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La bellezza laterale di Carla Suárez Navarro

La bellezza laterale di Carla Suárez Navarro

Questa è la storia di come Carla Suárez Navarro è riuscita a far trionfare la bellezza laterale sul campo 17 degli US Open, conquistando il pubblico a suon di rovesci paradisiaci, sconfiggendo uno scetticismo preconcetto che non la vedeva beniamina del pubblico. Sempre sia lodato il rovescio di Carla Suárez Navarro.

La bellezza laterale

Quando ci s’innamora lo si fa della bellezza, non si scappa. La bellezza si declina in così tanti modi da diramarsi in bellezze, ma sempre di bellezza si tratta, comunque la vogliate porre. Capita molto spesso di innamorarsi a causa di una bellezza laterale, non appariscente e non pubblicamente conclamata, imparando ad apprezzare doti che non saltano subito all’occhio.

Voglio dire, entrando in un locale la maggior parte dei maschi viene attratto da una ragazza quando particolarmente attraente; certo, uno può essere conquistato fin da subito dalla ragazza all’altro lato del bancone, una che nessuno fissa con intenzione ma che a lui fa immediatamente effetto ti prendo e ti porto via. Va bene, eliminiamo il fortunato che già alla base ha trovato la propria lateralità.
Il resto del branco si sparpaglia per il locale con mente fissa alla bellezza oggettiva, poi arriva l’incontro con una ragazza meno appariscente ma che sa conquistarti con uno sguardo, un gesto, un dialogo, una battuta, un modo di bere o di fumare, uno sguardo ricambiato, uno sguardo mancato. Altrimenti saremmo tutti soli in attesa di un’occasione che non arriverà mai con la bella del paese. E badate bene che non si tratta di un ripiego, semplicemente scopriamo altre bellezze che ci coinvolgono in modo diverso e maggiore.

La bellezza laterale nella massa

Se parliamo invece di massa, pubblico, diventa più difficile che la bellezza laterale si faccia strada: quando si riuniscono dalle centinaia di persone in su conta solo la bellezza appariscente. Nello sport femminile questa bellezza può assumere diverse varianti: la bellezza fisica, la fama, la simpatia, la posizione in classifica (cioè la forza sul campo), un modo di giocare che acchiappa maggiormente l’occhio. E quando c’è massa esiste minor margine di ravvedimento, minore concessione ad una pausa scettica, minore spazio all’interpretazione. Non potrebbe essere altrimenti, le masse si conquistano con qualcosa di plateale, adatto appunto alla platea. Nel mucchio magari c’è qualcuno incline ad una versione diversa, ma è una mosca bianca, una voce fuori dal coro che si perde nel coro.

Carla Suárez Navarro agli US Open

Ebbene, quest’anno sono tornato a New York e mi sono gustato una due giorni di US Open, tennis (per inciso un parco giochi in cui ritornare bambino). Prima partita a cui assito è un doppio, in attesa della sfida tra Carla Suárez Navarro e Caroline Garcia; assisto al doppio solo per mantenere l’ottimo posto sugli spalti per il match seguente.

Caroline Garcia

Caroline Garcia è una ventiquattrenne ormai affermata nel circuito, parliamo dell’attuale numero quattro al mondo, mica cazzi. Una francese dal fisico tonico e dal viso particolare ma che sa piacere. Il suo gioco è spumeggiante, ricco di colpi vincenti, quel che piace allo spettatore pagante. Si tratta di una giocatrice dal potenziale ancora maggiore di quanto fatto vedere finora, ma che ha saputo già costruirsi carriera e nome.

Carla Suárez Navarro


Carla Suárez Navarro
è una trentenne alta 1 metro e 62 centimetri, dal viso non proprio accattivante, molto timida e con una carriera alle spalle da alta classifica ma senza particolari picchi. Insomma, un’ottima tennista ma non una campionessa, forse mai nemmeno in potenza. Tanto per capirci, quando si è allenata sempre sul campo 17 prima del doppio, un paio di spettatori ci hanno chiesto (a me e al mio socio di viaggio e di sito) chi fosse la tennista che si allenava. Chissà perché proprio a noi, forse avevamo la faccia da intenditori, o forse eravamo solo i più vicini. A perte questo, quel che voglio sottolineare è lo scarso appeal che Carla aveva sul pubblico americano, almeno quello presente su quel campo.

Carla Suárez Navarro e il suo rovescio paradisiaco

Quando è iniziato il match tra le due tenniste il tifo era spostato senza nessun dubbio verso Garcia, un nome di certo più conosciuto e un fisico più gradevole. Non si trattava di un tifo esagerato, in fondo non c’erano statunitensi, ma era chiaramente un pubblico di parte.

Dovete sapere che Carla ha una caratteristica che spicca sul campo da tennis: un rovescio ad una mano semplicemente splendido. Si tratta di un colpo da capogiro, di un bene da preservare, un’esecuzione da mandarti in brodo di giuggiole, un gesto capace di collegarti con un attimo di infinito. Io quel rovescio me lo ero già gustato a Roma, sapevo a cosa andavo incontro e dal vivo rifulge ancor più nettamente, da vivo è speciale.

La partita era molto combattuta, giocata bene da entrambe, uno spettacolo sportivo piacevole ed avvincente. Con il passare del tempo notavo che gli incitamenti per la francese perdevano di tono, mentre la spagnola guadagnava sempre più consensi. Insomma, la faccio breve. Ha vinto la spagnola che si è via via accaparrata il tifo del pubblico, fino a meritarsi un tributo di applauso scrociante a fine match.
Carla Suárez Navarro ha conquistato il pubblico a suon di sontuosi rovesci. Certo non solo quello, ha giocato bene in generale, ma su certi suoi rovesci sentivo lo stupore del pubblico, espressioni di stupore non trattenute. Quello con cui ha concluso la partita poi ha creato una sospensione spazio temporale di bellezza divina.

Il trionfo della bellezza laterale

Su quel campo 17 Carla Suárez Navarro ha fatto valere la sua bellezza, una bellezza di gioco che è riuscita a subissare la maggiore fama dell’avversaria. Su quel campo 17 ha vinto la bellezza laterale, la bellezza che non ti aspetti ma che sa conquistarti e stordirti molto più della bellezza banale. Non ero sul campo in cui poi ha battuto anche Maria Sharapova, la bellezza affascinante per eccellenza nel tennis, ma sono sicuro che, se non tutto il pubblico, anche in quell’occasione ha fatto ricredere più di qualcuno. Perché la bellezza laterale ti coglie alla sprovvista e l’uomo ama stupirsi, ama essere spiazzato con dolcezza.

Per inciso, solo l’eventuale figura di merda mi ha impedito di urlare a squarciagola “Carla sei bellissima”

La bellezza laterale di Carla Suárez Navarro ultima modifica: 2018-09-19T08:00:38+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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