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Quel che resterà dopo Salvini, tra piselli velati e razzismo ostentato

Quel che resterà dopo Salvini, tra piselli velati e razzismo ostentato

Non sono solo Matteo Salvini e i suoi omologhi a fare paura, ma anche gli strascichi che si porteranno dietro. Perché, al di là di politici e giornalisti oggi sbraitanti, quel che resterà sarà un razzismo non più strisciante ma ben saldato alla coscienza. A ricordarcelo sono le piccole cose, come un cazzetto di marmo nella bella Villa Arconati, preso a simbolo dell’attacco straniero.

Villa Arconati e le sue delizie

Villa Arconati è una dimora seicentesca situata a Castellazzo, frazione di Bollate in provincia di Milano. Quando arriva il bel tempo vengono organizzate visite guidate alle stanze e ai giardini (e ulteriori iniziative, per info clicca qui) che, per inciso, consiglio di fare a chi si trovasse in zona. Si tratta di un gioiello da scoprire e che non vi lascerà indifferenti.
In una delle stanze aperte al pubblico si trova una statua antica le cui pudenda sono state coperte con una foglia appoggiata: scelta discutibile, ma sapete com’è, alcuni turisti possono trovarsi in leggero imbarazzo davanti a certe parti del corpo, soprattutto gli americani che, pare, arrossiscono come peperoni alla vista di un pisellino di marmo.

I cazzi devono penzolare liberi

Un paio di settimane fa, durante una visita guidata, una donna (non un’anziana signora), durante la visita guidata, si è lamentata di questo fatto, palesando il proprio disappunto in modo evidente. Dopo un po’, qualcuno del personale si è accorto che mancava la foglia coprente e, ricordandosi della signora, ha segnalato ai carabinieri la sospettata. Infatti, nella borsa della signora è stata rinvenuta la foglia incriminata. Una volta scoperta, la donna si è data a vibranti proteste contro gli islamici che ci costringono a coprire le parti intime delle nostre statue, che vogliono cambiare la nostra cultura e contro cui dovremmo lottare con più veemenza.

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La statua di Villa Arconati incriminata

Non è solo questione di cazzo

Questo episodio mi ha dato modo di riflettere su un paio di questioni. A parte l’attaccamento al cazzo della donna che, inorridita, non può sopportare la privazione di una vista tanto mascolina. Quel che mi ha lasciato perplesso è il collegamento immediato che la donna ha fatto con l’Islam. Naturalmente buona parte del merito va a coloro che, tra politica e giornalismo, aizzano una cultura del sospetto razzista. Tutto ciò che non va può essere riportato allo straniero, in un sentimento di accerchiamento fuori luogo.
Ma la mia mente è andata oltre i figuri attuali. Il fatto è che Salvini passerà, i giornalisti che istigano all’odio razziale passeranno, a governi di destra si alterneranno governi di centrosinistra, ché tanto si sa, chi governa perde voti a causa di un’alternanza politicamente naturale.

Quel che resterà dopo Salvini

Quello che più mi preoccupa è il lascito di Salvini (preso come capostipite di un movimento razzista ben più ampio). Certo preoccupano i danni di scelte politiche concrete e le conseguenze che tali scelte hanno sugli esseri umani, ma ancora più preoccupante è l’eredità che porteranno con sé.

Quello a cui stiamo assistendo è uno slittamento razzista e xenofobo della visione del mondo, non solo la preoccupazione per problemi pratici: mancanza di lavoro, periferie lasciate morire, terrorismo. Ritenere che la foglia coprente sia lì a causa degli islamici non ha davvero senso, si può contestare la scelta, ma riportarla a questioni di immigrazione è davvero fuori contesto. Oggi come oggi ogni scusa è buona per attaccare il diverso, per sentirsi assediati dall’esterno che penetra nel territorio, per una cultura del sospetto a senso unico.

Come se gli italiani si indignassero per il modo in cui il nostro patrimonio culturale viene trattato dalla politica e dai visitatori. Ci mancherebbe, in quel caso non sono problemi da risolvere, le urgenze sono altre. Però se nella testa frulla il sospetto, pur infondato, che ci sia lo zampino dell’invasione straniera, allora la nostra cultura diventa sacra.

Ecco cosa mi fa paura, che un tale atteggiamento sopravviva a Salvini o chi per lui, che il seme della discordia sia ormai fiorito e non si possa dissotterrare, ma si dovranno estirpare le piante. E non si tratta di anziani prossimi al trapasso, in quel caso potremmo decidere di attendere la morte di una generazione puntando sul futuro, ma di giovani adulti che andranno a costituire la nostra futura classe dirigente. Gli effetti collaterali delle urla razziste saranno pesanti tanto quanto quelli immediati. Per questo non mi stancherò di scrivere le ennesime righe contro il razzismo, di ribadire gli stessi concetti, perché come Gandalf dovremmo gridare al razzismo “Tu non puoi passare”. Di certo non basterà, ma è necessario, ormai è una priorità assoluta.

Quel che resterà dopo Salvini, tra piselli velati e razzismo ostentato ultima modifica: 2018-06-28T09:34:44+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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