La Rappresentante di Lista è una band obliqua, cosi li definì Giorgio Canali. Ed in effetti l’insieme formatosi nel 2011 dal fortunato incontro tra la cantante Veronica Lucchesi e il chitarrista Dario Mangiaracina è davvero una band sui generis.
Trasformazione avvenuta
Partiti da una collaborazione teatrale, i due fondatori della band, a cui si aggiungeranno tre anni dopo il trombettista Enrico Lupi e la percussionista Marta Cannuscio, sin dalla prima canzone D.A.Q.C.M. hanno mostrato un’originalità davvero sorprendente per temi e arrangiamenti. Nella canzone sopracitata i due si esibivano su un balcone siciliano, davanti ad un microfono panoramico in uno splendido ukulele e voce. Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata, e La rappresentante di Lista è diventata una diva come diranno nell’album appena uscito che ora presenteremo.
Mischiando poesia, ritmi latino e dance, teatralità e un pizzico di malizia, la band siciliana è diventa una realtà da seguire con attenzione, grazie anche ai tanti successi e riconoscimenti ottenuti nel corso del tempo. Dalla candidatura a miglior album per la loro opera prima, allo Sziget festival, alla partecipazione a Musicultura, prima di arrivare a questo terzo album La Rappresentate di Lista ha fatto un lungo percorso che ora stupisce piacevolmente per maturità.
In particolare Go Go Diva, terzo album in studio del gruppo, colpisce per essere potente e “dritto per dritto”. Go Go Diva ti prende subito ma poi ti tiene lì incollato per diverse ore.
Registrato a Palermo con lo storico produttore Roberto Cammarata, Go go diva si compone di undici brani incandescenti che sfiorano la pelle e le sinapsi, un po’ per la bella voce cupa e teatrale di Veronica Lucchesi, un po’ per il pregevole gioco di sinth e strumenti acustici.
I testi sono ricchi di verità e poesia, frutto di un buon bagaglio culturale che di sicuro la band può vantare.
L’apertura è potente davvero grazie a “Questo corpo”, canzone che parla di amore e corpo, di cambiamento e dolore, di paranoia e sesso. Per certi versi ricorda la migliore Anna Oxa e le sue ambiguità non solo sessuali. “Ti amo”, scivola cupa e pop, qui a volte sembra di ascoltare gli MGMT cosa che detta da me, è un grande complimento. “Maledetta tenerezza” ha un tiro fantastico, anche qui tra ambiguità e pop. “Alibi” gioca leggera la sua parte aprendo a “Giovane Femmina”, pezzo intenso e profondo con un bel momento acustico. “Guarda come sono diventata” è riflessiva e lasciva con un gioco di voce davvero interessante, “The Bomba” è violenta e scanzonata ma gioca con una paranoia contemporanea, quella di avere l’arma definitiva.
“Panico“ e “Poveri“ noi sono due momenti intensi e romantici, poi arriva la fredda “Gloria“, pezzo che mette i brividi.
“Woow“ chiude l’album con poesia e delicatezza, dal mio punto di vista sarebbe stato difficile scegliere commiato migliore.
Go Go Diva è la fine di una trasformazione avvenuta, da band originale e spiazzante La Rappresentante di Lista è diventata una delle più interessanti realtà del pop d’autore d’italiano.
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