Coma_Cose Nostralgia

Nostralgia è il nuovo album dei Coma_Cose, album alquanto spiazzante visto il percorso degli ultimi anni della duo del ticinese. Dalla genialità di singoli come Jugoslavia di acqua nei ponti ne è passata tanta, tra hit, trovate, qualche pezzo un po’ ripetitivo, ma soprattutto tanto divertimento sia da parte del pubblico che della band.

Incarnando la parte più aliena della Milano da bere i Coma_Cose si sono distinti da subito per l’immediatezza della loro musica, pur conservando un gusto spassoso per le rime e i giochi di parole. Ma se per molti artisti italiani i giochi di parole sono sempre stati un tentativo di lanciare messaggi tra le righe, nei testi dei Coma Cose i rimandi sempre ironici svelano più schiettamente un’intelligenza nello sguardo che si nasconde dietro il ghigno.

Fiamme negli occhi presentata a Sanremo ha ufficialmente lanciato dal palco più importante d’Italia il nuovo lavoro dei Coma_Cose, aprendo di fatto ad un nuovo corso come più volte dichiarato dalla coppia. Il brano sanremese ha in effetti spiazzato il vecchio pubblico della band, riuscendo però a sfondare di sicuro nei cuori di chi ancora non li conosceva.

Brano apparentemente semplice e melodico, Fiamme negli occhi di fatto apre su mondi molto diversi che riescono ad inserirsi perfettamente su una canzone d’amore diretta e poetica rivolta di certo ad una grande platea. Usciti un po’ dall’effetto Radio Deejay, Come_Cose si lanciano verso mondi più ampi, più profondi, più ricercati.

La stessa hit sanremese infatti ricalca un sound figlio del dream pop degli anni novanta, con una linea di basso saturato che ricorda addirittura i My Bloody Valentine. Certo le voci sono pulite e in primo piano, ma ascoltate tutta la sezione ritmica per capire la ricercatezza sonora con cui il duo ha deciso di sfidare-sedurre le regole del grande showbiz.

E con questa introduzione possiamo scendere tra le viscere di Nostralgia, un album difficile da liquidare con una sola opinione anche dopo tanti ascolti.

In molte interviste California e Fausto Lama hanno infatti dichiarato di aver scelto strade diverse da quelle precedentemente intraprese, allontanandosi dall’indie pop per ritrovarsi più sui solchi del cantautorato anche se in una versione decisamente riveduta in chiave moderna.

Tra le tracce che scorrono si sentono tante influenze e molte intuizioni. Diciamolo subito: non tutte riuscite, ma quasi tutte gradite e originali.

Per esempio nel brano che apre l’album Mille tempeste (forse il meno convincente) si sente la scuola milanese anni novanta sia nel testo che nell’arrangiamento, la base quasi trip hop rimane fredda e ipnotica mentre le voci si sfidano in finezza.

La canzone dei lupi conquista sin dalle prime note per la ricerca della melodia che sfiora in alcuni momenti la stonatura, pezzo che però incredibilmente riesce a ricordare il grande cantautorato italiano. Molto bello il testo intriso di malinconia. Discoteche abbandonate (speriamo si capisca il complimento) potrebbe essere un pezzo scritto da Alan Sorrenti oggi con un arrangiamento davvero suggestivo e coinvolgente. Anche in questo episodio di Nostralgia la cifra stilistica sono ovviamente la freddezza e la malinconia. 

Atmosfere che cambiano come già anticipato (anche se non tantissimo) per Fiamme negli occhi, brano che si staglia dalle atmosfere costipate degli altri brani. 

Spiazza piacevolmente e fa gridare al pezzone Novantasei, canzone con un’attitudine punk rock che riserva un ritornello esagerato, pieno di amore e passione. La nostalgia non manca neanche in Novantasei, ma qui diventa quasi una benzina che fa carburare un cuore romantico e spensierato. 

Zombie al Carrefour che chiude l’album è un brano difficile da identificare con la sospensione tra canzone d’amore e hit radiofonico, ma colpisce subito al primo ascolto. 

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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