Terrorismo – Ognuno ha i pazzi propri

Ci sono terroristi e terroristi. Così come ci sono morti e morti. Non tutti “valgono” alla stessa maniera, alcuni ce li ricordano ogni giorno, altri, invece, si dimenticano più in fretta del vincitore dell’ultimo Sanremo. Eppure, la matrice di questi atti scellerati il più delle volte è comune…

Il 12 dicembre 1969 sette italianissimi kg di tritolo hanno fatto un bel buco e 17 morti alla banca nazionale dell’agricoltura, Piazza Fontana, Milano. La mia Milano.

Che ogni dicembre se la piazza proprio in mezzo al cuore, questa bomba: la madre di tutte le bombe.
Perché c’è da dirlo, Milano è all’avanguardia, sempre.
Poi arrivarono pure Brescia e Bologna, ma a ruota.
Ah il terrorismo nostrano, l’italianità da preservare e promuovere, da esportare: non come questi che vengono qui dall’Africa a rubare il lavoro ai terroristi nostri… Per forza che nessun giovane lo vuole più fare il terrorista. Ci sono quelli lì che per due soldi…

In Jugoslavia, quand’ero ragazzina io, e quindi l’altro ieri (?!), a Sebrenica 8.372 persone – non due, dieci, nemmeno cento, ma ottomilatrecentosettantadue – furono spazzate via perché serbe musulmane.
Sotto l’egida dell’Onu, of course. Ma noi siamo europei, abbiamo trovato i responsabili e li abbiamo processati. Siamo severi ma giusti. La verità è che sono quasi tutti latitanti, nessun risarcimento alle famiglie.
Poi uno non dovrebbe farsi delle domande.

Non più tardi di cinque anni fa, un norvegese squinternato destrorso anti marxista, anti islamico, anti tutto, nella propria civilissima Norvegia ha fatto fuori un centinaio di persone.
Così: civilmente, biondamente ed occidentalmente armato fino ai denti.
Chiedo perdono… – Ok dai, sei uno stronzo ma hai capito, forse eri drogato, frustrato. Dai sei europeo non puoi essere cattivo – … ai militanti nazionalisti per non aver ucciso più persone“.
No, non ci siamo.

A Charleston, USA, lo scorso anno un gradevole e psicopatico 21 enne bianco è entrato in una chiesa di neri, ha giustamente pregato un po’ e poi ha tirato fuori un fucile (o una pistola non ricordo e non cambia) e si è messo a sparare.
Sui neri, naturalmente, per il solo fatto che erano neri, con raffinata capacità di approfondimento socio culturale.

Io mi scuso se non cito in questo elenco le stragi dell’11 settembre, di Madrid, di Londra, di Parigi, di Bruxelles, Sharm.
Ma se queste, i  vari Salvini italici se le ricordano, le altre mi pare di no. Hanno la memoria selettiva diciamo.

Alcuni terroristi sì altri no, alcuni morti sì altri no.
I norvegesi no per esempio. Chissà perché?
Se andassimo alla pari dovremmo chiudere le frontiere anche ai norvegesi.
Magari anche ai finlandesi, giusto per per prudenza (agli svedesi no per la questione Ikea).

Insomma – scusatemi il sorriso sghembo – ragazzi la testa il buon dio ce l’ha data non per ornamento.
I pazzi, i terroristi, gli assassini forse fuori sbandierano un colore, una fede, una nazione ma in realtà non hanno né colore, né fede, né nazione: queste si cambiano e scambiano come fa Ibra con le sue squadre.
Non è che se sei siriano sei terrorista e se sei di Forlì no, non è che se sei musulmano sei terrorista e se sei testimone di Geova no.
Se avessimo un minimo di capacità di analisi forse capiremmo che è il contesto che genera tutto: dalla povertà al mancato ascolto politico, dal denaro e all’ignoranza e al pregiudizio.
Non mettete fiori nei vostri cannoni: metteteci libri, scuole, dialogo, mettete lavoro, parlamenti; arrestate i responsabili, processateli e lasciate stare i popoli e le religioni.

Insomma raga’ ognuno ha i pazzi propri. C’è poco da fare, solo insegnare.

Su LaLaura

Laura meglio detta Lalaura. Donna di apparente cattivo umore, spettinata per principio, colleziono pensieri e calzini spaiati. Scrivo per automedicazione e funziona.

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