Diario di Una maratona #17.2 – L’attesa della condanna è essa stessa condanna?

Sono giorni difficili per il coach più amato di questo sito. Dopo una lastra e un’ecografia, sono nell’attesa spasmodica del risultato della risonanza, unico esame che potrà certificare il danno al mio ginocchio. Ce la farò o non ce la farò a correre il 16 maggio?

Leggo il referto dell’eco, giusto per essere chiaro: “Presenza di una lacuna fluida anecogena dell’estensione di mm 14×3 in corrispondenza della regione meniscale esterna“. Cosa significa? Che quello che temevo è realtà: nessun problema tendineo, ma una probabile lesione al menisco. Quanto grave? Ancora non lo so, per avere una certezza bisognerà aspettare l’esito della risonanza. 

Detto questo, al netto delle bestemmie tirate in queste settimane, gli scenari che si aprono sono due:

  1. lesione leggera: decido di correre. In questo caso gli epiloghi possibili sono tre: 1) chiusura della gara affianco ad Agafan (meglio non credo sarà possibile fare); 2) conclusione della prova con un tempo paragonabile a quello dei 90enni folkloristici che si vedono a tutte le maratone più importanti; 3) abbandono della tenzone dopo 5 km di pura sofferenza (attualmente è il massimo che riesco a fare)
  2. Lesione seria: non posso correre. Va da sé che in questo caso, il 16 maggio, nel caso doveste passare presso l’idroscalo (potrebbe essere la sede definitiva della prova, ma vi confermeremo in seguito) potrete assistere alla seguente scena: Agafan tirato a lucido che prova ad affrontare la sua maratona e, un metro più indietro, il suo coach, a cavallo di una bici con un cestello di bottigliette d’acqua sul manubrio concentrato nel seguire e supportare con un misto di gioia e invidia il suo atleta verso il successo.

Detto ciò, è ovvio che se anche lesione seria dovesse realmente essere, nulla mi fermerà dal riprovarci. E se in questi anni ho imparato qualcosa da Agafan, questa è senza dubbio il gigantismo propositivo unito a un totale scollamento dalla realtà, per cui sappiate che grazie allo youtuber Fede Cupp il mio nome è già finito nelle liste di iscrizione della Maratona di Parigi in programma, covid permettendo, il prossimo 17 ottobre. Si accettano scommesse su quale parte del mio corpo cederà prima.

Photo by Andreas Haimerl on Unsplash

 

 

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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