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Game of Thrones (Il Trono di Spade) - Stagione 8 Episodio 1 - Recensione serie tv

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 8×01 – Serie tv

Attenzione! Prodotto ad alto contenuto di spoiler. La prima puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones (Il Trono di Spade) è interlocutoria, non accade nulla di fondamentale e i personaggi consolidano i loro caratteri.

Dopo tutta questa attesa ci rimane in mano una puntata in cui accade poco e nulla, diciamo interlocutoria, preparatoria: nessuna morte eccellente, nessuna rivelazione, nessuna follia. Per carità, ci potrebbe anche stare, ma gli episodi sono sei non settecento, se te ne bruci uno così le strade sono due: o hai preparato il terreno per il finimondo, o ti sei giocato un episodio.

La situazione di Jon Snow preoccupa

Abbiamo ampiamente parlato della sua tendenza a fare cazzate spinto da fervore alla Don Chisciotte, ormai sappiamo che ha l’indole del ragazzino che vede tutto bianco o nero e per questo è affetto da valutazioni impregnate di acne.

In questa puntata ha prima dovuto subire le critiche della gente del nord per essersi sottomesso ad una regina straniera, poi le pressioni dalla famiglia che gli ha ricordato che deve ricordarsi di loro, infine ha scoperto che la sua famiglia è quella dei Targaryen. Nasce come bastardo, diventa guardiano, lo eleggono re del nord, scopre di essere l’erede al trono ed è pure morto e risorto: in effetti continuano a togliergli punti di riferimento, è già tanto se non ha sbroccato mandando tutti a fanculo.

Sono preoccupato per quello che potrà partorire una mente tanto ingenua gettata nel fuoco di una pressione tanto grande, anche se in realtà il risultato è scontato: farà qualche stronzata che comprometterà la situazione.

In tutto ciò, quando Sam gli racconta di chi è figlio, discetta su corona da accaparrarsi o meno, mi chiedo se ancora non si sia reso conto di scoparsi sua zia o se in questo mondo farsela con i parenti prossimi non rappresenta proprio nessun problema.

Daenerys e una pazzia evidente

Non voglio farmi influenzare dai trascorsi nella sua famiglia, ma mi pare evidente che la Nata dalla tempesta covi in sé una pazzia montante. Lo si capisce quando guarda i suoi draghi volare, incutendo timore tra le persone, con sguardo dolce di madre e sorriso alla Hannibal. I draghi non sono più da tempo cifra stilistica, ormai alimentano un esibizionismo sfrenato, come una qualsiasi cantante pop alle prime armi. Io credo sia destinata a sbroccare in modo deflagrante, non che non si sia già dimostrata borderline.

Sul fatto che sia una regina illuminata ho sempre avuto i miei dubbi e anche oggi mi ha dato quel paio di conferme di passaggio. Quando dice a Jon di non piacere a Sansa, l’ingenuotto le risponde che pure lui da piccolo non le piaceva (che carino, tira fuori episodi della sua infanzia per ragguagliare la zia assente); Daenerys risponde che non gliene frega una fava che le sia amica, ma che deve obbedirle perché è la sua regina: quando si dice avere contezza delle situazioni e comportarsi di conseguenza, un carro armato sui sentimenti.

Quando comunica a Sam di avergli sterminato la famiglia perché non le si è sottomessa, non ha neppure accennato ad una scusa, ad un vago dispiacere, svelandosi una volta di più un’oltranzista dell’obbedienza. Nella storia queste persone non sono ricordate proprio come magnanime, cioè dicono tanto di Cersei, ma la differenza si stempera puntata dopo puntata.

Sam, ad un certo punto, chiede a Jon se Daenerys rinuncerebbe al trono come ha fatto lui: la risposta è no.

Cersei machiavellica

Cersei continua per la sua strada che, diciamocelo, è la via maestra del comando. Ingaggia Bronn per assassinare i due fratelli che francamente le hanno rotto i coglioni, due pesi inutili alla casata. Poi giace con lo zio Greyjoy, fatto che mi ha lasciato perplesso finché non si è capito che vuole disorientare sulla paternità del figlio che porta in grembo. Questo si chiama sacrificarsi per l’obiettivo, utilizzare il proprio corpo per ottenere il risultato. Se il trono si assegnasse ai punti ed io fossi a bordo ring tra i giurati glielo assegnerei a mani basse per ko tecnico di tutti gli altri.

Varie ed eventuali

Finalmente sono tornati i nudi, addirittura tre ragazze che ci mostrano le loro grazie. Ultimamente questo tipo di scene aveva latitato, che sia un segno di ravvedimento?

Bran bullizza Sam. Non so come altro definire l’atteggiamento del ragazzino verso il goffo e grassoccio secchione. Va a dire a Jon la verità, Sam giustamente gli risponde che lui è il fratello e dovrebbe dirglielo, Bran si mette a sottilizzare dicendo che non lo è. Ma che atteggiamento è? Sei un cazzo di saggio che vede tutto e sa tutto? Sei il corvo così strafatto da vedersi tre occhi? Allora vai a dirglielo!

Tra l’altro l’ultima scena vede protagonista Jaime che incontra proprio Bran; è come vedere un fantasma fatto di roba, i Ghostbusters, specialmente Bill Murray, ci sarebbero andati a nozze.

Infine due episodi autobiografici. Jon sul drago sembrava me quando Massimo mi ha portato sulla sua moto, una paura fottuta. L’unica differenze è che Jon, essendo un eroe, alla fine ne è uscito divertito, io sudato come un quattordicenne la cui professoressa figa di arte gli mostri un lembo infinitesimale di bocce chinandosi (allora gli episodi diventano tre): incapace di reagire.

Varys, ad un certo punto, sentenzia che i giovani non sanno che niente dura in eterno. Quest’estate a New York, un matematico italiano sentenziò più o meno allo stesso modo fuori da un locale: ogni amore è destinato a finire. La differenza sta tutta nel grado alcolemico dei due e in quello di chi li ha ascoltati, ma vi assicuro che l’autorevolezza è la stessa e non so dire se grande o infima.

Recensione della seconda puntata

Recensione della terza puntata

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 8×01 – Serie tv ultima modifica: 2019-04-15T23:30:46+02:00 da agafan

Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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