Sonate Per Piano. Haydn? Mozart? Beethoven? Io me li pappo tutti e tre

Haydn – Sonate Per Piano. A volte capita di perdersi per strada qualche pezzo o, forse peggio ancora, di non dare la giusta importanza a qualcuno che la merita, e come se la merita!
Questo è senza dubbio il caso di Joseph Haydn, sia ben chiaro, molto conosciuto nell’ambiente degli addetti ai lavori, rimane quasi del tutto sconosciuto invece per il grande pubblico.

Proprio stamattina ne parlavo con un’amica davanti a un caffè, alla mia domanda “Conosci Haydn?” la sua risposta ha risuonato forte nella mia mente: “Chi?!..” La mia seconda domanda, a quel punto, è stata ancora più forte ed esplicativa: “Conosci Boniek?” Ancora una volta risposta negativa. Il giocatore polacco ha fatto gran carriera nella Juventus, l’unico punto a suo sfavore era la presenza, fondamentale per la squadra e ingombrante per lui, di Platini.
Haydn è un austriaco nato 24 anni prima di Mozart e morto 18 anni prima di Beethoven. Il suo stile è galante, paragonabile in maniera netta a quello mozartiano e a quello beethoveniano seppure con alcune differenze. Anche lui risiederà a Vienna, la sua formazione è fatta di tanto Bach (padre e figlio) e una conoscenza con il nostro Porpora, personaggio che, a detta dello stesso Haydn, “lo farà crescere molto nella creazione delle composizioni future”. Certo, gli insegnerà anche l’italiano e, come spesso avviene in questi casi, anche le parolacce in italiano, era solito infatti dare agli allievi appellativi quali: “asino”, “birbante” o “coglione” durante le dure fasi di apprendimento. Da Porpora prese anche lezioni di canto, le quali andarono ad arricchire la formazione già esistente in clavicembalo e violino.
Lavorò presso Corti di Principi a Vienna, come Maestro di Cappella, per lunghi anni, prima di partire per Londra per dei soggiorni che lo vedranno dirigere le orchestre londinesi con grandissimo successo. A questo periodo fanno riferimento le sinfonie, fra le più conosciute La sorpresa, La militare, L’orologio e Londra. Posto di primissimo piano hanno i Quartetti, questi vengono posti da Haydn a dei livelli facilmente raggiungibili. Gli verranno dedicati dei lavori da Mozart e da Beethoven, questi ultimi porteranno avanti elementi distinguibili della musica di Haydn, fra i quali l’utilizzo della fuga e del fugato nelle composizioni classiche e l’ampliamento della sezione di sviluppo nelle sonate per pianoforte.

Il cd che vorrei proporvi quest’oggi è un doppio cd, dedicato alle ultime sei sonate per pianoforte di Haydn. Il pianista in questione è ancora una volta Glenn Gould. Il carattere generale delle composizioni in questione è gioviale, lo stile è quello galante, ricco di innovative scelte armoniche per l’epoca, cambi repentini di atmosfere ed una ricerca nel ritmo che darà molto da lavorare più tardi soprattutto a Beethoven. In alcuni tempi delle sonate che ascolterete incontrerete vere e proprie fughe derivanti dal Barocco, periodo precedente, quasi nella totalità contornato dal nome di J.S. Bach e da J.J. Fux, dai quali Haydn verrà molto ispirato. La scelta del pianista nasce dalla particolarità del tocco che quest’ultimo sapeva ritrovare, un gusto che richiama la limpidezza del cembalo e la pastosità del pianoforte, egli prende da ciascuna di queste caratteristiche il meglio e le sa, in maniera eccelsa, distribuire nei vari momenti, parti affidate ai solisti o parti tipiche dell’orchestra. Alcuni movimenti veloci sono davvero veloci, sia ben chiaro che della velocità fine a se stessa ce ne siamo sempre fatti poco, la cosa stupefacente è il mantenere questo tipo di fraseggio e alcuni tipi di articolazioni a queste velocità. Ideale l’ascolto, dal mio punto di vista, associato ad attività di tipo manuale, che so, mentre si aspettano degli amici per cena e si sta cucinando, sempre avendo cura che gli utensili facciamo meno baccano possibile. Buon ascolto.

Su SpityBoy

Laureato in pianoforte, da anni vive di musica insegnando pianoforte, teoria musicale e armonia. Suona come solista e in gruppi cameristici. Ha pubblicato un articolo sulla musica del '500 con l'associazione Wivi-arte. Dirige la scuola Polifonie di Como ed è presidente dell'associazione Polifonie. Collabora con diversi solisti del milanese e del comasco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.