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Rogue One, la via laterale della Forza

Questo Rogue One si trascinava dietro dubbi e preconcetti difficili da sciogliere. Eppure ce l’ha fatta, si è rivelata una sorpresa piacevole e ha saputo inserirsi nella prossima maratona. Perderselo sarebbe stupido, non perderete il filo per questo ma l’occasione di una preziosa gita fuori porta sì, una di quelle gite che trovano il senso in se stesse per poi incastonarsi nel quadro più generale dei ricordi.

Eccolo qui l’episodio laterale di Star Wars. Meno atteso del nuovo episodio vero e proprio dell’anno scorso e più a rischio critica poiché non appartenente al filone originale, o forse meno a rischio proprio perché non ha un’ufficialità da onorare. In pratica non sapevo cosa aspettarmi, non riuscivo a capire se lo consideravo per principio un’esagerazione, un desiderio di lucro esasperato o davvero un’occasione per non dover attendere troppo, per abbeverarmi ogni anno alla pura fonte della Forza. Solo una cosa era sicura: sarei andato a vederlo al cinema, nessun tradimento è contemplato dalla mia cieca fede, il solo pensarlo mi renderebbe pazzo.

Bene, qual è stato il risultato di questo mio cieco credere, del mio inattaccabile desiderio di farmi abbindolare con il sorriso sulle labbra e la pelle d’oca? Che, porca miseria, ho fatto bene, non avrei mai e poi mai potuto per nessuna ragione di questo o altro mondo perdermelo. Rogue one è un film dotato di tutti i crismi per rimanere nella memoria, per incastonarsi in una ennesima futura maratona tra l’episodio III e l’episodio IV.
Si tratta di un film che può avanzare pretese di autonomia, infatti può essere visto anche separatamente da tutto il resto, anche se andrebbero persi tutti i riferimenti e i rimandi, oltre al fatto che scegliere di vedere questo senza gustarsi tutto il resto sarebbe una scelta in odore di pazzia. Dunque partiamo dal presupposto che siate persone dotate di senno e sappiate di cosa stiamo parlando. Ma se siete così a portata di senno l’avrete già visto, la Forza ha già conquistato i vostri cuori e vi ha condotto verso l’unica via possibile: il cinema (o la copia pirata).

C’è una protagonista femminile cazzuta come tutte le protagoniste femminili della saga, un manipolo di improbabili eroi, un protagonista maschile bello deciso ma con sani e istintivi dubbi, un drone finalmente alto e forte (né effeminato né scricciolo incomprensibile). C’è una ribellione combattuta tra la lotta ad oltranza e la resa per manifesta impotenza, sfumature tra il bene assoluto e il male certo, scelte da prendere e da riconsiderare, la popolazione che vive nonostante una guerra galattica tutta intorno, sofferenze che risparmiano pochi. Ci sono anche comparse di vecchia conoscenza ma centellinate, un finale poco frequentato dalle favole, la solita ironia e le solite battaglie a terra e per cieli.

Insomma questo Rogue One è quello che ci hanno promesso, un episodio che si può saltare senza perdere nulla del filone principale ma che non ha senso lasciare per strada. È supportato da una storia che trova una propria conclusione, anche se naturalmente si inserisce all’interno della vicenda principale, ci dona nuovi personaggi da ricordare, ci regala nuove azioni coraggiose e nuovi eroi loro malgrado, nuove paure affrontate per volontà o circostanze. E la Forza se ne sta da parte, agendo naturalmente per vie sotterranee, ma lasciando il palcoscenico agli esseri viventi pensanti, sudati e incerti.
Ma insomma, io la chiuderei qua, raccontare oltre questo nuovo mezzo capitolo non ha senso, non scoverete un solo motivo per non aprire questa porta laterale ed entrare in questa stanza discreta e preziosa come solo ciò che non è fondamentale sa essere, dove seguirete questo filo sbilenco che vi riporterà al punto di partenza che non sarà più identico a se stesso.

Valutazioni emotive:
Felicità 56%
Tristezza 74%
Profondità 45%
Appagamento 91%
Indice metatemporale 99%

Voto99%
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Summary:

Rogue One, la via laterale della Forza ultima modifica: 2017-01-01T14:34:39+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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