Alice nel paese delle meraviglie - Lewis Carroll e Valeria Docampo

Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carroll e Valeria Docampo

In Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e Valeria Docampo l’apparato verbale non ha subito alcun stravolgimento, a differenza della parte iconica. Il testo, infatti, è accompagnato da pittoresche e importanti illustrazioni che guidano il lettore nel paese delle meraviglie.

Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e Valeria Docampo

È vero, quando si parla di letteratura è decisamente complicato stabilire cosa sia un “classico” e cosa no e, come ci insegna Italo Calvino, ci sono diversi modi per definirlo; uno di questi ci ricorda che: «un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire»[1]. Forse è proprio per questo che è importante riproporre nel tempo alcuni libri, o per meglio dire classici della letteratura per l’infanzia, in modo che possano continuare a dire qualcosa al lettore.

Bisogna ammettere però che metter mano a un classico della letteratura impresso nella mente e nel cuore di molti lettori è un’impresa assai rischiosa che, a volte, viene accolta da artisti abili e talentuosi che non si lasciano intimorire ma anzi si mettono in gioco. Un esempio è rappresentato da Valeria Docampo, celebre illustratrice, che ha accolto egregiamente la sfida di illustrare questo testo, riproponendo in una nuova veste l’opera scritta da Lewis Carroll nel 1865. Questa giovane edizione si deve alla casa editrice Terre di mezzo che, nel 2020, ha riacceso i riflettori su questo testo intramontabile e sulla storia della bambina letteraria per eccellenza.

Alice è una protagonista ordinaria in un mondo straordinario che, grazie alla sua estrema curiosità e tenacia, scopre un mondo meraviglioso e inaspettato: il sottomondo. La fanciulla esplora un luogo fantastico in cui sia il tempo sia lo spazio sono sovvertiti e in cui perde tutte le proprie certezze.

“E chi saresti tu?”
Un avvio di conversazione tutt’altro che incoraggiante. “Io sono…” rispose Alice timida timida. “Io sono… Non lo so nemmeno io, signore, ora come ora… O meglio, sapevo bene chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma sono cambiata così tante volte da allora.”
[2]

La trama ruota attorno alla “ricerca dell’identità” da parte della piccola protagonista attraverso un viaggio: «il viaggio, tòpos di ogni narrazione e metafora dell’esistenza umana, conduce il protagonista ad una revisione radicale della propria identità, delle proprie certezze»[3]. La figura di Alice attrae il lettore in quanto si mostra capace «di sottrarsi alle regole del gioco del mondo adulto, di passare dall’altra parte dello specchio e del sistema dei ruoli, facendo affiorare attraverso il non sense un nuovo linguaggio, ironico rovesciamento delle regole della cultura ufficiale»[4].

Come detto in precedenza, questo classico in quanto tale rientra, senza ombra di dubbio, in quella categoria a cui appartengono i “libri intoccabili“: per questo motivo l’apparato verbale non ha subito alcun stravolgimento, a differenza della parte iconica. Il testo, infatti, è accompagnato da pittoresche e importanti illustrazioni che guidano il lettore nel paese delle meraviglie.

Spunti didattici:

Quando si parla di bambine straordinarie non si può non citare Alice, colei che costituisce il primo vero approdo femminista se si considera la letteratura per l’infanzia. La lettura del libro è consigliata a partire dai nove anni a bambine e bambini, donne e uomini, in quanto questa storia è portatrice di tematiche importanti e delicate sulle quali è necessario riflettere. La bambina vittoriana durante il suo viaggio onirico si trova a dover far fronte a diversi ostacoli, a cambiamenti sia interiori sia esteriori, a incomprensioni e problemi di incomunicabilità: insomma situazioni problematiche e inaspettate che la condurranno verso un’inevitabile crescita.

Lo consigliamo a… a tutti quelli che vorrebbero una bottiglietta capace di trasformare il proprio aspetto ad ogni evenienza. Ai curiosi e ai sognatori. A quella Alice che, più o meno consapevolmente, ci  portiamo dentro. 


[1] I. Calvino, Perchè leggere i classici, Milano, Mondadori, 2017, p. 7.
[2] L. Carroll e V. Docampo, Alice nel paese delle meraviglie, Milano, Terre di mezzo editore, p. 47.
[3]  C. Lepri, Parole in libertà. Infanzia, gioco e linguaggi poetico-narrativi, Roma, Editoriale Anicia, 2013, p. 44.
[4] E. Beseghi, Intorno ai silenzi sulle bambine, in E. Beseghi (a cura di), Ombre rosa. Le bambine tra libri, fumetti e altri media, Teramo, Lisciani & Giunti, 1987, p. 15.

Lewis Carroll – Alice nel paese delle meraviglieTerre di Mezzo
Traduzione: Claudia Valentini;
Illustrazioni: Valeria Docampo

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Su Francesca Izzo

Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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