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Star Wars: Gli ultimi Jedi, aperture verso il futuro

Star Wars: Gli ultimi Jedi, l’episodio VIII del vecchio Guerre Stellari, convince. Non è perfetto, ma non lo erano nemmeno gli originali, chi sostiene il contrario si è giocato la lucidità in modo permanente. D’altronde non è la perfezione che affascina, mentre le novità che lascia intravvedere questo episodio potrebbero farlo.

Discutibile senilità

Il dubbio ogni tanto mi viene e un po’ mi turba: se questi andranno avanti ad oltranza io li seguirò fino alla fine dei miei giorni? A settant’anni andrò ancora al cinema a vedere l’episodio XLV? Che poi fa parte della stessa famiglia di dubbi che mi sovviene con il passare dell’età: fino a quando mi sbronzerò? Fino a quando farò tardi la sera credendo di non sprecare il giorno successivo? Fino a quando mi offenderò quando i giovincelli mi danno del lei? Fino a quando taglierò i peli bianchi della barba che si annidano sulla parte destra del mento? Come sempre mi accade non ho le risposte, ma di certo posso dire che ad oggi la passione per Star Wars – Guerre Stellari non mi è diminuita nemmeno di un grammo.

Proverò a trascrivere alcune considerazioni dopo aver visto il film al cinema. Non tento nemmeno di accennare un mio giudizio sul film, perché non avrebbe senso, sarebbe come giudicare propria moglie: ne riconosciamo i difetti ma ce la siamo scelta, magari proprio per via di quei difetti.

Kylo Ren, cattivissimo lui

Già nel precedente episodio saltava all’occhio come questo cattivo non facesse paura nemmeno ad un bambino con la sindrome degli uomini mascherati. Sia ben chiaro che è molto apprezzabile il conflitto che alberga nel personaggio, la lotta tra oscurità e luce dona profondità a Kylo Ren e alla storia. Di certo è preferibile ad una spaccatura manichea del mondo, le ragioni delle scelte si fanno così più complesse, sofferte e non per forza irrimediabili. Quindi non è da tutto ciò che deriva la mancata credibilità di questo cattivo.
Partiamo da un presupposto: se cerchi un attore per il ruolo di cattivo, soprattutto in un film del genere, dovresti prefiggerti come primo criterio il physique du rôle; non per una questione lombrosiana, ci mancherebbe, ma si tratta di finzione e devi tentare di essere efficace presso il pubblico. Non mi sento nemmeno di imputare grandi demeriti alla recitazione di Adam Driver, semplicemente Madre Natura non lo ha dotato di una faccia adattabile alla circostanza.
Se poi costruisci il personaggio in modo che i suoi turbamenti si manifestino come i capricci di un bambino isterico, se lo fai perculare anche dal generale delle truppe, se non gli fai avere la meglio in un combattimento che sia uno, se di fronte al proprio maestro ha l’atteggiamento dello scolaro che teme di essere interrogato, se le sue sfuriate vengono evitate dai soldati semplici con lo stesso atteggiamento di quando la propria ragazza è mestruata: beh di certo non lo aiuti.
Riguardo al prossimo film posso già dirvi che mancherà un cattivo credibile, a meno che non se ne inventino qualcuno, andando però a sminuire ulteriormente il giovane Solo.

Luke Skywalker, il tramonto di un’eroe

Il buon vecchio Luke si è chiuso in un ritiro disilluso, ha deciso di farsi da parte tra rimpianti per i propri errori e paura del futuro. La leggenda vivente è piena di dubbi sia su se stesso sia sui jedi, un po’ come Yoda ai suoi tempi ma con qualche scheletro in più nell’anima. Alla fine Luke è sempre stato il più vulnerabile dei protagonisti e la maturità conferma quanto scorto in gioventù: una vita vissuta come in un bordello in cui alloggia vostra madre che non sapete qual è.
Mi è piaciuto questo Luke Skywalker che ha smarrito la via dell’eroismo e ritrova coraggio solo in un nuovo confronto con il suo maestro che, invece di richiamarsi a insegnamenti tradizionali, lo incita a guardare verso un altrove ancora da disegnare. Non abbiamo più a che fare con jedi arroganti e saputelli come nei primi tre capitoli (cronologia degli eventi intendendo), né con le leggende de capitoli originali, bensì con uomini che devono imparare a gestire una Forza che non appartiene a loro ma è di tutti e in tutti. Sarà che tra le mie debolezze c’è di amare le debolezze dei personaggi che mi propongono, o sarà che non ci sono più i jedi di una volta.

Chiudere con il passato

Risulta chiaro che si stanno chiudendo i conti con il glorioso passato per apparecchiare un presente e un futuro in cui essere coinvolti senza ancorarsi ai bei tempi andati. Kylo Ren lo dichiara apertamente, più chiaramente di così non avrebbero potuto dircelo.
Questo episodio è stato accusato di essere poco ortodosso, di non aver calcato il solco già tracciato. Francamente direi che ci sta, quanto ancora volete appisolarvi con la coperta di Linus? Mi pare sia giusto rischiare, levare l’ancora, soprattutto se il risultato è buono. La deriva è sempre dietro l’angolo quando prendi il mare aperto, ma le nuove sponde si avvicinano ogni volta che sopravvivi ad una tempesta. D’altronde ad andare a toccare certi discorsi sacri rischi di pestare merda anche dove hanno solo pisciato. Insomma dovreste imparare la lezione che Yoda e Luke portano avanti in questo film, altrimenti vi contraddite cercando di ancorarvi ai vostri vecchi eroi senza seguirli sulla nuova via.

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Rey, una credibilità in bilico

Il passato di sta ragazza non convince, è chiaro che quanto viene detto ad un certo punto non è la verità. Se così non fosse, ciò che ancora potrebbe avere una spiegazione perderebbe frecce importanti nella faretra. Cosa? Per esempio come faccia una qualunque ad essere così abile con la spada e il potere jedi. Non mettiamo in dubbio che la Forza scorra potente in questa ragazza, però, non solo non riceve un addestramento importante, proprio non ne riceve uno data la ritrosia di Luke. Anche se alcuni discorsi del vecchio jedi sembrano profilare una democratizzazione della Forza, già di per sé difficile da gestire, possibile che Rey combatta con maestria e sollevi cose come fosse una veterana? Anche se poi ci diranno che è una superjedi, l’eletta, un minimo di addestramento non le dovrebbe servire? Pure Neo ha avuto bisogno di un periodo di addestramento e parliamo di un mondo nemmeno esistente.
Contro Kylo Ren ha sempre la meglio, ma il ragazzo non era così potente da spaventare Luke? Rey combatte meglio di lui, ha poteri che sanno contrastarlo, è pure più elegante ed agile con la spada. Certo che se è tutto dovuto ad un dono di natura, ad una eredità genetica, insomma ad una dote insita, Kylo Ren dovrebbe solo andare a rinchiudersi in una bettola, ubriacarsi e ricordare i bei tempi andati.
Per il resto rimane un’eroina valida, con la sua ingenua fiducia e i normali dubbi. Non è particolarmente simpatica, ma tutto sommato non serve un gran che in guerra la simpatia.

 

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Star Wars: Gli ultimi Jedi, aperture verso il futuro
ultima modifica: 2017-12-21T13:34:36+00:00
da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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