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Agnieszka Radwańska, il ritiro di un’eletta

Agnieszka Radwańska si è ritirata. Ci sono parole per uno che ha scelto come nickname agafan? No, e quelle che escono sono senza senso se non per se stesso. Ma lasciatemi sfogare, tanto sapete che sarà l’ultima volta.

Premessa all’epifania di un amore

Lo so che a molti questo post sembrerà sdolcinato, eccessivo e patetico, mi piacerebbe sostenere che me ne dispiaccio e vergogno. La verità è che non me ne frega nulla, la vostra eventuale derisione non mi solletica nemmeno.

Fin da piccolo ho amato il tennis sulla scia della passione paterna. L’amavo a tal punto che quando mi chiesero che sport volessi praticare ero davvero indeciso se optare per il tennis o il calcio, alla fine prevalse il calcio dato che la mia indole di pecorone si era precocemente cristallizzata. Tra l’altro, visti i risultati, si è rivelata una scelta molto sbagliata; non che nel tennis avrei potuto dire molto, ma francamente peggio che nel calcio è difficile anche solo immaginarlo.

Nonostante l’avvio della mia insulsa carriera calcistica, ho sempre continuato a seguire il tennis. Tifavo Boris Becker, me ne innamorai quando i miei occhi di bambino rimasero affascinati dai tuffi del ragazzone tedesco. Poi arrivò la televisione a pagamento e la mia passione tennistica conobbe l’oblio della mancanza di investimenti dei miei genitori sulla questione. Persi di vista tutto, iniziai a conoscere i nomi solo per sentito dire, l’interesse giaceva sopito. Infine scoprii, con notevole ritardo, Super Tennis, canale in chiaro dedicato a questo sport. Tra questa scoperta e la decisione di spendere soldi al riguardo, coadiuvato dalle nuove tecnologie, ho ripreso a guardare tennis con l’antica passione.

Guardando i match su Super Tennis mi imbattei in Agnieszka Radwańska. Mi bastarono pochi colpi per capire: ecco la mia eletta. Insomma, fu subito amore. Non ci fu bisogno di interiorizzare, fu colpo di fulmine in presa diretta.

Il ritiro di un’eletta

Il ritiro di Radwańska dall’attività agonistica è dunque un duro colpo per il sottoscritto. In che misura? Ho dovuto volgere al passato la descrizione del mio nickname, fate voi. Con questo evento è come se una parte di me vada riferita al passato, almeno quella parte di me che ha deciso di scrivere come agafan. Per intenderci, ho tifato Agnieszka come tifo la Juve: con accanimento, passione, euforia, sofferenza ed esagerazione. Ma con una grande differenza.

Ho iniziato a tifare Juve, così come Becker, da bambino. Questo lega il mio tifo a radici lontane, in qualche modo è il mio essere bambino che continua a riaffacciarsi, si è trattato di una scelta inconsapevole e ingenua, che non rinnegherei come non posso rinnegare i parenti. Il tifo per Radwańska è invece cominciato in modo consapevole, è stata un’elezione. Ciò non significa che sia stato messo in moto dalla razionalità, come potrebbe un vero amore infiammarsi così, si è trattato di un appassionato accanimento. Però, in questo caso, non lo rinnegherei mai perché convinto di non doverlo fare.

Il tennis che passione

Chi non lo segue non può capire, ma lo sport sa muovere passioni forti. È inutile dire a chi lo segue che tanto non vince o perde lui, che si tratta solo di soldi in movimento, che sono ragazzi che inseguono una palla. Concordo sul fatto che, se analizzata, la situazione non abbia senso, ma la passione per lo sport non è analisi, se del gioco. Per darvi un’idea, il mio primo viaggio oltreoceano, New York, è stato organizzato per vedere gli US Open. Da lì non ho più smesso di muovermi e spendere soldi per recarmi sui campi. Vederli giocare dal vivo è qualcosa che mi fa stare bene, i momenti passati sugli spalti restano indimenticabili.

E non potete nemmeno immaginare, davvero no se non siete appassionati, la mia reazione quando vidi Agnieszka apparire sul campo di allenamento (sì persino gli allenamenti). Fatevelo confermare da Massimo (il socio di questo sito): stravolto dalle emozioni, un accenno di uomo tendente al bambino inebetito da una situazione che non è in grado di comprendere.

