maratona programma d'allenamento

Maratona for dummies – Il programma d’allenamento

E insomma, eccoci qui, di nuovo, ad affrontare qualcosa che già in partenza sappiamo ci demolirà. Perché preparare una maratona non è affatto facile, in special modo se a cimentarsi nell’impresa sono due come noi, che lo sport fatto bene hanno finito di praticarlo negli anni 90. 

Ma tant’è, Agafan, cuore pulsante e in perenne stato tachicardico della redazione, come vi ha raccontato qui, durante un’evacuazione da sforzo ha deciso che il nostro prossimo obiettivo sarà sopravvivere a una gara (e relativa preparazione) tra le più massacranti che ci siano. 

Una decisione, quella di Agafan, che presume una logica contorta, eppure affascinante. Un po’ come se si pesasse 40 kg e si decidesse di giocare a rugby, un po’ come combattere l’eiaculazione precoce guardando un porno a mani legate prima di un appuntamento galante, un po’ come proteggere un bambino dalle brutture della vita nascondendolo sotto la tonaca di un prete. Insomma, la decisione di Agafan è stata spiazzante quanto sconclusionata, e solo per questo motivo l’ho accolta con il tipico entusiasmo che ha reso memorabili i più grandi errori della mia vita. 

Dato che dei due, lui è il cuore e io la testa, nei giorni seguenti la decisione mi sono buttato a capofitto nello studio intenso di un programma di allenamento che potesse supportare i nostri poveri corpi ad uno sforzo che quasi sicuramente li piegherà. Programma che ora andrò ad esporvi in tutta la sua geniale sfrontatezza.

Maratona for dummies – Il programma di allenamento

Pur definendoci vicendevolmente dei superuomini di stampo niciano, siamo pur sempre dei 40enni appesantiti, per cui ho deciso e imposto al mio sodale un programma d’allenamento utile solo ed esclusivamente a terminare una maratona, quindi zero obiettivi di tempo. L’idea, per ora, è solo quella di arrivare più o meno integri al traguardo, foss’anche la sera dopo.

Per arrivare a ciò la tabella d’allenamento prevede quattro step rigorosi. Il primo lungo circa un mese ci porterà a chiudere in maniera dignitosa (quindi di corsa, non camminando) la distanza di 10 km grazie a una serie di train lenti, in leggera progressione di durata. Il secondo, invece, ci porterà a dare una forma a questi primi 10 km, con tante corse lente intervallate da lavori di ripetute, fartlek e l’introduzione di step di corsa a passo leggermente più sostenuto.

Il terzo giro di boa, molto più articolato, ci dovrebbe portare a chiudere decentemente la distanza dei 21 km, anche in questo caso intervallando molti lenti a lavori di qualità. 

Il quarto e ultimo step, il più lungo di tutti, sarà il training vero e proprio sulla distanza dei 42 km: 12 settimane divise in gruppi di tre di lavoro intenso più una di scarico in cui alterneremo lenti progressivi fino a circa 36/38 km, sessioni di corsa a passo sostenuto, ripetute a scalare sulla lunga distanza e corse rigeneranti, utili a cementare i km nelle gambe. Le settimane si chiuderanno nei giorni di riposo con esercizi per il pingue core di Agafan, boxe e nuoto per me.

Insomma, detta così questo programma sembra una roba seria, tanto che è stato persino avallato da non meglio specificati conoscenti di Agafan che millantano partecipazioni a molteplici maratone.

Si tratta di un programma da pro. Per atleti veri. Per gente con un obiettivo scolpito sulla fronte e armi affilate per ottenerlo. Un programma certosino, che prende in considerazione ogni singolo aspetto della vita di un runner.

Un programma che, molto probabilmente, non ci meritiamo.

 

 

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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