milano city marathon 2021 - Cambio di Passo

Milano city Marathon 2021 #7.2 – Cambio di passo

Questa puntata del diario sarà in forma sintetica e soprattutto fattuale, un po’ perché in questi giorni ho lavorato troppo, e un po’ perché il mio sodale, nonché atleta, mi ha rotto il cazzo

Questa settimana il team EsteticaMente ha subito una svolta epocale. Già, dacché i nostri allenamenti erano stati programmati e pensati per essere totalmente conservativi, la megalomania di Agafan, unita alla mia voglia di superare i limiti, ha creato il mostro.

Da questa settimana io e il mio atleta abbiamo abbandonato le corse gestite dal battito cardiaco per tuffarci polmoni e milza sugli allenamenti sul passo. 

Un allenamento che, nei tre anni triste carriera podista ho sempre rifuggito perché troppo veritieri sull’età che avanza e le poche qualità atletiche in possesso (se ti alleni col battito, se il cuore si alza troppo rispetto al limite imposto tu rallenti e chiudi in scioltezza l’allenamento, col passo, se il cuore scoppia, tu devi tenere il passo, con tutte le conseguenze psicologiche del caso).

Ovviamente per calcolare i tempi da tenere siamo andati totalmente a istinto. Ci siamo basati sulla mia soglia anaerobica (che è calcolata, perché io uso un cardiofrequenzimetro) e da lì ho empiricamente ho individuato quella di Agafan (che probabilmente, per questioni di virilità maschile si rifiuta di utilizzare la fascia cardio perché gli sembra un reggipetto).

Ovviamente abbiamo anche speso 10 euro per un’app che dovrebbe darci risposte e metriche calcolabili per ottimizzare i nostri corpi e renderli in grado di sopportare lo sforzo immane che dovremo sostenere.

Come sta andando?

Al momento bene, anche perché i lunghi non sono ancora così lunghi e i medi non sono ancora così medi. Però suppongo che tra qualche settimana questa tabella di allenamento si trasformerà in un autentico massacro, ma sotto certi punti di vista è anche giusto così. La maratona è per pochi.

Detto questo chiudo con il perché il mio atleta mi sta sommanente sul cazzo. Lo farò per punti, in modo che sia chiaro a tutti il dramma che sto vivendo.

Agafan da quando ha iniziato ad allenarsi sotto le mie direttive è un uomo nuovo.

  • È dimagrito in una maniera inquantificabile
  • Ha messo giudizio e diminuito i vizi
  • in soli due cazzo di mesi, ha ottenuto i risultati che ha raggiunto con fatica in più di sei mesi di preparazione per la Stramilano del 2017

E allora perché mi sta sul cazzo? 

Semplice perché non mi dice grazie. I suoi diari sono delle immense elucubrazioni mentali dove sputa e schifa chiunque, ma nemmeno una parola sul suo coach, che lo sta aiutando a scalare vette fino ad oggi nemmeno pensabili. E quando glielo faccio presente, lui glissa, si lamenta, dice che mi ringrazierà solo a obiettivo raggiunto (che tra l’altro, non è nemmeno finire la gara, ma battere un suo parente che parteciperà con noi).

Forse la mia è gelosia? Forse. Ho bisogno di rassicurazioni? Può darsi. 

Eppure quel bastardo, perché di bastardo si tratta, si gode i risultati senza nemmeno voltarsi indietro e inginocchiarsi al cospetto dell’unica persona che ha un merito in tutto questo.

Giuro, che se mai dovessi arrivare al traguardo prima di lui, mi fermerò a dieci metri dall’arrivo per aspettarlo. E quando mi sarà a tiro gli entrerò a gamba tesa sulle ginocchia. 


Photo by Veri Ivanova on Unsplash

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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