Sentirsi vivi. La natura soggettiva della coscienza - Christof Koch

Sentirsi vivi. La natura soggettiva della coscienza – Christof Koch

Sentirsi vivi. La natura soggettiva della coscienza di Christof Koch si lancia alla ricerca della coscienza con una convinzione ben precisa: la Teoria dell’Informazione Integrata è la strada da percorrere, quantomeno quella attualmente più promettente. L’autore dunque fa sua la teoria e si prodiga nello spiegarla, difenderla e trarne alcune conseguenze.

Sentirsi vivi. La natura soggettiva della coscienza di Christof Koch

Alla ricerca della coscienza Christof Koch si lancia con una convinzione ben precisa: la Teoria dell’Informazione Integrata è la strada da percorrere, quantomeno quella attualmente più promettente. L’autore dunque fa sua la teoria e si prodiga nello spiegarla, difenderla e trarne alcune conseguenze.

Rimanendo tutt’oggi un mistero, lasciarsi convincere da una teoria sulla coscienza è quasi una dichiarazione sulla propria personalità, almeno per chi si accosta alla questione da profano. Come altre teorie, quella portata avanti da Koch ha punti di forza e criticità, dal mio punto di vista amatoriale sa emanare un certo fascino.

Gli elementi che me la rendono attraente sono due. Il fatto che arrivi a individuare nel sistema di informazione integrato la coscienza in sé e non il meccanismo che la produce, riducendo così i passaggi, eliminando nelle intenzioni quel salto inspiegabile tra mentale e fisico. E l’autoreferenzialità in cui viene a trovarsi il sistema cosciente, a pensarci forse il vero elemento caratterizzante la coscienza: un circuito chiuso in se stesso.

La coscienza è autoreferenziale

In sintesi, qualsiasi esperienza cosciente possiede cinque proprietà distinte e innegabili: ognuna esiste di per sé, è strutturata, informativa, integrata e definita. Queste sono le cinque caratteristiche fondamentale di ogni esperienza cosciente, sia essa comune o eccelsa, dolorosa o orgiastica.

Come tutte le teorie scientifiche che devono rendere conto di una dote umana tenuta in alta considerazione, quella di Koch è costretta a riportare a terra i voli troppo pindarici. Lo fa recintando l’esperienza cosciente all’interno di caratteristiche determinate e ineludibili: ogni esperienza cosciente esiste di per sé, è strutturata, informativa, integrata e definita. Tutto ciò che non rispecchia queste caratteristiche non arriva ad essere cosciente.

Sentirsi vivi

Fondamentale, naturalmente, il supporto fisico che permette alle esperienze di potersi dire coscienti. La Teoria dell’Informazione Integrata non solo individua il meccanismo da cui nel nostro cervello, anzi in una parte del nostro cervello, scaturisce la coscienza, ci dice che proprio quel meccanismo costituisce la coscienza, non è una trama di neuroni che sfocia in coscienza, bensì è la coscienza.

Secondo la teoria dell’informazione integrata (IIT), la coscienza è determinata dalle proprietà causali di qualsiasi sistema fisico che agisca su se stesso. Cioè, la coscienza è una proprietà fondamentale di qualsiasi cosa abbia un potere di causa-effetto su se stessa.

Ed ecco il momento che più trovo stimolante di questa teoria: l’autoreferenzialità del sistema da cui scaturisce un elemento autoreferenziale in massimo grado come la coscienza. Un sistema che arriva ad avere una catena di causa ed effetto all’interno dei propri elementi in grado di costituire un Intero irriducibile ai propri elementi. L’Intero è la struttura minima che arriva ad essere cosciente, è impossibile parlare di coscienza al di fuori di quell’Intero costituitosi: i suoi elementi non sono coscienti.

Piuttosto, IIT afferma che qualsiasi esperienza è identica all’interazione irriducibile e causale del meccanismo fisico interdipendente, che costituisce l’intero. È una relazione di identità: ogni aspetto di qualsiasi esperienza corrisponde pienamente alla relativa struttura di causa-effetto massimamente irriducibile, senza che nulla rimanga da entrambi i lati.

Al di là della mia incapacità, per mancanza di mezzi, di illustrare decentemente questa teoria, vi invito a notare l’eleganza di una soluzione che riporta sul piano fisico una caratteristica fondamentale, anche se non simpatica, della coscienza.

Intelligenza (artificiale) e coscienza

La coscienza non è un algoritmo intelligente. Il suo cuore pulsante è il potere causale stesso, non il calcolo. E qui sta il problema: il potere causale, la capacità di influenzare se stessi o gli altri, non può essere simulato. Né ora, né in futuro. Questa capacità deve essere integrata nella fisica del sistema.

Una parte molto intrigante delle teorie sulla coscienza riguarda le conseguenze che se ne devono trarre. In questo caso la conseguenza più stimolante riguarda il rapporto con l’intelligenza artificiale. Koch nega la possibilità di creare un’intelligenza artificiale che arrivi ad essere cosciente.

Un elemento fondamentale è la divisione tra coscienza ed intelligenza. Sono elementi che possono viaggiare in parallelo senza incrociarsi mai. La capacità di agire nel mondo, anche in modo brillante, anche più brillante dell’essere umano, non comporta necessariamente la coscienza. Così come l’incapacità di agire nel mondo non è per forza accompagnata dall’incapacità di viverlo, questione di una delicatezza estrema.

La capacità, da parte dell’uomo, di creare sistemi intelligenti non si riversa nella possibilità di produrre o simulare sistemi coscienti. Il circuito che agisce su se stesso tramite la causalità e costituente l’Intero cosciente non riesce ad essere supportato dalle ricostruzioni umane, perché non può essere replicata l’assoluta autoreferenzialità del sistema.

Su questo punto l’autore è netto ma, ad un certo punto, si trova a dover ammettere che l’impossibilità riguarda le tecnologie e conoscenze attuali, non può essere escluso in maniera categorica che in un futuro le cose cambino.

Oltre a consigliare questo libro, lasciamo altri interessanti titoli su questo argomento:

Ripensare la coscienza. Una teoria scientifica dell’esperienza soggettiva – Michael Steven Anthony Graziano

Il codice del tempo. Cervello, mente e coscienza – Georg Northoff

La coscienza è un istinto. Il legame misterioso tra il cervello e la mente – Michael S. Gazzaniga

Lunga storia di noi stessi. Come il cervello è diventato cosciente – Joseph Ledoux

Specchi nel cervello. Come comprendiamo gli altri dall’interno – Giacomo Rizzolatti, Corrado Sinigaglia

Christof Koch – Sentirsi vivi. La natura soggettiva della coscienzaRaffaello Cortina Editore
Traduzione: Angelica Kaufmann

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Su Agafan

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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