La Juve parte a rilento in Champions League, tanto per complicarsi ancora una volta la vita

Inizia la Champions League della Juve, quella che deve vincere per forza se non vuole evitare il fallimento. Come se vincere una competizione del genere può essere considerato l’obiettivo necessario di una stagione. Suvvia, arrivare ai quarti può dirsi un obiettivo consono, da lì in poi si sa che i fattori sono tanti, troppi per imporre un esito.

Il fatto è che non potendo lottare per lo scudetto da cinque anni, i tifosi delle altre squadre impongono obiettivi sontuosi ai bianconeri per poter affermare con soddisfazione al ribasso che pure la Juve ha fallito la stagione.

Detto questo, la Signora si è presentata con un bel pareggio a reti inviolate in casa. Ecco, come è vero che per la vittoria è dura, è altrettanto sicuro che si dovesse cominciare in altro modo. Allegri fa accomodare in panchina Alex Sandro e Pjanić per un più prudente Evra e un più muscolare Asamoah e già si è capito tutto prima che iniziasse la partita.
Questo Siviglia era francamente alla portata, sta a dimostrarlo il buon numero di occasioni create anche giocando di mollezza. Ci si chiede se fosse proprio necessario regalare un tempo agli avversari che inquadravano il pareggio come il Santo Graal, cominciando la perdita di tempo già dagli spogliatoi: li vedo vagare per gli armadietti alla lenta ricerca delle maglie in modo da ritardare la discesa in campo. Ma la Juve non ha fatto nulla per tenere un ritmo quantomeno andante, quando sarebbe bastato poco per mettere in difficoltà avversari come questi. D’altronde il tasso tecnico del centrocampo proposto era così basso da farsi male schiacciato dai tacchetti. Ma Allegri si sa, crede nell’equilibrio come gli jedi nella forza.
Nel secondo tempo la Juve ha spinto di più ed infatti quelli sono andati in difficoltà vera e anche se il gol non è arrivato è lecito chiedersi come sarebbe andata provandoci un po’ prima. Io ribadisco che secondo me Allegri è una bravo allenatore e fui uno dei cinque ad affermarlo fin da quando arrivò alla Juve. Però è chiaro che ha deciso che guardando la sua squadra io non debba divertirmi, nonostante il potenziale ci sia, me lo fa apposta. In realtà nella sontuosa campagna acquisti di quest’anno un ulteriore centrocampista di qualità avrebbe reso perfetto il tutto, stasera nel primo tempo la circolazione di palla era tale e quale a quella di un’arteria intasata dal grasso.

p.s. Il buon Bonucci si è esibito in un paio di strozzate ad altissimo rischio, a dimostrarci che possiamo scordarci che sto vizio se lo tolga

Su Agafan

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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