Aga la maga

Agnieszka Radwańska è stata una tennista di buon successo, per anni ai vertici di questo sport, ma con la mancanza di una vittoria nei tornei del Grande Slam. Soffriva di una mancanza cronica di potenza che non le permetteva di stare al passo con l’evoluzione verso il turbotennis moderno. La polacca ha ovviato attraverso la tecnica e un fisico in grado di effettuare recuperi incredibili. Non bisogna farne una questione di vittorie, che pure non sono mancate, ma di bellezza: un’estetica del tennis di altri tempi che ha trovato un’appendice quasi innaturale, ribelle. Ora però basta scrivere con criterio, lascio andare le dita in modo sguaiato, lo stesso modo in cui ho tennisticamente amato Agnieszka.

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; debolezza penalizzante e tenera; manina delicata e nobile; corse a perdifiato per recuperare; colpi da maestra; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; intelligenza lucida; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; stupore improvviso di fulgidi lampi; cuore oltre l’ostacolo; desiderio recondito di un mondo migliore; sgangherate esecuzioni; spiccata specificità; animale in via di estinzione da preservare nella memoria; goffo tentativo della volontà; professoressa che bacchetta se stessa; probabilità incalcolabile; ginestra nata nel deserto; luogo della mente; ninfa incerottata; universo parallelo da esplorare; mondo impossibile; anticipi esasperati di sopravvivenza; discese ardite e risalite; dolce ribellione; bellezza laterale; sospiro di sollievo; amabile fragilità; consiglio non seguito; solitudine nella moltitudine; pensiero rapido e stupendo; sensibili lob; umile e divertita maestria; specchiarsi in se stessa oltre il limite consentito; amarezze attutite; pennellate d’artista; campi disegnati con tratto fantasioso; miracolo accennato; ninnananna che sveglia; fantasia di ricami; merletti d’altre epoche; sagacia tempestata di delicatezza; sogno sotto il cuscino; attesa degli sbagli altrui; cascata di amabili invenzioni; sconfinata passione vintage; improvvise schiarite tra le nuvole; ladro gentiluomo; diamanti nati dal letame; ammaliatrice senza averne l’aria; raffinata cucina per palati esigenti; anello al dito sbagliato; profonda asimmetria dei desideri; vino sorseggiato ad occhi chiusi; lettera scritta a mano; dolce attesa dello stupore; paladina senza portafoglio; urlo soffocato; artista di strada dal piglio accademico; eroina con macchia; arringa scriteriata; monologo a più voci; calligrafia cesellata; robaccia da guardoni; insinuante andamento; spettacolo pirotecnico sulla spiaggia; poetica dell’imprevedibile; genuflessione senza inchino; sgomento coccolato; primavera d’inverno; raggio di sole sulla luna; canzone sotto la doccia; follia decadente; giorno di vacanza fuori calendario; allucinazione naturale; maieutica di delizie; polline senza allergia; fiori nei cannoni; uovo Kinder con sorpresa dentro la sorpresa; manipolazione umorale; antica saggezza; deviazione dal detto popolare; giardino fiorito; malore rasserenante; malinconia del futuro; costruzione di un amore; fascino sobillante; fiaba della buona notte; culla di armonia disarmonica; dondolo su cui dondolare la memoria di vecchio; immorale moralità; etica dell’estetica; produzione artigianale; sbronza solitaria; ultima sigaretta della serata; gesto spigoloso; sfinge ballerina; scoperchiata fragilità; abborracciata linearità; pezza che non copre; sobbalzo di speranza; il mai più rinnegato; pirata senza ciurma; asserzione negata; ossessione; traversia dello spirito; viaggio ai confini; fantasma del Natale rinnegato; sussurro indecente; boccata d’aria fresca; riabilitazione dell’uomo nero; sensazione dimenticata; rapina a mano infiorata; falso ricordo; fortuna sabotata; parata alternativa; parola scaraventata nel mondo; rovescio della medaglia; serenata alla finestra sbagliata; fuga dalla banalità; causa persa; avvocato dell’angelo; muro scalfito; risata garbata; pianto sommesso; paragone inappropriato; scherzo aggraziato; battuta fuori luogo; danzatrice dell’intenzione; risata al funerale e pianto alla festa; sbaglio preventivatile che fai comunque; emozione sotto pelle; musa declassata; te stesso che ti piace; Aga la maga.

Agnieszka Radwańska, il ritiro di un’eletta ultima modifica: 2018-11-16T09:00:41+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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