Gioco del rispetto – Play the Game

Dopo “ce l’hai” e “strega comanda color ” arriva nelle materne della civile e cosmopolita Trieste “il gioco del rispetto”, volto secondo gli ideatori “a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere…”. Un’idea interessante che però fa paura. E infatti a Roma domani manifesteranno in “difesa dei nostri figli”. Difenderli da cosa, lo sanno solo loro.

Oddio Lugino, Marietta e Mohamed dovranno toccarsi (il progetto pare prevedere per esempio di poter toccare i compagni per sentire il cuore! Terribile maschi e femmine hanno tutti e due il cuore!). Verrà loro spiegato che l’uomo e la donna sono uguali (immaginiamo quale terribile ed irreparabile confusione potrebbe creare il principio costituzionale di uguaglianza nei poveri bimbi) potranno abbigliarsi anche con abiti in genere indossati dall’altro sesso (reggicalze? Guêpière? Da uomo non mi viene in mente niente di osé).

Sono iperboli naturalmente ma qualcuno si è risentito. La chiamano Ideologia Gender (una cosa che non esiste ma contro cui già organizzano manifestazioni. Siamo in Italia, bellezza).

E se è legittimo che un genitore chieda chiarimenti, che nemmeno ti baleni l’idea che sia uno strumento per insegnare l’uguaglianza e la parità… Non so…

Mia figlia grande frequenta una scuola di ispirazione cattolica (un posto bellissimo, accidenti) ed in classe hanno il baule dei travestimenti: tutti possono vestirsi da papà,mamma, fatina, fatino, ballerina, ballerino, mettere collane, cappelli, scarpe da uomo o donna, ecc.

Non ci trovo nulla di strano, non ho trovato nulla di strano nemmeno quando la medesima figlia grande mi ha detto che a carnevale avrebbe voluto vestirsi da pompiere o da Babbo Natale e che da grande vuole fare il muratore.

Avrei dovuto oppormi per timore che la creaturina si scopra precocemente gay o si dia al burlesque anzitempo?

Nella stessa scuola i bimbi grandi, non importa se maschi o femmine, accompagnano in bagno i piccoli, non importa se maschi o femmine.

Avrei dovuto oppormi per evitare che scopra l’ineluttabile differenza tra maschi e femmine ossia pipì in piedi/pipì sedute?

Posso riderne? Dai saranno miei coetanei questi genitori scandalizzati!

Possibile? Lo so che i figli ti fottono il tasto dell’emotività ma… è davvero possibile?

Ai bimbi le differenze e le uguaglianze andrebbero spiegate ogni giorno mentre c’è evidentemente chi tanto non le insegna a casa tanto ha paura che le spieghino a scuola.

Non è facile lo so, loro sono piccoli e noi perennemente imbarazzati, segnati da anni di catechismo e di “Cioè”.

Loro, i bimbi, invece hanno un grande vantaggio: non hanno malizia né doppi sensi.

Certo anche io che sono di larghe vedute a volte faccio fatica ma ho spiegato alla citata figlia grande per esempio che:

– non esistono colori per maschi e colori per femmine, può vestirsi di rosso, blu, rosa o azzurro non è importante. Anche se poi la scambiano per maschietto.

– i maschi giocano prevalentemente a pallone ma ci può giocare anche lei. Nove su dieci la metteranno in porta quindi si alleni.

– i maschi hanno il pisello le femmine la patatina e non è giusto schernire il cuginetto quando sono tutti e due nudi sotto la doccia. Né ora né da grandi.

– le coppie di persone che si vogliono bene possono essere ragazzo e ragazza, ragazzo e ragazzo, ragazza e ragazza. Non è facile per nessuna delle tre tipologie amarsi per sempre, ma è bello provarci.

Per ora la ragazzina non sembra avere scompensi né pensieri lubrici.

Però ha dato un bacetto ad un compagno cinquenne: o li ammazzo o si sposano.

Su LaLaura

Laura meglio detta Lalaura. Donna di apparente cattivo umore, spettinata per principio, colleziono pensieri e calzini spaiati. Scrivo per automedicazione e funziona.

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