 
Schopenhauer diceva che la musica è l’arte più importante fra tutte, perché è quella che grazie alle sue vibrazioni tocca direttamente il corpo. Le sue onde fisiche arrivano addosso all’ascoltatore, non c’è filtro, non c’è interpretazione, e mi viene da dire, neanche cultura che tenga. Le onde arrivano.
E allora è importante in questi giorni tenersi su di morale con delle onde buone, delle onde che ispirino caldi e pensieri buoni.
Si potrebbero fare tante riflessioni anche su come deve essere registrata e ascoltata la musica per cambiarvi l’umore, ma cercherò di essere sintetico, vado al sodo.

Le canzoni del risveglio

La mattina è importantissimo ascoltare la musica giusta. Se sbagliate la mattina non vi togliete più l’emozione per tutto il giorno. Perciò attenzione. Evitare musica troppo veloce che spaventa il sistema cardiaco ed entra in collisione con l’assunzione di caffè. Amate il free jazz? Bene, ma non alla mattina.
Il consiglio per la mattina è uno, semplice: Kind of Blue di Miles Davis.
Questo album lo immagino come un percorso nell’evolversi della giornata. Il riff di tromba che sentite durante il primo minuto della prima traccia del disco si ripeterà in altri tre momenti del disco, circa a metà e verso la conclusione, come se appunto si ripetesse nel pomeriggio e alla sera. Ascoltandolo con attenzione (ma anche no) sentirete che la stessa frase di tromba cambiando contesto melodico induce emozioni differenti. Personalmente credo che la prima volta che sentirete il riff di tromba non riuscirete più a staccarvi da questo disco, considerato tra l’altro uno dei due o tre capolavori di Miles Davis, insieme sicuramente A Bitches of Brew album però decisamente meno conciliante con il risveglio.

Buone vibrazioni e pensieri nobili.

La musica del pomeriggio


Per il pomeriggio l’importante è scegliere musica curata ma non troppo impegnativa. Non potete spararvi i Ramones, perché non avrete modo di scaricare tutta quell’energia, perciò meglio non esagerare. Bene tutta la musica sensuale e leggermente lisergica, ma senza esagerare, meglio vibrazioni soul, reggae al massimo, no punk ma neanche classica che vi taglia la serata.
Personalmente consiglio Michael Kiwanuka con Home Again per tanti motivi. È un disco di qualche anno fa ma di un artista che potreste apprezzare questa estate in un bel festival all’aperto, perciò potrebbe essere un buon viatico per aspettare un momento sereno, che si spera arriverà a breve. Inoltre già dal titolo si capisce che il tema è intimo, da casa, ci sono belle scalate soul, tanto Marvin Gaye e atmosfere dolci e sospese. Un buon viatico per prepararsi per la cena.

La musica dell’aperitivo

A scelta ma con alcune indicazioni. Niente roba troppo romantica. Nel pomeriggio avete caricato perciò non esagerate. Bene tutto ciò che è leggero e divertente, il motto è: niente paranoia.

La musica del dopocena

Se scegliete di non guardare la tivù ma di leggere un libro è importante scegliere una colonna sonora appropriata. Se avete ascoltato jazz, rock, reggae o soul durante il giorno è arrivato il momento di passare alla classica. Ma attenzione, dietro l’angolo c’è l’errore.

Vanno bene Bach, di sicuro Satie, meglio Brahms che Beethoven, volentieri Poulenc, rischioso Mahler.Il mio consiglio è di sicuro I notturni di Chopin, una scelta forse non particolarmente originale ma di effetto sicuro. pensate che Chopin li scrisse quasi tutti da una mansarda poco illuminata dove trascorreva le sue poverissime giornate cercando il “suono”. Quel suono che cercherà disperatamente di trasmettere ai propri allievi. Quel suono che è sogno e romanticismo, quello che serve a tutti noi in questo momento per immaginare dei giorni migliori.
 

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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