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Perché la Terra sotto i piedi di Daniele Silvestri è un gran disco

Ogni volta che esce un disco di Daniele Silvestri ci si chiede dove sia andato a parare il cantautore romano. La domanda del resto, come si sarebbe detto qualche anno fa, sorge spontanea per ragioni molto semplici. Daniele Silvestri nella sua produzione è sempre stato funambolico, andando ad occuparsi di temi importanti come il suicidio in carcere, la biografia del Che Guevara o la nascita di una repubblica del tranello, eppure, accanto a questo impegno, anche tante canzone d’amore, alcune struggenti e passionali, altre decisamente pop e spumeggianti.

Insomma una carriera in cui il Silvestri si è sempre dimostrato diverso da se stesso, cambiando pelle, temi e suoni. Dal rock, al crossover, dalla canzone tormentone, fino al swing, passando per rap ed elettronica. Tanti abiti per un unico artista capace di raccontare l’intimo e il pubblico di un uomo sincero e con uno sguardo sul mondo.

Ed è proprio lo sguardo sul mondo forse la cosa più interessante che emerge dall’ascolto del nuovo disco di Daniele Silvestri, La terra sotto i piedi.

Uscito a tre anni di distanza dal precedente album, l’ultima fatica in studio di Silvestri lascia pochi dubbi sul lavoro svolto nel lasso di tempo trascorso prima di pubblicare nuovamente.

Un disco decisamente diverso ed affascinante La terra sotto i piedi che si staglia con grande intenzione dal panorama contemporaneo.

L’impressione davvero forte è di un cantautore che ha raggiunto una maturità e una profondità che gli permette di essere sincero fino al midollo senza paura di cadere dal filo del funambolo.

La terra sotto i piedi è stato anticipato da Argento vivo, pezzo che abbiamo avuto modo di apprezzare al Festival di Sanremo quest’anno. Già da questa canzone potremmo tracciare un bilancio interessante del nuovo Daniele Silvestri, la canzone presentata al Festival della canzone italiana complice anche grazie alla collaborazione dei Calibro 34 e quindi di Enrico Gabrielli, suona   Come uno splendido incrocio di rock, rap e melodia a cui partecipano intollerante Manuel Agnelli e Rancore. Sul testo di Argento vivo, premiato anche a Sanremo, pochi sono i dubbi: preciso, millimetrico, profondo e ispirato ad un tema su cui era difficile esprimersi senza una buona dose di sensibilità e riflessione.

Del resto il tema della sensibilità ai più piccoli particolari è un filo rosso che unisce tutte le liriche di questo prezioso album.

In ordine di apparizione troviamo nella tracklist di La terra sotto i piedi Qualcosa cambia, pezzo centrale per capire il disco. Il testo della prima traccia è meravigliosamente riflessivo ma anche confortante, di sicuro compare la necessità di fare i conti con quello che si è sognato e quello che si è riusciti ad afferrare.

“Ricordati dei giorni più difficili/ Fanne tesoro e poi/ Fanne coriandoli e ridi/Lanciandoli/ Ritorneranno come è logico gli ostacoli/ Saranno altissimi, inamovibili

Ancora in Qualcosa cambia troviamo la disillusione politica ma anche la volontà di affermare qualcosa di nuovo, con dei precisi riferimenti alla cronaca quotidiana.

Una musica nuova/ Una strada pulita/ L’Europa sognata/ La Siria guarita / Un popolo onesto/ Le navi nei porti/ La scuola diffusa/ I processi più corti/ Una generazione che corregga la rotta/ La fiducia che torna/ La speranza risorta/ La lingua dei segni/ Spiegata ai bambini/ Noi due che riusciamo davvero a restare vicini/ Qualcosa cambia

Qualcosa Cambia non è l’unica perla di questo album come si sarà intuito dalle parole precedenti, ma per chiarezza dobbiamo citare alcuni brani che spiccano tra le 14 track. Anche qui, un’artista che pubblica 14 brani, con pezzi anche di “6 minuti, vuol dire che è un’artista libero e con un bisogno di raccontare che super qualunque legge del marketing.

Tra le perle appunto citiamo La cosa giusta, Prima che, La vita splendida del capitano (dedicata a Totti?), Rame e Il principe di fango.

Non mancano però attorno a tanti momenti romantici e poetici due momenti di vero e proprio dissing, fatti però alla Silvestri, con intelligenza e acutezza.

Complimenti ignoranti e Blitz gerontoiatrico sono infatti due pezzi dedicati ai fans e ai trapper in cui possiamo goderci per un Silvestri piccante ed ironico davvero gustoso.

La terra sotto i piedi, è un disco completo ed importante che si candida ad essere uno dei più belli della carriera di Silvestri.

Ascoltalo qui:


Perché la Terra sotto i piedi di Daniele Silvestri è un gran disco ultima modifica: 2019-06-11T16:27:35+02:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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