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Mr Vertigo – Paul Auster

Mr Vertigo – Paul Auster

Mr. Vertigo di  Paul Auster è un viaggio lungo mezzo secolo per gli Stati Uniti, una mirabolante storia personale che si intreccia con la storia di un Paese. Il sogno del volo corre parallelo al sogno americano ed entrambi imparano a volare più bassi.

Mr Vertigo di Paul Auster

Negli anni ’20 a St Louis, Stati Uniti, Walt, un ragazzino allo sbando, incontra Maestro Yehudi, una figura a metà tra ciarlatano e santone, saggio e arruffone. Walt ha il dono del volo e Maestro Yehudi quello di tirar fuori il potenziale del ragazzino. Da qui parte l’avventurosa vita che lo stesso Walt ci racconta, un viaggio lungo mezzo secolo attraverso l’America. (Leggi altre recensioni)

Walt ci rende partecipi delle varie fasi della propria vita: l’addestramento in Kansas dove conosce Mamma Siuox, Esopo e Mrs Witherspoon; gli spettacoli come bambino prodigio; la fine della carriera e l’inizio di una vita più vicina a tutti gli altri mortali. Una lunga carrellata in cui le vicende personali si intrecciano con gli avvenimenti di quegli anni, uno spaccato di storia americana fa da sfondo ad un’esistenza che oscilla tra meraviglia e sopravvivenza. (Vai alle citazioni)

I sogni di gioventù

La capacità di volare del protagonista si blocca in adolescenza, o meglio potrebbe ancora volare ma solo a costo di sofferenze atroci. Viene fin troppo facile scorgere un richiamo ai sogni di gioventù che si infrangono contro la vita da adulti, l’impossibilità di inseguirli quando l’ancora della praticità ci costringe impantanati nella quotidianità.

In realtà Walt scopre, dopo tante peripezie e sofferenze, nella vita comune un conforto ed una serenità mai provati nell’ebbrezza del turbinio. Non a caso l’unica donna di cui si innamora veramente è Molly, conosciuta in fabbrica, con cui conduce un’esistenza anonima ma ricca di affetto sincero. Solo Molly gli permette di trovare pace dopo gli eventi rocamboleschi.

D’altronde lo stesso Maestro, una volta chiusa la carriera da bambino volante, auspica una vita comune per Walt, lo vuole vedere sistemato. Le ultime parole scritte dal narratore portano in questa direzione

In fondo, non credo che occorra un talento particolare per sollevarsi da terra e librarsi a mezz’aria. È qualcosa che tutti abbiamo dentro, uomini, donne, bambini, e se uno ha voglia di metterci tanto lavoro e concentrazione, non c’è essere umano che non potrebbero ripetere le gesta che io ho compiuto nei panni di Walt il Bambino Prodigio. Basta smettere di essere se stessi.

Un elogio della normalità a dispetto dell’eccezionale, la volontà di incoronare una dignità che si mantenga in qualunque quotidiano. Anche se volare significa liberarsi di se stessi, combattere sul campo di battaglia che ci offre la vita a prescindere dalla nostra indole. Si tratta di volare senza l’applauso del pubblico, per se stessi e per chi ci circonda.

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Il sogno americano

Parallelamente ai sogni di adolescente di Walt corre il sogno americano, un Paese tutto sommato ancora giovane. Per raggiungere il sogno gli Stati Uniti hanno dovuto soffrire: vedi la fine del popolo dell’indiana Mamma Sioux; o l’accanimento del  Ku Klux Klan su Esopo. Ma si pensi anche alla parentesi gangster in cui il protagonista è coinvolto.

Così come Walt si è dovuto sottoporre ad un addestramento durissimo da parte di Maestro Yehudi per riuscire a volare. Anche se poi Walt mette in dubbio l’utilità di quell’addestramento, parla di metodo antiquato del Maestro per raggiungere l’obiettivo, quando forse sarebbe bastata molta meno sofferenza per tagliare lo stesso traguardo.

Così gli Stati Uniti,  dopo tanto furore, approdano ad un sogno tutto sommato borghese: dopo tanto chiasso quello a cui si aspira è una vita dignitosa. L’America vivace, quella che per ottenere una vita mirabolante sprigionava forze potenti, non per forza positive, ricalibra infine il sogno, come Walt deve scendere dalla giostra impazzita per accorgersi che è sufficiente volare più basso, più rasente il terreno.

Mrs Witherspoon, donna inquieta e vivace, dopo tanto agitarsi e sbraitare, approda allo stesso molo: ritorna in Kansas da dove è partita e fa affari più limitati, non più investimenti rischiosi in borsa e con il petrolio, ma una catena di lavanderie. Si tratta di un’attività remunerativa, anche se permette una vita meno sgargiante, ma più legata alla realtà che la circonda.

Personaggi e scrittura

Il racconto va via che è un piacere, Paul Auster consegna le chiavi della narrazione allo stesso Walt e così può regalare una scrittura che riprende molto dal parlato, dato che Walt non è proprio un letterato. Questo dona una vivace semplicità al testo che, per altro, è molto incalzante e lascia poco spazio alle pause.

I personaggi, sia principali che secondari, sono delineati in maniera tale da assumere personalità, anche se alla fine si trovano un po’ tutti ad incarnare stereotipi americani. Così come le vicende ricalcano orme già viste: il giocatore di baseball e le sue paturnie, i gangster, lo zio criminale mezza tacca. Ma Auster è bravo a prendere materiale non originale e ricamarci attorno. Anche perché narrare un’America stereotipata, per certi versi, ti permette di narrare davvero l’America.

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Mr Vertigo – Paul Auster ultima modifica: 2018-09-24T09:00:51+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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